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Questo lo vedremo, risponde Verde Tagiro Rondello, ora caro nipote mio
legalo a quell'erba maleodorante e chiama il principe del bene che venga
qui perché il Signore di tutte le valli gli deve dire una cosa
importantissima.
Il principe appena sentito l'annuncio si presentò dal Signore di tutte le
valli: Il cavallo girandosi prima da un lato poi dall'altro comincia
a palare così forte che tutti lo udirono, "Principi, cavalieri e soldati testé rinati ascoltatemi, io sono il Signore
di tutte le valli ed ho trasferito tutti i miei poteri a mio nipote e
nulla lo può fermare, ma voi tutti potete ugualmente essergli di aiuto,
come lui lo è gia stato per tutti voi, dunque formate un vero esercito e
ricostruite questo meraviglioso regno affinché ognuno di voi abbia tutto
quanto gli spetta.
Ora vi dico cosa dovete fare: "Vedete quell'immondo individuo legato
all'erba maleodorante è colui che si faceva chiamare principe nero, è il
mio più acerrimo nemico e quindi per discendenza è anche nemico di mio
nipote, come lo è per tutti voi che lo avete combattuto e subito, ora vi
potete vendicare, ma per poter annullare lui e i suoi sortilegi bisogna
recuperare il resto della carrozza che si trova nel castello, perciò
formate una catena umana che attinge acqua dal lago e la lancia sul fuoco
affinché questo si spegne, così potremmo prelevare prima che si brucia
quella che è l'ultima parte della sua carrozza, visto che l'altra è già
raccolta e portata qui.
Detto fatto tutti si adoperarono affinché il fuoco venisse spento al più
presto possibile; ci riuscirono in un baleno visto che Aquilea aveva
ancora il potere di trasformarsi in aria fu proprio lei a spegnere il
fuoco fuori dal castello mentre i soldati lo domavano con l'acqua
all'interno, lei col solo vento contrario lo spense nelle campagne.
Prelevarono la carrozza e la portarono a Verde Tagiro Rondello principe
del bene che fino a quel momento era solo un cavallo parlante.
Questo che si era presentato sotto una forma di luce splendente disse: Grazie miei sudditi ora posso ridare la vita a tutti coloro che ancora
sono soggiogati da malefici sortilegi, permettetemi che il primo sia
proprio io a beneficiarne, perciò ti prego caro nipote prendi il fiore
della vita e l'ampolla con la beva della regina d'Oriente e posali
entrambi sulla mia testa, affinché io posso materializzarmi e muovermi
liberamente.
Detto fatto Rota non aspettava altro per riavere la sua Luna.
Uno dei principi appena riavutosi da quella storia si avvicina al Signore
e gli disse: "Io conosco il mago perché lo combattuto e sono sicuro
chi è quell'immondo essere, ma ditemi come avete fatto a tirar fuori i
vostri cari e lui stesso da quell'inferno". Certo te lo dirò avete
pur visto principe Aloe entrare nella massa di schiuma ed attraversare gli
spazi del castello in fiamme, in questa massa c'ero io e mio nipote, che
da oggi prenderà il mio posto cioè sarà principe del bene. Perdonatemi Sire,
come fate a conoscere il mio nome se io non conosco il vostro? Tu eri
appena nato quando il mio buono amico Sull Aloe tuo padre morì nella
battaglia della Valle dei Gliceni, contro il padre del demone Ops. Sì,
datemi la vostra benedizione, sono pronto ad andare a riordinare
l'esercito per difendere il rinato Impero.
"Avvicinati, mio caro, tu sarai il mio primo cavaliere da ora in
avanti". Eseguì i gesti di rito e di nomina nonché di sottomissione, Aloe parte con
tutti i suoi soldati ai quali se ne aggiunsero molti altri al momento di
spegnere l'incendio.
Furono ispezionati tutte le stanze, ma nulla fu trovato all'infuori di una
corazza senza elmo, quella del cavaliere nero. Fu immediatamente portata
alla presenza di Verde Tagiro Rondello, questo dice a Rota: "Ora
ripeterai i gesti di questa mattina, tenendo però nella mano sinistra
l'ampolla che lascerai cadere ai tuoi piedi appena il sole colpirà il
medaglione e nello stesso istante che l'ampolla si frantumerà tutte le
vite imprigionate in vari oggetti o animali o piante ritorneranno alla
normalità.
Rota a questo punto tiene il suo primo e brevissimo discorso: "Amici
principi, cavalieri e soldati tutti, tenetevi pronti a cercare i vostri
cari imprigionati, prelevateli e portateli via da dove attualmente si
trovano, perché loro non si muovono se non vengono sollecitati a farlo,
questo vale anche per Rota. Interviene Verde, dicendo badate bene che al tramontar
del sole tutti devono essere spostaste da dove si trovano altrimenti
questa volta moriranno per davvero, bada bene nipote mio tra quegli
sventurati ci sono le tue tre sorelle con i loro mariti e tutti i sudditi
non devono assolutamente restare lì".
Mentre Rota faceva il suo accennato discorso giunge l'Imperatore d'Oriente
col suo esercito per attaccare il castello, ma come abbiamo già visto era
già espugnato.
Aggiornato dai fatti si accampò col suo esercito ed aspettò anche lui il
sorgere del sole del nuovo giorno. Quindi tutti attesero con pazienza
e rassegnazione l'alba del grande ritorno alla vita di una immensa
moltitudine di gente messa in attesa di un grande prodigio divino.
Appena il sole colpì il medaglione, l'incantesimo fu interrotto e tutti i
presenti si misero affannosamente alla ricerca dei parenti ed amici.
L'intera valle fu piena di grida di gioia e di vendetta, ma non si rendevano
conto che quel momento rappresentava "l'attimo del nostro tempo e
l'eternità al tempo stesso"; volerlo descrivere nei particolari
occorrerebbe tutto il tempo del mondo. Giusto per dare un'idea, ci si deve
riferire necessariamente alla creazione del mondo quando avvenne
l'esplosione dei colori e i vari stadi e densità della luce e vedere
passare così tutto il cosmo nello spazio di un attimo; pur consapevole che l'occhio umano non può percepirlo, si tenta di far
leva sull'immaginazione.
Non si possono quindi descrivere neppure i lamenti, i pianti o le grida di
gioia, perché questi sono un tutt'uno.
Dopo qualche tempo tutti i soldati furono inquadrati e riordinato il
rinato esercito, di Verde Tagiro Rondello, l'esercito viene subito dopo
presentato a Rota, che ne assume il comando in capo; quello del futuro
suocero presenta le armi al futuro principe dell'Impero di Oriente e si
allontana per far ritorno in patria.
Passato questo momento, le vecchie figure che hanno dato vita a questa
storia si presentano e primeggiano ancora per consolidare le nuove figure
e le storie che questi portano avanti: "Storia che all'inizio sono
desideri, poi divengono atti, fatti, e col passare da generazione in
generazione diventano storia di vita vissuta".
"Anche nei romanzi il susseguirsi dei racconti diventano storie
romanzate".
Nel nostro caso si vede primeggiare la figura del Signore di tutte le
Valli, Verde Tagiro Rondello, quella della Signora Corolla, segue quella
di Aquilea principessa di Giada e regina dei volatili; Sul Aloe principe
dei Glicini, Luna principessa D'Oriente futura sposa di Rota Rondello
principe della Luca e Signore di tutte le valli e futuro Gran Visir di
tutti i regni.
Rota dopo aver portata Luna davanti al padre e ricevuto la sua benedizione
anche Luna fa la stessa cosa abbracciando affettuosamente il padre poi
Rota si riporta alla testa del suo esercito si congeda sia dal futuro
suocero che da Verde Tagiro Rondello.
Tago Pago riprende il braccio di Luna e l'accompagna alla Reggia.
Ritornati tutti alle proprie residenze. Rota si avvicina all'augusto padre
della sua diletta sposa e gli chiede se aveva esaurito tutti i suoi
desideri per aver concessa finalmente la mano di Luna come promessa del
Torneo.
Il padre vedendo la figlia sulla groppa del cavallo di Tago invita il
giovane a seguirlo fino alla Reggia, ordina alle truppe di far ritorno all
Reggia scortando la futura regina dell'Impero ed invita anche il giovane
Rota a seguirlo perché alla Reggia avrebbe dato la sua risposta.
Rota si avvicina allo zio si inginocchia e gli abbraccia le gambe, ma
Verde Tagiro Rondello, cavallo fino ad un attimo primo gli dice:
"Alzati figliolo, non è il momento di stare in ginocchio". Infatti si
alza, si scusa ed abbraccia la Signora Corolla invitandola a muoversi che e
questa ripresa la proprietà dei movimenti e subito si lancia in un
abbraccio col suo diletto sposo mentre i suoi occhi sprigionano un fiume
di lacrime di gioia, la volta celeste manda giù una limpida pioggia che
fa scaturire in quel luogo una grossa sorgente che da origine al fiume
della Gioia.
Seguono gli abbracci tra fratelli e sorelle tra zii e nipoti, tra
cugini e fratellastri, insomma fu una gran festa prima ancora di
raggiungere la Reggia Imperiale D'Oriente ove si ricongiungono tutti i
familiari dispersi da Ops.
Riunita la famiglia Imperiale si riparte per l'Oriente ove Rota dovrà
concludere le fatiche per ottenere l'approvazione a sposare Luna.
Ma torniamo un attimo indietro, fino al momento di consegnare il mago nero
ai suoi avversari, vediamo chi era e perché ha fatto tutto il male che
abbiamo raccontato. Ops come abbiamo accennato discende da una nobilissima
famiglia, che allevava con amore e dedizione i suoi rampolli, ma quando
Ops fu inviato allo studio della scienza, materia alla quale era davvero
portato per il fascino che infondeva nel giovane, anche se più di tutto
lo attiravano le donne e durante gli studi viene a sapere che in qualche
angolo sperduto della terra viveva una giovanissima maga che aveva
scoperto il segreto della bellezza e della giovinezza perpetua.
Ops decide quindi di cercarla anche a costa della sua stessa vita.
Raccolse tutte le sue cose si fa forza e partì, alla ricerca della
celebre maga della bellezza, della giovinezza e dell'onestà.
Una volta trovata la donna-maga l'attira a se con la forza dell'amore e
della giovinezza vera, e non quella degli incantesimi, e appena riuscì a
raggirarla con un finto amore, cominciò a carpirle i segreti che a lui
interessavano di più.
Ottenuto tutto quello che voleva, la distrugge con le sue stesse conoscenze
magiche trasformati in malefizi. Tutto quanto fila liscio, ritornò in
famiglia, perfezionò tutti i passaggi di magia grazie alle notizie avute
dalla maga con il finto amore, cioè l'inganno.
Qui usò le sue nuove conoscenze per far rinverdire tutta la buona società
e renderla sempre più bella, ma quando Ops ha la padronanza della materia
tutto viene capovolto e il bene viene scambiato col male e tutte le forze
vengono usate contro l'umanità.
Un giorno dopo l'altro, un anno dopo l'altro, si forma il principe nero
che come abbiamo visto nella storia favolistica di Rota Rondello era
ritornato un semplice mortale e legato all'erba maleodorante affinché lo
stordisse al punto di non connettere più e di organizzare i suoi poteri,
e fargli così assaporare la povertà, la libertà, e respirare aria resa
malsana dal fetore dell'erba puzzolente e velenosa.
Ops rimasto solo, con gran fatica tenta di pensare come riuscire a
superare quel triste momento della sua vita, visto che da lì a poco
avrebbe subito la rabbia dei suoi avversari che lo avrebbero martoriato a
loro piacimento.
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