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Uomini nella Storia di Colobraro:Boemondo principe di Antiochia  
di
Pietro Giovanni Lucarelli

Boemondo principe di Antiochia figlio di Oddone e di Emma, sorella di Roberto il Guiscardo e della sua prima moglie Albereda di Chiaromonte. Tancredi d'Altavilla divenne con lo zio Boemondo di Taranto uno dei più brillanti capi della prima crociata, nel corso della quale si distinse particolarmente alla conquista di Antiochia (1098) e di Gerusalemme (1099).


copertina del libro dedicato ad Oddone

Dal 1104, durante l'assenza di Boemondo I, resse il principato di Antiochia e, alla sua morte (1111), lo ereditò. Oltre che contro i Turchi, combatté contro l'imperatore bizantino Alessio I Comneno, che aspirava al possesso di Antiochia. Tancredi non si riconobbe mai vassallo dell'imperatore bizantino, come era stato pattuito agli inizi della crociata.
Abile e valoroso difensore del principato d'Antiochia insidiato dai musulmani, da Bisanzio e dal regno di Gerusalemme, morì forse di veleno. Nel breve periodo di regno da principe di Antiochia, concede ai monaci basiliani molte terre nel principato Citeriore et Ultra, ossia della Calabria superiore e della Puglia, (terra di lavoro); di queste donazione fa parte anche San Nicola di Peratico, ossia Colobraro, infatti Boemondo nello scisma della chiesa d'Oriente con quella di

Roma, esalta il popolo di colobrarese per la tenacia e la predisposizione al sacro, per questi motivi il principe-imperatore dona San Nicola di Peratico, al monaco Giovanni, il quale aveva acquisito ai suoi occhi molti meriti per la dedizione al suo popolo, affrancandolo dalla miseria e alla trascuratezza, ma soprattutto per averlo elevato nella cura del proprio corpo, con la pratica dell'igiene. Come abbiamo già largamente riferito nella scheda del monaco Giovanni a lui si devono le costruzioni di molte fontane presso le rispettive sorgive intorno al paese, come: Tromacchio, Spandale, Pardo, Morzile, Fontanjetta, Fontanajanni, e soprattutto Fontana Giovanna, che ancora oggi lo ricorda con la sua struttura a tutto arco, e che rappresenta tutt'ora. È il monumento più antico del paese sebbene ridotto ad un rudere per l'incuranza degli organi preposti alla cura dei monumenti.
Molti storici credono che questo casato sia legato alla casa Savoia ultimi re d'Italia, così come recita il libro su menzionato.
ODDONE I Conte di Savoia e Margravio di Torino. Ignoti sono il luogo e la data di nascita di Oddone, quarto figlio di Umberto Biancamano, succeduto al fratello Amedeo I alla sua morte, infatti anche i Savoia hanno avuto questo benefico amore per la donazione di immobili di culto, come le chiese cristiane, proprio come fece la nostra Albereda di Chiaromonte con la Chiesa di San Nicola di Peratico oggi Colobraro.

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