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IL CAVALIERE DELLA LUCE E IL PRINCIPE NERO 
Romanzo favolistica mitologico
di Pietro Giovanni Lucarelli

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Questo lo vedremo, risponde Verde Tagiro Rondello, ora caro nipote mio legalo a quell'erba maleodorante e chiama il principe del bene che venga qui perché il Signore di tutte le valli gli deve dire una cosa importantissima.
Il principe appena sentito l'annuncio si presentò dal Signore di tutte le valli: Il cavallo girandosi prima da un lato poi dall'altro comincia a palare così forte che tutti lo udirono, "Principi, cavalieri e soldati testé rinati ascoltatemi, io sono il Signore di tutte le valli ed ho trasferito tutti i miei poteri a mio nipote e nulla lo può fermare, ma voi tutti potete ugualmente essergli di aiuto, come lui lo è gia stato per tutti voi, dunque formate un vero esercito e ricostruite questo meraviglioso regno affinché ognuno di voi abbia tutto quanto gli spetta.
Ora vi dico cosa dovete fare: "Vedete quell'immondo individuo legato all'erba maleodorante è colui che si faceva chiamare principe nero, è il mio più acerrimo nemico e quindi per discendenza è anche nemico di mio nipote, come lo è per tutti voi che lo avete combattuto e subito, ora vi potete vendicare, ma per poter annullare lui e i suoi sortilegi bisogna recuperare il resto della carrozza che si trova nel castello, perciò formate una catena umana che attinge acqua dal lago e la lancia sul fuoco affinché questo si spegne, così potremmo prelevare prima che si brucia quella che è l'ultima parte della sua carrozza, visto che l'altra è già raccolta e portata qui.
Detto fatto tutti si adoperarono affinché il fuoco venisse spento al più presto possibile; ci riuscirono in un baleno visto che Aquilea aveva ancora il potere di trasformarsi in aria fu proprio lei a spegnere il fuoco fuori dal castello mentre i soldati lo domavano con l'acqua all'interno, lei col solo vento contrario lo spense nelle campagne.
Prelevarono la carrozza e la portarono a Verde Tagiro Rondello principe del bene che fino a quel momento era solo un cavallo parlante.
Questo che si era presentato sotto una forma di luce splendente disse: Grazie miei sudditi ora posso ridare la vita a tutti coloro che ancora sono soggiogati da malefici sortilegi, permettetemi che il primo sia proprio io a beneficiarne, perciò ti prego caro nipote prendi il fiore della vita e l'ampolla con la beva della regina d'Oriente e posali entrambi sulla mia testa, affinché io posso materializzarmi e muovermi liberamente.
Detto fatto Rota non aspettava altro per riavere la sua Luna.
Uno dei principi appena riavutosi da quella storia si avvicina al Signore e gli disse: "Io conosco il mago perché lo combattuto e sono sicuro chi è quell'immondo essere, ma ditemi come avete fatto a tirar fuori i vostri cari e lui stesso da quell'inferno". Certo te lo dirò avete pur visto principe Aloe entrare nella massa di schiuma ed attraversare gli spazi del castello in fiamme, in questa massa c'ero io e mio nipote, che da oggi prenderà il mio posto cioè sarà principe del bene. Perdonatemi Sire, come fate a conoscere il mio nome se io non conosco il vostro? Tu eri appena nato quando il mio buono amico Sull Aloe tuo padre morì nella battaglia della Valle dei Gliceni, contro il padre del demone Ops. Sì, datemi la vostra benedizione, sono pronto ad andare a riordinare l'esercito per difendere il rinato Impero.
"Avvicinati, mio caro, tu sarai il mio primo cavaliere da ora in avanti". Eseguì i gesti di rito e di nomina nonché di sottomissione, Aloe parte con tutti i suoi soldati ai quali se ne aggiunsero molti altri al momento di spegnere l'incendio.
Furono ispezionati tutte le stanze, ma nulla fu trovato all'infuori di una corazza senza elmo, quella del cavaliere nero. Fu immediatamente portata alla presenza di Verde Tagiro Rondello, questo dice a Rota: "Ora ripeterai i gesti di questa mattina, tenendo però nella mano sinistra l'ampolla che lascerai cadere ai tuoi piedi appena il sole colpirà il medaglione e nello stesso istante che l'ampolla si frantumerà tutte le vite imprigionate in vari oggetti o animali o piante ritorneranno alla normalità.
Rota a questo punto tiene il suo primo e brevissimo discorso: "Amici principi, cavalieri e soldati tutti, tenetevi pronti a cercare i vostri cari imprigionati, prelevateli e portateli via da dove attualmente si trovano, perché loro non si muovono se non vengono sollecitati a farlo, questo vale anche per Rota. Interviene Verde, dicendo badate bene che al tramontar del sole tutti devono essere spostaste da dove si trovano altrimenti questa volta moriranno per davvero, bada bene nipote mio tra quegli sventurati ci sono le tue tre sorelle con i loro mariti e tutti i sudditi non devono assolutamente restare lì".
Mentre Rota faceva il suo accennato discorso giunge l'Imperatore d'Oriente col suo esercito per attaccare il castello, ma come abbiamo già visto era già espugnato.
Aggiornato dai fatti si accampò col suo esercito ed aspettò anche lui il sorgere del sole del nuovo giorno. Quindi tutti attesero con pazienza  e rassegnazione l'alba del grande ritorno alla vita di una immensa moltitudine di gente messa in attesa di un grande prodigio divino.
Appena il sole colpì il medaglione, l'incantesimo fu interrotto e tutti i presenti si misero affannosamente alla ricerca dei parenti ed amici. 
L'intera valle fu piena di grida di gioia e di vendetta, ma non si rendevano conto che quel momento rappresentava "l'attimo del nostro tempo e l'eternità al tempo stesso"; volerlo descrivere nei particolari occorrerebbe tutto il tempo del mondo. Giusto per dare un'idea, ci si deve riferire necessariamente alla creazione del mondo quando avvenne l'esplosione dei colori e i vari stadi e densità della luce e vedere passare così tutto il cosmo nello spazio di un attimo; pur consapevole che l'occhio umano non può percepirlo, si tenta di far leva sull'immaginazione.
Non si possono quindi descrivere neppure i lamenti, i pianti o le grida di gioia, perché questi sono un tutt'uno.
Dopo qualche tempo tutti i soldati furono inquadrati e riordinato il rinato esercito, di Verde Tagiro Rondello, l'esercito viene subito dopo presentato a Rota, che ne assume il comando in capo; quello del futuro suocero presenta le armi al futuro principe dell'Impero di Oriente e si allontana per far ritorno in patria.
Passato questo momento, le vecchie figure che hanno dato vita a questa storia si presentano e primeggiano ancora per consolidare le nuove figure e le storie che questi portano avanti: "Storia che all'inizio sono desideri, poi divengono atti, fatti, e col passare da generazione in generazione diventano storia di vita vissuta".
"Anche nei romanzi il susseguirsi dei racconti diventano storie romanzate".
Nel nostro caso si vede primeggiare la figura del Signore di tutte le Valli, Verde Tagiro Rondello, quella della Signora Corolla, segue quella di Aquilea principessa di Giada e regina dei volatili; Sul Aloe principe dei Glicini, Luna principessa D'Oriente futura sposa di Rota Rondello principe della Luca e Signore di tutte le valli e futuro Gran Visir di tutti i regni.
Rota dopo aver portata Luna davanti al padre e ricevuto la sua benedizione anche Luna fa la stessa cosa abbracciando affettuosamente il padre poi Rota si riporta alla testa del suo esercito si congeda sia dal futuro suocero che da Verde Tagiro Rondello.
Tago Pago riprende il braccio di Luna e l'accompagna alla Reggia.
Ritornati tutti alle proprie residenze. Rota si avvicina all'augusto padre della sua diletta sposa e gli chiede se aveva esaurito tutti i suoi desideri per aver concessa finalmente la mano di Luna come promessa del Torneo.
Il padre vedendo la figlia sulla groppa del cavallo di Tago invita il giovane a seguirlo fino alla Reggia, ordina alle truppe di far ritorno all Reggia scortando la futura regina dell'Impero ed invita anche il giovane Rota a seguirlo perché alla Reggia avrebbe dato la sua risposta.
Rota si avvicina allo zio si inginocchia e gli abbraccia le gambe, ma Verde Tagiro Rondello, cavallo fino ad un attimo primo gli dice: "Alzati figliolo, non è il momento di stare in ginocchio". Infatti si alza, si scusa ed abbraccia la Signora Corolla invitandola a muoversi che e questa ripresa la proprietà dei movimenti e subito si lancia in un abbraccio col suo diletto sposo mentre i suoi occhi sprigionano un fiume di lacrime di gioia, la volta celeste manda giù una limpida pioggia che fa scaturire in quel luogo una grossa sorgente che da origine al fiume della Gioia.
Seguono gli abbracci tra fratelli e sorelle tra zii  e nipoti, tra cugini e fratellastri, insomma fu una gran festa prima ancora di raggiungere la Reggia Imperiale D'Oriente ove si ricongiungono tutti i familiari dispersi da Ops.
Riunita la famiglia Imperiale si riparte per l'Oriente ove Rota dovrà concludere le fatiche per ottenere l'approvazione a sposare Luna.
Ma torniamo un attimo indietro, fino al momento di consegnare il mago nero ai suoi avversari, vediamo chi era e perché ha fatto tutto il male che abbiamo raccontato. Ops come abbiamo accennato discende da una nobilissima famiglia, che allevava con amore e dedizione i suoi rampolli, ma quando Ops fu inviato allo studio della scienza, materia alla quale era davvero portato per il fascino che infondeva nel giovane, anche se più di tutto lo attiravano le donne e durante gli studi viene a sapere che in qualche angolo sperduto della terra viveva una giovanissima maga che aveva scoperto il segreto della bellezza e della giovinezza perpetua.
Ops decide quindi di cercarla anche a costa della sua stessa vita.
Raccolse tutte le sue cose si fa forza e partì, alla ricerca della celebre maga della bellezza, della giovinezza e dell'onestà.
Una volta trovata la donna-maga l'attira a se con la forza dell'amore e della giovinezza vera, e non quella degli incantesimi, e appena riuscì a raggirarla con un finto amore, cominciò a carpirle i segreti che a lui interessavano di più.
Ottenuto tutto quello che voleva, la distrugge con le sue stesse conoscenze magiche trasformati in malefizi. Tutto quanto fila liscio, ritornò in famiglia, perfezionò tutti i passaggi di magia grazie alle notizie avute dalla maga con il finto amore, cioè l'inganno.
Qui usò le sue nuove conoscenze per far rinverdire tutta la buona società e renderla sempre più bella, ma quando Ops ha la padronanza della materia tutto viene capovolto e il bene viene scambiato col male e tutte le forze vengono usate contro l'umanità.
Un giorno dopo l'altro, un anno dopo l'altro, si forma il principe nero che come abbiamo visto nella storia favolistica di Rota Rondello era ritornato un semplice mortale e legato all'erba maleodorante affinché lo stordisse al punto di non connettere più e di organizzare i suoi poteri, e fargli così assaporare la povertà, la libertà, e respirare aria resa malsana dal fetore dell'erba puzzolente e velenosa.
Ops rimasto solo, con gran fatica tenta di pensare come riuscire a superare quel triste momento della sua vita, visto che da lì a poco avrebbe subito la rabbia dei suoi avversari che lo avrebbero martoriato a loro piacimento.

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