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Ma Verde Tagiro Rondello, che riusciva a percepire il pensiero degli uomini
decide di anticipare la condanna di quel malefico principe: infatti, lo affida a
Rota affinché lo condanni a pene più sofisticate e non alla morte.
Rota, lo fa legare, poi chiama tutte quelle persone che caddero sotto gli
incantesimi di Ops e dice loro: "Voi che siete state vittime di quest'uomo
oggi privo di ogni potere, avete il diritto di infliggergli una pena da scontare
giornalmente per tutta la vita, ma senza violenza, solo così ogni sua vittima
può infliggergli una condanna. In caso di inadempienza potrà essere messo a
morte; quindi passate uno alla volta davanti al vostro servitore ed ordinate il
servizio che vi dovrà rendere per l'intera durata della sua vita.
Passarono per prime le ragazze trasformate in rose, della prima ordina di
estirpare le erbe dal rosaio con le nude mani, la seconda durante i lavori deve
tenere il naso perfettamente otturato, la terza deve tenere gli occhi
perfettamente bendate durante i lavori ed anche tutte le volte che si avvicina
ad un rosaio, affinché mai più vedere una rosa potrà. Tutti impartirono i
loro ordini, tanto che alla fine, la mole di lavoro e il modo in cui doveva
essere eseguite faceva desiderare ad ogniuno sempre più la morte.
Ora però ritorniamo ai Signori di tutte le Valli oramai riuniti in una sola e
grande famiglia che viaggia verso la residenza originaria, ma qui i secoli hanno
cambiato totalmente l'aspetto e le abitudini dei suoi abitanti, gli stessi
abitanti non sono più quelli dei tempi in cui Verde Tagiro Rondello Imperava,
ma le gesta di benefattore erano rimaste nel cuore dei sudditi tanto che le
avevano bene insegnate ai loro figli.
Quindi questi sopravvissuti ai tempi si trovavano in una nuova dimensione, come
pure il volgo rimasto incredulo nell'apprendere quella miracolosa
sopravvivenza.
Cominciarono perciò a ripercorrere a ritroso nel tempo il loro passato, anche
Pago Tago e Rota Rondello si immergono nel loro passato recente, infatti, Rota
corre dall'Imperatore a chiedere della sua Luna, Tago lo segue da bravo
scudiero.
Giunti alla Reggia imperiale vengono immediatamente annunciati a Sua Altezza
Imperiale.
L'Imperatore li riceve con tutti gli onori e quando Rota chiede di abbracciare
la sua promessa sposa l'imperatore diventa tutto serio ed un po' irritato.
"Vedi ragazzo" dice l'Imperatore: "Che tu sia riuscito ad ottenere qualche
vittoria ed hai una qualche lontana parentela col mio casato non basta e non
significa che hai diritto a diventare il marito di mia figlia; poiché in qualità
di Imperatore devo mantenere le parole date, non verrò meno certamente a quella
data a te, ma ho il dovere di sincerarmi che ogni cosa sia ben riposta, e il
maritare una figlia è ben più di una cosa".
Ora dunque devi risolvere altri problemi e procurarti un patrimonio per non fare
cambiare tenore di vita a mia figlia in peggio, ma solo in meglio, quindi se non
superi il mio Impero almeno lo devi uguagliare.
Rota risponde: "La mia sposa avrà certamente una reggia ricca almeno il
doppio di quella in cui si trova in questo momento, quindi nel momento in cui
andremo a stendere il contratto di matrimonio sono sicuro di poter raddoppiare
la sua dote. Ma ora la prego di volermi indicare quali altri problemi devo
risolvere.
L'Imperatore: "Non avere tanta fretta rincalza il futuro suocero, ora
prendi possesso dei tuoi appartamenti, sistema il tuo scudiero, cavalli e
materiali, domani parleremo d'altro, se si presenteranno dei problemi sono
felice di farteli risolvere".
Da quel momento cominciano a passare giorni dopo giorni senza arrivare a
sbloccare l'imperatore dagli impegni imperiali e fargli prendere la desiderata
decisione. L'occasione si presenta quando un giorno il figlio della principessa
Jasmira, facendo il monello nelle cucine fa rovesciare una caldaia di acqua
bollente scottandosi fortemente tutto il corpo, tanto da temere per la sua
stessa vita.
Accorrono al capezzale dell'illustre rampollo medici e sapienti dell'impero, ma
il principino peggiora ogni giorno di più, le medicazioni sono insufficienti ed
inefficaci, giunge alla reggia un vecchio preceduto dalla sua fama di curatore
al momento in cui i medici avevano già abbandonato il malato perché incapaci
di guarirlo, il vecchio viene subito ammesso a visitare il principino.
Il sapiente prescrive un unguento particolarissimo e preparato con elementi
eccezionali, come unica fonte per mitigare le scottature e forse far sparire
anche i segni più profondi delle stesse. L'uomo denuncia però la carenza
di questo unguento dicendo che non si trova facilmente la materia prima per
realizzarlo repentinamente, ma vi occorre molto tempo e sacrificio per
procurarsela.
Quando il responso del sapiente venne riferito al nonno del principino questo fa
chiamare il medico e si fa spiegare in che cosa consiste questa materia prima e
quante sono le singole materie. Il buon medico comincia la descrizione del
prodotto dicendo: "Gli ingredienti sono la pappa reale, pasta di pulce ed
estratto di malva; la prima e l'ultima sono facili da trovare ma la pasta di
pulce è alquanto difficile". L'Imperatore congeda il medico e fa chiamare
i suoi cavalieri dando loro l'ordine di procurarsi quei prodotti. Il compito fu
difficile, molti partirono senza far ritorno, altri ci provarono senza riuscirci,
rimasto solo Rota Rondello, al quale l'imperatore doveva dare ancora una
risposta; lo chiama e gli fa un bel discorso: "Vedi, dice l'imperatore, non
posso pensare ad organizzare il tuo matrimonio se ho un nipotino moribondo;
perciò la pasta di quelle pulce la devi procurare proprio tu, per due buoni
motivi, il primo perché prima guarisce il ragazzo prima possiamo organizzare il
matrimonio e il secondo motivo è quello che voglio sperare che non permetterai
che a causa di questo unguento raro possa morire un tuo futuro nipote".
Rota forte della saggezza di suo nonno parte immediatamente alla ricerca di
pulce, batte campagne, boschi, casolari e mandrie allo stato brado disperandosi
l'anima, ma non trovava quello che cercava. Un lampo di genio lo fa ritornare
umile ed assoggettante. Vide in quel momento lungo la strada un mandriano di
porci ed uno di pecore, si avvicina al pastore che lottava con un grosso branco
di lupi che continuavano a sbranargli le pecore, Rota corre in aiuto e riesce ad
allontanare quelle voraci bestie. Il pastore ringrazia il cavaliere e gli chiede
cosa poteva fare per lui, Rota racconta la sua storia che lo vede alla ricerca
delle pulce, che lo assorbe completamente e che comunque non riesce a
trovarli, e la cosa più importante è come raccogliere una tale quantità da
farne una pasta. A tutto c'è rimedio, dice il pastore; vedi, amico, continua a
dire il custode delle pecore, prendi quella pelle di pecora con la lana folta e
vai da mio fratello il pastore di capre, e poi da mio cugino il guardiano di
porci che è quello la giù con tutti quei porci che scavano il terreno alla
ricerca di radici, cipolle e semi vari. Lui è anche allevatore di cani e di
volpi, gli racconterai del tuo problema e loro ti permetteranno di recarti nei
loro ovile e porcili. Li avvolgerai per bene con questa pelle, cosicché le pulci nel tentativo di succhiarti il sangue si imprigioneranno da soli nella
lana e tu le potrai catturare o farle catturare da amici e parenti, così ben
presto farai la pasta che ti necessita.
Rota ringrazia di vero cuore il pastore, preleva le pelli offre un sacchetto di
monete al pastore e corre dal fratello e dal cugino di quel bravo uomo.
Noue il capraio lo ascolta e visto che Jep il fratello maggiore gli aveva dato
le pelli, lui gli da' oltre al permesso di raccogliere le pulci anche l'aiuto
dei numerosi figlioli per catturare quelle bestiole tante odiate, in poco tempo
le pelli diventarono neri di pulci, Rota, Pago e i ragazzi si misero di buona
lena a prelevare le pulce imprigionate dalla lana, ma il tempo passava veloce e
la pasta non aumentava malgrado l'aiuto dato dai suoi figlioli, Jep si accorge
ben presto che il tempo non gli sarebbe bastato per ottenere il risultato
sperato, andò subito dal fratello portandosi un grosso fascio di pelli di
pecore, pregò il fratello e lo stesso cugino di venire in aiuto a quel
cavaliere che oltre ad avergli salvato il gregge e certamente anche la sua vita
vista l'efferatezza e la quantità dei lupi che lo avevano attaccato e pure il
grosso compenso in danari offerto. Noue e Jep si coprono di pelli, fanno
rientrare il gregge negli ovili, vi entrano e fanno impregnare le pelli di pulci; chiamano tutti i servitori, figlioli ed amici e li impegnano a spulciare.
Ma non si fermano qui, entrambi vanno da Ming il porcaio e ripetono la stessa
operazione, in modo che in un ragionevole tempo riescono a raccogliere una gran
quantità di pulci, che da schiacciati rappresentano una notevole quantità di
pulci per formare la pasta.
Dopo lo spulciamento delle pelle e raggiunto la quantità voluta invitano il
cavaliere e lo scudiero a banchettare con loro prima di ripartire per la Reggia.
Rota accetta e banchettano tutti insieme, elargisce loro tutto il danaro che
aveva con se e subito dopo partono per la reggia ove aspettavano il loro
ritorno, prima di partire Rota ringrazia e invita tutti quegli amici al suo
matrimonio, sempre che questo avverrà.
Fatto ciò si congedò e partì per il capezzale del futuro nipote.
L'Imperatore lo accolse con affetto e lo pregò di spiegargli come aveva fatto
a raccogliere tante pulci in così poco tempo. Il giovane rispose: "Vedi,
caro suocero, chi ha tanti amici riesce sempre anche nelle cose più insolite e
difficili, bene, bene, ora pensiamo al ragazzo.
Diedero la pasta al medico che unendola alla pappa reale e all'estratto di malva
formò l'amalgamo necessario per curare le ferite del ragazzo.
Ma torniamo per un attimo alla raccolta delle pulci, Rota trovò molto singolare
quel prodotto ottenuto con la pelle e il sangue delle pulci uscito dal loro
schiacciamento e a tal proposito chiese ai suoi soccorritori come mai loro erano
così bravi in quella raccolta. Jep l'anziano pastore di pecore rispose tosto al
giovane cavaliere: " Come si vede che della vita ben poco conosci mio caro
amico!" È risaputo da tutti che una poltiglia di questo genere è un
toccasana per le scottature anche senza la pappa reale e l'estratto di malva,
infatti, questi prodotti sono usati anche singolarmente da chi non può
permettersi di averli tutte insieme per ottenere un risultato davvero
eccellente.
Quindi amico da noi vengono tutti quelli che ne hanno bisogno, pertanto noi ci
siamo attrezzati per la cattura delle pulci nel modo più veloce possibile.
Il principino guarì completamente in poco tempo e nella reggia si ritornò a
parlare di matrimonio. L'Imperatore chiama Rota e gli dice: "Vedi, io ho
fatto quello che tu volevi, ho fissato le nozze, ed invitato tutti i re e le
regine, principesse e principessine miei amici, ma ho un nuovo problema;
infatti, hanno aderito al mio invito sette dignitari con le loro relative
consorti più del previsto, a loro non posso far mancare le comodità di rango,
perciò devo fornire un letto di soffici piume su cui farli riposare ed ho solo
due giorni di tempo dal loro arrivo, perciò tu hai il compito di procurare le
piume per tutte e sette i materassi; credo che un piccolo aiuto da parte tua mi
è quasi dovuto, visto che sei lo sposo e che questi vengono anche per te; badi
bene che non avendo la disponibilità devo rinviare il matrimonio ed essendo
l'ultima prova rinviandolo si ricomincia tutto da capo. continua a
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