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AL CAPEZZALE DI UN INFERMO
di Aldo Viviano (*)

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grazie al promotore Sig. Angelo Chimienti, ai sigg. soci dell'associazione, ai sigg. patrocinatori: L'ASL n. 5 di Montalbano Jonico, l'ASL n. 3 di Lagonegro, i Comuni di Montalbano e Chiaromonte, attraverso le finalità del regolamento monacalmente redatto, "Sorgel auspicio dell'integrazione sociale dei pazienti oncologici, con interventi amicali, mirati ed idonei, che riempiano more e gap dei fratelli e delle sorelle bisognosi del sorriso, e non solo di un semplice sorriso".
Così l'art. 4, per l'intera estensione compositiva che lo contraddistingue negli oculati scopi da perseguire, appositamente contemplati, a seguito di dure esperienze maturate a contatto col dolore e la sofferenza. Urgono soluzioni non più protraibili, possiamo dire che il sacrificio della signora Lina Buonfiglio, affrontato con spirito cristiano dalla vittima di turno e dai familiari, induce alla riflessione non tanto sulla persona, la cui memoria ispira l'azione dell'Associazione, quanto sul futuro che tutti auguriamo migliore.
Di Lina Buonfiglio intestataria dell'Associazione Onlus si possono dire tante vite: di famiglia di figlia, di sposa, di madre, di insegnante amica e letterata, di paziente che unite contribuiscono a completare la risposta antropologica ai giorni, in qualunque evenienza, a guardare cioè all'uomo nella sua completezza, come l'ha creato Dio; l'uomo concreto, e non come l'hanno sognato il mondo poetico o artistico, o quello dei romanzi e degli ideologi.
L'uomo cioè nella sua conflittualità esistenziale, che non dà nulla per scontato, nulla per gratificante, nulla per precettato o accettato.
A noi cristiani non sono permesse fughe utopistiche! L'incarnazione dell'uomo (quegli con la maiuscola di ogni lettera della formula, il cristo) ce lo vieta. Nella lettera ai romani, Saulo-Paolo di Tarso in Cilicia, folgorato dall'uomo, rappresenta questo realismo cristiano. L'esperienza di una nuova effusione di relazione, un nuovo clima comunionale di amicizia, promozione sociale, accoglienza un impegno nuovo per servizio ai fratelli di carne e di spirito. Questa nuova corrente di vita nasce dal confronto con la "debolezza" (virgolettata), che non possiamo relegare nell'oscurità del singolo o nel fondo della sola coscienza.
Dal vissuto di Lina Buonfiglio riceviamo in pienezza la vitalità del seme. Seme che deve scendere su terreno fertile, per accompagnare il suo addio non con il ricordo dell'emozione di un  giorno soltanto, ma soprattutto con la corresponsione del dono dello sguardo sulle perle preziose che sono i sofferenti, paragonabili esattamente alla perle, emerse dalla paziente bulinatura degli operatori di preziosi, per riflettere bagliori di luce.
È un'arte l'incisione della materia. È un'arte estrarre dalla sofferenza chiarori incipienti di albe ed aspetti cromatici di aurore, non dico meriggi, e non raccogliere lacrime da spettatori.
Un sogno, ma non utopia e lucean le stelle.. consentitemi una traslitterazione, dopo lo sguardo, dopo il sorriso. Lacrime meno frequenti, tenui e promettenti bagliori di riabilitazione relazionale, anche se  dovesse retrocedere il morbo, o addirittura dovesse espandersi.
La presenza accanto a chi soffre comporta un rilevante sostegno spirituale e morale. Madre Teresa, cui è intestata questa sala che ci ospita, costituisce la più bella ed incisiva testimonianza della carità tra i sofferenti.
Ci sentiamo interpellati, chiamati a seguirla nella testimonianza, attingendo esempio, forza, coraggio dalla comune azione che seguirà all'applicazione puntuale del regolamento associazionistico. Non si tratta semplicemente della visita agli ammalati; questa resta , con tutti i vantaggi religiosi della consolidata tradizione.
Al confronto occorre aggiungere sollievo, direi ludico, assistenza non in pratiche sporadiche, saltuarie, bensì costanti, a chi è colpito dalla malattia nel quale la visione cristiana porta a scoprire, amare, servire il cristo sofferente, Gesù in croce.
Non  è sola fede, non è sola carità. È passione per l'uomo che deve risorgere dall'umiliazione della caduta. L'uomo nuovo che siamo tutti noi, se

 

 circondati di affetto, soccorso pronto (non solo pronto soccorso ambulatoriale) e generoso delle persone.
La cronaca nera dei giorni è intrisa di egoismi, indifferenza prevalente. Il ns. volontariato è davvero encomiabile, esemplare. L'ammalato, per noi rimane al centro dell'attenzione e dell'operatività.
La memoria di Lina Buonfiglio passa oggi dal privato alla nostra associazione, il cui scopo è promuovere l'intenso desiderio di vivere e dare a vantaggio della salute, per restituire quasi alla comunità in attesa il "segregato" del ricovero o della terapia. Un lascito prezioso che accogliamo dentro di noi, per dare forza di volontà alla solenne consegna fatta ad Angelo dalla consorte oggi passa a noi tutti, scuote gli animi, rende accettabile, vivibile l'esistente, fruibili i giorni, promettente il domani. 
"Donare speranza ai pazienti è un'esperienza piena di meraviglia. La gioia espressa sul viso dei malati non può essere spiegata".
Grazie per l'attenzione.
Le morte di un amico la notte di Pasqua. Angelo!... Presente. - Sono qui da te, con i tuoi Giuseppe, Ester, Francesco, e tutti gli amici che Ti ricordano, nella veste di prete amico/amico prete. Nel darTi l'estremo saluto sento tutta la tenerezza dell'incontro con Te, ed avverto la sensibilità di Gesù che pianse dinanzi alla tomba dell'amico Lazzaro. Riposa, Angelo. Sei volato via velocemente, senza dare il tempo x rendercene conto, dopo una bella giornata di sole, nella grande notte, x celebrare con il Risorto il passaggio dalla vita terrena alla eterna. Una notizia così, nessuno se l'aspettava, La Tua scomparsa lascia tutti senza parole. La vita, a volte, sembra crudele. Pian piano stavamo tutti insieme cercando di superare il dolore x la morte della Tua consorte, appena pochi mesi dal transito, con  forza, rassegnazione, coraggio, migliorando noi stessi, essendo membri di una grande famiglia. Dentro di noi la Tua dipartita reca un senso di vuoto, una ferita che non è facile risanare. Il ricordo dei comuni impegni ci danno conforto. Anche se fisicamente non ci sei più, in realtà sei presente in mezzo a noi. Ora che Te ne sei andato, e tutto ci dice il bene perduto, il giorno sembra sera. Cresce però l'eco della Tua voce ormai lontana, chiara come chi sogna e agisce senza fine. Ora che Te ne sei andato, doppiamente Ti possediamo nel cuore, con la luce della speranza cristiana divenuta esempio e traguardo di vita. Ora che Te ne sei andato, la casa è come spoglia. Sembrano orfane pure le cose animate dalla Tua presenza. La notte spande il velo, copre le ombre. Non piangeremo x Te, amico nostro solare, xché dovunque noi saremo, sappiamo bene dove cercarTi: Ti ascolteremo nel suono delle note musicali che tanto Tu gustavi. Ti seguiremo nel volo di un gabbiano, oltre il cielo, verso la tua eternità. Ti sentiremo nel cuore dei Tuoi figli, che batte di amore e generosità x Te. Ti ritroveremo nel luogo del tuo lavoro, nella semplicità dei modi e delle parole; sul volto di chi soffre, sul quale Ti sei chinato come il buon samaritano del vangelo.Ti rivedremo accanto alla croce, da Te portata con dignità. Ti aspetteremo al calar della sera; dopo la notte sorgerà, il sole. Ti rivedremo ad ogni primavera, ad ogni Pasqua. Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece muore, porta molto frutto. No! Non piangiamo x Te, amico nostro solare, xché dovunque saremo sappiamo ben dove trovarTi. Quasi stella luminosa brilli x noi amici. Proteggici, mentre Ti riabbracciamo x l'ultima volta. Parlaci ancora di Te, della Tua Lina, delle Tue cose, con quella ferma solennità che ci fa ancora compagnia. Gentile cultore di cielo, quale sei, paziente e timido di toccare le altezze, ora che lo vedi da vicino comunicaci una scintilla del suo tremolio, ora che le nubi lo velano. Lo guardiamo, lo conosciamo uniti, siamo rapiti, affascinati dalla sua bellezza. Ci è di consolazione sapere che sei nella casa del Padre, a contemplare la sua gloria insieme a Lina. Noi preghiamo x Te, ma Tu prega x noi, affinché non ci manchi la fortezza ed il coraggio di andare avanti. Colma x Te e x noi il vuoto della Tua invisibilità. Il canto liturgico delle Tue esequie è lode a Dio che ha acceso nella luce del suo Regno la Tua risposta alla sua chiamata. Dopo la notte aspettiamo il primo chiarore dell'alba, i colori dell'aurora. Andiamo incontro nel Tuo nome a nuovo mattino, a rinnovato giorno, a più intensa vita spirituale.
(*) parroco della Parrocchia di San Luca Abate di Carbone

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