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IL CAVALIERE DELLA LUCE E IL PRINCIPE NERO 
Romanzo favolistico mitologico
di Pietro Giovanni Lucarelli

continua da pagina 10

Continua la seconda parte del romanzo iniziato col numero di Maggio-Giugno scorso.

Aquilea risponde: "Sarà fatto, conti pure su di me". Con un volo altissimo va a posarsi sulla cima di una montagna rocciosa proprio di fronte al castello del principe nero.
Rota vide nei due animali apparentemente diversi ma irrorati da un solo sangue, infatti, a breve gli viene svelato il segreto, proprio quel segreto speciale che si vedeva in quella esplicita richiesta, che solo una persona cara poteva fare.
Infatti, Aquilea è la sorella di Verde Tagiro Rondello, anche lei oggetto di un malefizio di Ops, ovvero Omar Pamur Sumar Ciafuri, meglio conosciuto come il principe nero, trasformata in Aquila ma non privata dei suoi poteri magici proprio come il fratello Verde, solo incapaci di riprendere le proprie sembianze prima che si verifichino degli eventi magici.
Aquilea, si trasforma sotto forma di brezza e segue i tre, fino alla stanza dove veniva rinchiusa Luna, poi ritorna da Verde suo fratello a riferire esattamente ove Luna era rinchiusa.
Verde l'accolse con le seguente parole: "Amata sorella, come stai!" "Bene ora che ti parlo", rispose la sorella ancora sottoforma di aquila, l'aquila, che come abbiamo visto era Aquilea Tagiro Rondello, Principessa di Giada.
"Ora dimmi, caro fratello, cosa posso fare per te e quando riprenderemo il nostro naturale aspetto?" Verde risponde: "vedi, cara, la tua pietra che mi regalasti per ornare la mia sella, prima che la nostra famiglia fosse trasformata in tanti diversi animali, sta risvegliando una moltitudine di genti ed animali pietrificati da Ops, ho quindi bisogno di riavere il fiore della vita sottratto a nostra madre proprio da Ops Omar Ciafuri, che poi regalò all'Imperatore d'Oriente Mavid Otis Natam Gioab Jotam Osea Tagiro Rondello, proprio il padre di Luna, tu vai tranquilla nel suo giardino a cogliere questo fiore perché lui non può toccarti in quanto il sortilegio di Ops gli impedisce di uccidere o semplicemente toccare le sue vittime, perché lui stesso ne patirebbe.
"Aquilea, vado e torno, il fiore della vita sarà nuovamente nostro e, tu potrai muoverti liberamente".
L'aquila vola sul giardino dell'imperatore d' Oriente e con una picchiata velocissima afferra con gli artigli il fiore della vita, lo sradica e senza neppure fermarsi riprende il volo di ritorno, ma gli arcieri senza attendere l'ordine di colpire stanno per far scoccare una ragnatela di frecce su Aquilea, l'Imperatore accortosi di quello che stava per accadere e che ormai era certo di dover rispettare i suggerimenti di Rota, e cioè che nessuna vita doveva essere messa a morte in quel momento a causa del malefico sortilegio di Ops, impedì quindi il lancio; così l'aquila continuò il suo volo liberamente con il fiore ben stretto tra gli artigli.
Dopo qualche tempo Ops ordina al suo cameriere di andare da un sarto di fiducia per ritirare dei vestiti già ordinati.
Il servitore parte accompagnato da due cavalieri. Giunti in sartoria, uno dei cavalieri dice: "Maestro, il mio signore vuole i vestiti che vi ha ordinato. Il sarto risponde: "Sono quasi pronti, devo solo stirarli, andate a farvi un bicchiere alla Taverna e quando ritornate saranno pronti. Flop il cameriere accetta il suggerimento e i tre vanno a bere un bicchiere.
Giunti alla Taverna, che era famosa per l'accoglienza riservata agli uomini scapoli e donnaioli, Flop trovò una ragazza che lo lusingò con un sorriso, il cameriere non perde tempo e subito si dà da fare con la ragazza, Aquilea, che aveva seguito tutta la scena va a riferire ogni cosa a Verde Tagiro Rondello suo amato fratello, questo istruì Rota dicendogli: "Vedi amico mio, quei mortali stanno divertendosi e non c'è momento migliore di questo per compiere la nostra riscossa e togliere l'incantesimo a tanta gente, compreso il mio e quello delle mie sorelle.

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