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Uomini nella Storia di Colobraro: Mauro Modarelli di Colubrano  
di Michele Crispino

Mauro Modarelli, Notaio vissuto nel 1700 a Colobraro (Mt), è il più autorevole e prolifico notaio del passato, autore di molti registri notarili che i suoi discendenti tuttora posseggono in privato. Sono del resto documenti pubblici aventi valore legale e tali da rendere fede e testimonianza sul conto dei cittadini di quel lontano tempo. Gli argomenti che sono contenuti all'interno dei numerosi registri riflettono diverse operazioni ed atti minutamente descritti nei vari modi, stili e linguaggio del tempo, che ci permettono anche oggi di apprezzarne il contenuto, la forma e l'efficacia verbale, nonostante siano trascorsi ben tre secoli. Io, per la benevolenza di un suo discendente che è l'avvocato Filippo Modarelli, ho avuto modo di leggerne alcuni ed assicuro che si tratta di materia interessante. So che all'Archivio di Stato di Matera sono stati interessati ad averne copia, ma non so se la cosa è andata poi in porto. Gli argomenti trattati riguardano naturalmente e specialmente vendite di beni, acquisti di terreni, di case, di vigne, di casaleni, di piante di olivo, capitoli matrimoniali testamenti, attestazioni pro  e contro (alcune di esse molto curiose) ecc. ecc.. Spulciamo, e per quel che è dato possibile trascrivere, alcuni atti, ma ripeto ci sarebbe molto da raccogliere per fare le nostre osservazioni di varia natura. Ad esempio trascriviamo il seguente testamento di Francesco de Cimma, che è del 1764. "Testamento di Francesco De Cimma, abitante al casale; trovato sano di corpo e per la divina grazia sano anche di mente, e nel suo retto parlare, a memoria parimenti efficiente, il quale considerando lo stato fragile e caduco della presente umana natura, e che niuna cosa è certa più della morte ed incerta l'ora di essa, dubitando che non avesse a morire ha intestato (senza testamento); volendo perciò alla salute dell'anima sua provvedere, fa il suo presente ultimo testamento nuncupativo (orale) e come devoto cattolico cristiano raccomanda l'anima all'Onnipotente Dio Creatore, al suo santissimo Figliolo Signore Gesù Cristo ed a tutti i santi del paradiso… chiede il perdono dei suoi peccati  e vuole che il suo cadavere sia seppellito entro la chiesa della SS. Annunziata… Elegge per erede il suo diletto figlio Giuseppe De Cimma sopra tutti… Il figlio deve pagare al clero di questa terra 24 ducati e far celebrare due messe all'altare della Concezione (una per lui, una per la moglie Lucrezia Fortunato). Inoltre deve pagare 4 ducati per una quarantore per lui, quattro per la moglie. Suo nipote don Vincenzo De Cimma deve far osservare quanto dichiarato nel testamento. La figlia Vittoria, oltre alla dote avuta, otterrà la proprietà delle case che verranno a lui come parte di quelle del fratello don Paolo. Invitato dal notaio a dare qualche cosa al Real Albergo dei poveri nella città di Napoli, cosa molto grata al Signore Dio, ed al Re, "ave risposto di non avere tale devozione". I beni che lascia sono beni mobili, stabili , seminati presenti e futuri.." Si lascia al lettore fare le opportune riflessioni, che riguardano la sostanza del contenuto, il linguaggio ed il sentimento espresso. Altri atti suscitano l'interesse e la curiosità dell'uomo di oggi… Michele Crispino aprile 2005 Vicenza.
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