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Università degli Studi di Salerno
Facoltà di Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali Corso di Laurea in Informatica
di Nunzia Lucarelli

Pubblichiamo l'abstract del lavoro di tesi: mentre nelle pubblicazioni successive di questa rivista seguirà il testo integrale della tesi.

Tesi di Laurea: "Nuove tecniche DRM per la protezione di copia"
Relatore: Prof. Alfredo De Santis
Candidato: Lucarelli Maria Annunziata
* Descrizione dell'argomento di tesi
Questo lavoro di tesi tratta i sistemi Digital Right Management (DRM) nell'ambito della regolamentazione di copie illegali da supporti CD e DVD. Il lavoro è articolato in due sezioni. Una prima sezione esamina una tecnica a carattere difensivo, che assumendo la forma di un protocollo crittografico, regola la duplicazione e l'accesso a risorse o a informazioni: Copy Protection for Pre-Recorded Media (CPPM). Questo schema di protezione, basato sulla tecnica Broadcast Encryption, consente di codificare il contenuto di un brano musicale in modo tale che esso possa essere decriptato solo dalle periferiche che lo supportano; inoltre, interagisce con altre tecnologie esistenti, anche se la loro interazione è fortemente legata a dei meccanismi di licenza che obbligano i consumatori ad adottare standard specifici.
A tal riguardo, XCP Cluster Protocol si propone come soluzione, precisamente come uno schema di protezione indipendente da particolari interfacce di trasmissione, di memoria e protocollo.
Una seconda sezione, considera nel dettaglio la recente tecnica DRM adottata da Sony BMG, eXtended Copy Protection (XCP), la quale limita la distribuzione illegale per i lavori protetti da copyright ricorrendo a dei meccanismi di protezione attiva e passiva.
Il lavoro dedica una particolare attenzione alla tecnologia XCP, evidenziando le sue funzionalità, i suoi punti di debolezza e il modo in cui è stata aggirata; propone infine considerazioni critiche e una serie di modifiche che, apportate alla tecnica già esistente, dovrebbero condurre alla realizzazione di un sistema anticopia più sicuro, se non altro, capace di ritardare una copia non autorizzata per un contenuto protetto.

Obiettivi della tesi
Lo studio rivolto all'analisi del caso Sony BMG ha mostrato come le potenzialità della tecnologia XCP dipendano dalla sicurezza di un particolare database; quest'ultimo detiene informazioni per ogni disco XCP usato nel sistema, e tra queste, una variabile contatore il cui valore specifica il numero di copie generabili ancora per il disco. Tale database, tuttavia, rappresenta il principale punto di debolezza di XCP: è memorizzato nel sistema dell'utente ed è protetto con una primitiva di cifratura facilmente aggirabile (si avvale di una semplice operazione di XOR). Le idee innalzate da questo lavoro mirano a rafforzare gli schemi di cifratura adottati per questo database e ad impedire l'accesso ai dati in esso contenuti da parte di applicazioni non autorizzate (o non proprietarie), proponendo copie limitate per un contenuto protetto.

Soluzioni proposte
Per certi aspetti la tecnologia XCP si è mostrata invasiva, installando, all'insaputa degli utenti, un rootkit non rilevabile dai comuni antivirus.

Software futuri dovrebbero difatti far menzione, nelle loro licenze, delle tecniche adottate per perseguire i loro obiettivi.
Attualmente non esiste un software anti-rootkit capace di rilevare la sua presenza e porvi rimedio. Per proteggere gli utenti dall'installazione di un rootkit, il lavoro propone continui port scanning sul sistema ed eventualmente una modifica a livello hardware capace di individuare e rilevare la sua presenza. Le principali soluzioni proposte mirano, tuttavia, ad una gestione più sicura del database. Verranno illustrati diversi approcci evidenziando i relativi vantaggi e svantaggi:
Un primo approccio propone una comunicazione diretta tra il Music Player (player proprietario Sony) e il server Sony, presupponendo l'esistenza di un database sul server Sony: si assume che tale database deterrà informazioni su tutti i cd XCP usati nei sistemi degli utenti sino ad un dato momento e l'utente non potrà accedervi direttamente. Questa soluzione, benchè efficace, presenta i seguenti svantaggi:
- l'utente dovrà essere connesso per tutto il tempo di durata del processo di copia, considerando che quest'ultimo è influenzato da differenti fattori.
- presuppone un sistema pienamente distribuito (non sarà possibile duplicare se non si dispone di una connessione internet).

Una soluzione alternativa potrebbe essere quella di conservare, sul server Sony, una copia dei database presenti sui sistemi locali degli utenti: ogni qualvolta l'utente avvia una connessione internet, si potrebbe pensare ad un aggiornamento automatico dei valori riferiti ai cd da esso utilizzati, con i valori memorizzati, sino a quell'instante, nel proprio database locale.
In una tale situazione, il lavoro propone la presenza di due database sul sistema locale (non più uno), con il proposito di garantire una gestione quanto più veritiera nell'aggiornamento della variabile contatore nel database remoto. Con una frequenza costante di connessioni internet, la Sony potrebbe tener traccia delle copie effettuate dai legali consumatori.
Un secondo approccio considera l'idea che il database sia memorizzato solo sul sistema locale dell'utente e sia protetto con uno schema di cifratura più forte rispetto a quello precedentemente previsto. Viene proposto un processo di cifratura a due passi che combina un algoritmo proprietario e un algoritmo di cifratura convenzionale.
Il lavoro prende inoltre in considerazione la possibilità che un'applicazione diversa dal Music Player possa captare i dati trasmessi durante il processo di copia. A tal riguardo, il lavoro propone l'adozione di tecniche preventive per la protezione dei dati: tali tecniche interessano principalmente il file immagine del disco creato durante l'operazione di copia, cercando di impedire la sua "rimasterizzazione" su disco da parte di applicazioni differenti dal software proprietario.

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