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L'ANGOLO DELLA POESIA

da IL TRAMITE DELL'INTESA
di Alberto Virgilio

IL TEMPO ERA IMMOBILE

Il tempo era immobile
sulle rocce assopite di sole.
La sera cancellò le cose
in un grigiore senza memoria,
l'attimo salì nel cielo
a salutar le stelle.

QUANDO CIASCUNA VOCE

Quando ciascuna voce sarà muta
e gli archi che mi restano finiti
tornerò con piede di straniero
a calcare la terra dei padri,
riscoperta foce che si schiude
come ostrica pudica a nuova luna.

SENTO LA PENA

Sento la pena nella carne
di Archiloco per l'amico di un tempo
nel cielo scuro della Grecia
cade l'anatema sul cuore
e tu non badarci fratello
di questi giorni irrisi ché
non t'accade se spento il fuoco
il mondo va per trame d'interessi
oscillante sul baratro.
Ho udito voci infittirsi all'alba
dissolto in sibili il grido dei fanciulli
affaccio d'aria a Trinità dei Monti
nei lumi già accesi della sera
in questi muri esotici anche la luce
virile del neon si nutre al seno fradicio
della metropoli - e mi ritrovo 
fanciullo inerme del Sud
con secoli di gloriosa miseria.

dalla raccolta 
"ASPETTANDO L'AURORA"

di Pietro Giovanni Lucarelli

GLAUCOPIDE

Colobraro,
Tu, che spargi profumi
dai mille fiori inebriando
le sottostanti valli!
Tu, che spruzzi colori
dalle tue alture, dipingendo
la natura che ti circonda.
Tu, che brilli di luce propria!
Tu, che infondi forza e vigore
ai tuoi figli !
Tu, perla dello Jonio
sii la Glaucopide,
dei giorni nostri.
Tu, stella mattutina
risveglia i dormienti,
affinché nuova linfa vitale
si alligni tra la tua gente,
e così riluce in te 
l'antico splendore.

"DA QUI ... ALL'ETERNITÀ"
di Angelo Perrone

"RIVIVE IL SOGNO"

... Ma t'amo ancora.
Poi che tormenta
Tutto distrugge
Nel cielo il sole
Torna splendente.

Così nel cuore
Torna speranza:
E dopo l'uggie
Ritorna amore
In sua esultanza.

A "una immagine nel cuore"

"SOGNANDO DI TE"

Riposo: nella notte silente,
Mentre un  raggio di stella sottile
Nella buia stanzetta risplende,
M'è sembrato d'udire, gentile,
Ora un suono di voce ridente.

O forse scherzoso è stato il vento,
Che, dolce, nella notte d'aprile,
aleggiare nell'aria si sente?
Sal dal cuore, leggero, un sospiro.
Sussurrato ho il tuo nome, dolcemente.

E sognando di te, m'addormendo.

Ad "una voce nella notte"

"BENEDETTI VOI SIATE..."

Benedicente rivedo te,
Mio tanto amato babbo,
Del triste giorno al mattin.
"Benedetti voi siate, figli miei !"
-Stringendomi sul petto tu dicevi-
Mentre con lacrimosa guancia
A baciar il mio viso ti chinavi.

Il fratel, forse presago
Del cessar di tua vita
Mortale, l'ultim sospiro colse
E, della stanza nell'ombra asceso
Vide il tuo capo
Reclinar sull'omero...

O, quanto piansi babbo
Sul tuo caro petto:
Disperato, singhiozzando,
Chiamando il caro nome,
Invano ancor cercando
Con mano ansiosa
I palpiti di vita
Del cuor tanto buono...

Su queste parole, tolte alle pagine del mio diario:
Dolci a te parleranno
Di speranza e d'attesa:
Dei miei sogni e d'amore
Al tuo cuore diranno...

"AMORE E TORMENTO"

Ti giungan, finalmente,
Co' sospiri del cuore,
L'amore ed il tormento
E lunghe e tristi l'ore
D'attesa e di speranza
Da me trascorse. E i sogni
Belli del cuore. E l'ansia
Di tanti e tanti giorni.

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