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Continua la seconda parte del romanzo iniziato col numero di
Maggio-Giugno scorso.
Aquilea risponde: "Sarà fatto, conti pure su di me". Con un volo
altissimo va a posarsi sulla cima di una montagna rocciosa proprio di fronte
al castello del principe nero.
Rota vide nei due animali apparentemente diversi ma irrorati da un solo
sangue, infatti, a breve gli viene svelato il segreto, proprio quel segreto
speciale che si vedeva in quella esplicita richiesta, che solo una persona
cara poteva fare.
Infatti, Aquilea è la sorella di Verde Tagiro Rondello, anche lei oggetto
di un malefizio di Ops, ovvero Omar Pamur Sumar Ciafuri, meglio conosciuto come il
principe nero, trasformata in Aquila ma non privata dei suoi poteri magici
proprio come il fratello Verde, solo incapaci di riprendere le proprie
sembianze prima che si verifichino degli eventi magici.
Aquilea, si trasforma sotto forma di brezza e segue i tre, fino alla stanza
dove veniva rinchiusa Luna, poi ritorna da Verde suo fratello a riferire
esattamente ove Luna era rinchiusa.
Verde l'accolse con le seguente parole: "Amata sorella, come stai!"
"Bene ora che ti parlo", rispose la sorella ancora sottoforma di aquila,
l'aquila, che come abbiamo visto era Aquilea Tagiro Rondello, Principessa di
Giada.
"Ora dimmi, caro fratello, cosa posso fare per te e quando riprenderemo il
nostro naturale aspetto?" Verde risponde: "vedi, cara, la tua pietra che
mi regalasti per ornare la mia sella, prima che la nostra famiglia fosse
trasformata in tanti diversi animali, sta risvegliando una moltitudine di
genti ed animali pietrificati da Ops, ho quindi bisogno di riavere il fiore
della vita sottratto a nostra madre proprio da Ops Omar Ciafuri, che poi
regalò all'Imperatore d'Oriente Mavid Otis Natam Gioab Jotam Osea Tagiro
Rondello, proprio il padre di Luna, tu vai tranquilla nel suo giardino a
cogliere questo fiore perché lui non può toccarti in quanto il sortilegio
di Ops gli impedisce di uccidere o semplicemente toccare le sue vittime,
perché lui stesso ne patirebbe.
"Aquilea, vado e torno, il fiore della vita sarà nuovamente nostro e, tu
potrai muoverti liberamente".
L'aquila vola sul giardino dell'imperatore d' Oriente e con una picchiata
velocissima afferra con gli artigli il fiore della vita, lo sradica e senza
neppure fermarsi riprende il volo di ritorno, ma gli arcieri senza attendere
l'ordine di colpire stanno per far scoccare una ragnatela di frecce su
Aquilea, l'Imperatore accortosi di quello che stava per accadere e che ormai
era certo di dover rispettare i suggerimenti di Rota, e cioè che nessuna
vita doveva essere messa a morte in quel momento a causa del malefico
sortilegio di Ops, impedì quindi il lancio; così l'aquila continuò il suo
volo liberamente con il fiore ben stretto tra gli artigli.
Dopo qualche tempo Ops ordina al suo cameriere di andare da un sarto di
fiducia per ritirare dei vestiti già ordinati.
Il servitore parte accompagnato da due cavalieri. Giunti in sartoria, uno
dei cavalieri dice: "Maestro, il mio signore vuole i vestiti che vi ha
ordinato. Il sarto risponde: "Sono quasi pronti, devo solo stirarli,
andate a farvi un bicchiere alla Taverna e quando ritornate saranno pronti.
Flop il cameriere accetta il suggerimento e i tre vanno a bere un bicchiere.
Giunti alla Taverna, che era famosa per l'accoglienza riservata agli uomini
scapoli e donnaioli, Flop trovò una ragazza che lo lusingò con un sorriso,
il cameriere non perde tempo e subito si dà da fare con la ragazza, Aquilea,
che aveva seguito tutta la scena va a riferire ogni cosa a Verde Tagiro Rondello suo
amato fratello, questo istruì Rota dicendogli: "Vedi amico mio, quei mortali
stanno divertendosi e non c'è momento migliore di questo per compiere la
nostra riscossa e togliere l'incantesimo a tanta gente, compreso il mio e
quello delle mie sorelle. continua a
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