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Santuario Madonna
del Pollino
Immerso
in una natura selvaggia e incontaminata, di una straordinaria bellezza e
intensità paesaggistica, il Santuario della Madonna del Pollino si erge a
1537 metri s.l.m. nel comune di San Severino, a una manciata di chilometri
dall'alta Calabria.
La sua caratteristica è propria della natura dei Santuari lucani, dislocati
nell'interno del territorio regionale, lontani dai centri urbani, in siti
montuosi e raggiungibili non senza difficoltà.
L'eremo mariano, a cui fanno da sfondo le vette più alte dell'Appennino
Meridionale, sorge su uno sperone di roccia calcarea sopra la pittoresca
frazione Mezzana e le copiose sorgenti del Frido, sul versante
settentrionale del massiccio, tra la valle del Frido, il Timpone
Conocchiello e il Timpone di Mezzo.
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Un antico luogo di
devozione popolare, in cui ancora oggi si ripercorrono le tracce della fede in
forme che "sgorgano" spontanee e autentiche dallo spirito semplice e
genuino delle genti del sud.
Distante circa 15 chilometri da San Severino Lucano, si raggiunge percorrendo
la SP4 fino alle prime pendici del massiccio in località Mezzana Salice.
Una deviazione della strada principale sulla sinistra conduce fino a
suggestivo "fosso" di Iannace
.
Nel pomeriggio attraversammo la parte
più bella della foresta. Si chiama Iannace ed è formata da abeti e
faggi. Il botanico Tenore dice che qui non è difficile trovare degli abeti
alti 50 metri, e alcuni faggi… (Norman Douglas)
.
Da
questo punto in poi è consigliabile il percorso a piedi, lungo una stradina
che si inerpica a nastro tra una faggeta fitta e ombrosa fino al crestone
soleggiato del Monte.
Arrivati al piano del Santuario, il silenzio e l'anfiteatro naturale dei
monti circostanti creano un'incredibile atmosfera di raccoglimento. La
possibilità di spaziare con lo sguardo un dono sacro del Monte.
All'orizzonte la Valle del Frido e del Sinni e nelle giornate più terse, le
montagne dell'Alpe, il gruppo del Sirino e gli Alburni salernitani.
da:
La Madonna del Pollino - Festa e devozione popolare
di Maria Pina Ciancio, Ed. Il Coscile, Castrovillari 2004, p.13
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