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EDITORIALE
Roma Maggio 2006 il presidente degli italiani
di Pietro Giovanni Lucarelli

Dopo il settennato di Carlo Azeglio Ciampi, alla Presidenza della Repubblica Italiana, si presenta al popolo quale suo undicesimo presidente Giorgio Napolitano, nato a Napoli il 29 giugno 1925, esponente del vecchio partito comunista italiano, eletto per la prima volta deputato nelle file del pci nel 1953. Il 10.05.2006 viene eletto Presidente della Repubblica Italiana con 543 voti su 990, infatti: i grandi lettori in Italia sono 1010, questi in aula presenti 1000. Di questi hanno  votato 990, assenti 10, 543 voti quindi sono andati a Napolitano, 347 sono state le schede bianche, a Bossi sono andati voti 42, a D'Alema 10, a Giuliano Ferrara voti 7, a Gianni Letta voti 5, a Silvio Berlusconi voti 5, a Sergio Pininfarina 3, a Roberto Di Piazza 3, voti dispersi 10, schede nulle 14.
Dopo una lunga consultazione esterna alle aule del parlamento lunedì otto maggio alle ore 16,00 comincia la votazione che ha portato nei modi su indicati l'undicesimo Presidente della Repubblica. Per complesse regole si arriva al giorno 10, con il nome preannunciato unilateralmente dai vincitori di questa lunga e snervante tornata elettorale.
Auguriamo al neo eletto Presidente tutta la forza e la volontà necessaria per mantenere quanto promesso e cioè di essere veramente super partes ma soprattutto servizio della Patria e dei figli di questa.
Ci affidiamo alla sua intelligenza e vasta cultura e ci auguriamo che tutte le varie sfumature di questo o quel giudizio politico, come la fioritura dell'ulivo nel giusto periodo che tale pianta emette i suoi fiori, fiori che alludono alla completa occupazione dei tre grandi palazzi della politica, nella speranza che tutto questo porti alla produzione di un olio puro e senza alcuna acidità, sdoganando così veramente una volta per tutte quel pci che tanto ha fatto parlare di sé, sia nel male che nel bene.
Oggi i colori politici devono lasciare il passo al buon senso e fare spazio alla benevolenza e alla ripresa del paese.

L'importante appuntamento istituzionale si è dunque concluso in modo ragionevole, anche se non pienamente conforme alle aspettative della maggioranza e anche di alcune componenti della stessa Cdl. In ogni caso è in definitiva prevalso l'interesse del paese, nel senso che è stata scongiurata in questa occasione una spaccatura netta tra le varie forze politiche.
Va sottolineato che il senatore Napolitano ha al proprio attivo una lunga esperienza istituzionale e un forte senso dello Stato, per cui è in possesso di tutte le doti necessarie per assumere il ruolo di garante della Costituzione e del corretto svolgimento democratico del potere che questa comporta ed assegna al presidente.
Per questo motivo la collettività sicuramente può ravvisare nel fatto un motivo di soddisfazione, nella speranza che dopo un lungo periodo di lotta politica particolarmente aspra abbia finalmente inizio una gestione della cosa pubblica che si occupi e preoccupi soltanto dell'interesse generale, secondo le finalità proprie e imprescindibili della classe dirigente, e non soltanto dei partiti volte alla conquista del potere. La maggioranza e l'opposizione mantengono le rispettive posizioni, ma l'ascesa al Colle di una personalità di prestigio come certamente è Giorgio Napolitano, potrà assolvere una funzione di equilibrio e di mediazione, nel rispetto delle prerogative che la Costituzione assegna al Presidente della Repubblica e che sono state finora egregiamente esercitate da Carlo Azeglio Ciampi.
È questo il primo auspicio che può essere formulato dopo una interminabile campagna elettorale e relative votazioni appena avvenute del nuovo Capo dello Stato, nella fiduciosa speranza che ne derivi una svolta costruttiva nella politica del nostro paese.

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