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IL CAVALIERE DELLA LUCE E IL PRINCIPE NERO 
Romanzo favolistico mitologico
di Pietro Giovanni Lucarelli

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Anche questa volta Rota si dà una gran pena ma poi ricorda di quelli augello dalle piume sofficissime ed immediatamente prese la piume che ben custodiva e gli chiese aiuto; l'augello si presentò immediatamente e dice: "Comandami ed io esaudirò i tuoi desideri", amica mia ho un grosso problema da risolvere che tra l'altro è l'ultima prova che mi separa dalla felicità cioè dal poter sposare la mia Luna, che consiste in questo: il padre di Luna Imperatore d'Oriente, ha invitato dei suoi dignitari per il mio matrimonio con la figlia e non ha piume morbidissime per riempire sette materassi, io ho il compito di procurarle in solo due giorni. Bene dice l'augello, il problema è risolvibile, vedi la giù c'è un alberello io vi poserò sulla cima più alta, su tutte le altre fronde si poseranno dei miei simili, tu abbraccerai il tronchetto dell'albero ed ad alta voce dirai. "impinn e spinn augello mia fin ch'igni sette matarazz'" (Muta e rimuta augello mia fino a che sette materassi saran pieno). Ma prima di fare questo ritorna dall'imperatore e chiedigli i sette materassi col suo sigillo e la scritta ultima prova prima di sposare la principessa Luna, richiesta dal principe del bene in sposa; dirai ancora all'Imperatore che se il matrimonio per qualche ragione dopo questa prova non si farà, e che non aderirà ai comandi della forza del bene che lo hanno finora assistito, queste non verranno più rivolte verso di lui e quindi cesseranno di battersi per lui e lo lasceranno solo a combattere le forze del male e neppure tu potrai aiutarlo.
Consapevole di questo problema l'Imperatore non potrà venir meno ad un impegno scritto sull'ultima prova richiesta. Poiché anche tu devi sottostare alle forze del bene; questo patto è unilaterale, io quale forza del bene già firmato, l'ho quindi ad un rifiuto da parte tua o dell'imperatore le forze del bene abbandoneranno per prima il pentito o trasgressore e poi l'altro e tutti ne soffriranno; parla dunque chiaro di tutto questo al tuo futuro suocero e domani presentati qui con i sette materassi senza però indicare il luogo perché se l'albero nel frattempo venisse tagliato tu resteresti solo ed abbandonato dai tuoi amici fin qui conosciuti.
Rota si presenta all'Imperatore e gli sottopone la delicata questione e del dialogo avuto con le forze del bene che lo hanno nominato appunto principe del bene e al bene lui deve sempre mirare, per questo porta a conoscenza di Sua Altezza Imperiale le cause di un eventuale insuccesso da parte di entrambi.
L'imperatore a questa notizia rimane "trasecolato", poi si rianima e dice: "Allora cosa aspettiamo, firmiamo questo trattato. 
Fu così che Rota ottiene i materassi vuoti e con la scritta a chiare lettere del patto e sigillato con lo stesso sigillo Imperiale.
La mattina seguente Rota si presenta dal connestabile, ritira i materassi vuoti e si incammina verso l'albero, depone i materassi con una buona apertura, abbraccia il tronco dell'albero ed attende l'augello, questo compaia sulla cima più alta, e tutto l'albero si pullula di altri augelli.
Il giovane saluta con un cenno del capo e dice: amica carissima tutto è andato secondo il tuo ordine, ora dimmi quando posso iniziare ad invocare il tuo aiuto, l'augello gli dice: "puoi pronunciare la frase magica senza errare, infine, quando i materassi saranno pieni, sali sulla prima croce dell'albero e ripeti il giuramento delle forze del bene, dopo di che andrai dall'Imperatore e gli dici: "La forza del bene comanda a Sua Altezza Imperiale di recarsi con la sua corte a constatare l'avvenuto prodigio e di sigillare i materassi, dopo averne approvato il contenuto". Nel caso che le piume siano contestate l'imperatore deve dire il nome dell'augello che realmente ha le piume più morbide di quelli che si trovano nei materassi, in questo caso deve contare da uno a due mila e allo scoccare del numero duemila le piume diventino esattamente come quelle desiderate e nulla più le può cambiare, perché infrangerebbe la precedente ammissione e le forze del bene verrebbero a mancare, visto che altro non gli si permette. Rota esegue alla lettera i suggerimenti anche questa volta e si fa rilasciare un documento comprovante la completa approvazione della qualità delle piume.
Tutto si svolse nel modo stabilito dall'augello. I sette materassi furono pronti per quegli specialissimi ospiti, Rota tornò al suo Regno per organizzarlo, addobbare il castello per poi ricevere la sua diletta sposa e far festa come non mai.
Annunciò ai suoi sudditi il matrimonio e che presto avrebbero avuto una nuova regina proprio come fu promesso dal suo trisavolo al momento della rottura di quel maledetto incantesimo che per molti anni aveva annientato un prestigioso regno come quello del Signore di tutte le Valli.
Furono preparati gli stendardi, i doni per la futura regina e per tutti i personaggi delle due casate. I preparativi del caso furono portati a termine nel più breve tempo possibile e nel modo migliore in assoluto.
Fu uno squadrone di guardie scelte per accompagnare il principe del bene e della luce, mentre un reggimento in Armi lo scortava fino alla Reggia Imperiale. Raggiunto la diletta sposa, corsero per i regni le ambascerie ad annunciare pubblicamente il grande evento, impartendo alle popolazioni l'ordine di festeggiare come da decreto imperiale, che prevedeva la partecipazione alle nozze di tutti i sudditi, compresi gli schiavi, anzi, questi ultimi avevano la possibilità di fare ammenda delle mancanze e ritornare liberi a giudizio insindacabile degli sposi, una volta raggiunto il loro regno.
Quel matrimonio fu narrato da molte generazioni tanto da sfociare nella favolistica e nella fantasia di ogni fanciulla da marito, ma vediamo come venne vissuto.
Vi partecipò in sontuose uniformi una moltitudine infinita di regnanti, principi, cavalieri ed eserciti impettiti di onorificenze, e una nuvola sconfinata di gente che brulicava non soltanto intorno alla reggia della sposa, ma in tutti i regni in cui regnanti partecipavano alla manifestazione spontaneamente, come in nessuna democrazia abbia mai saputo fare: "L'invito a festeggiare questo matrimonio in tutte le regge a spese degli sposi fu elargito dallo sposo e che tutti i regnanti del suo Impero mettessero a disposizione dei partecipanti tutte le vivande e spettacoli di divertimento fino a funzione e festeggiamenti conclusi; tutte le spere erano da detrarre dalle rimesse per l'imperatore".
Ma vediamo nei particolari come la manifestazione si svolse: " Rota arriva col suo esercito ben guarnito a festa, con l'uniforme sfavillante di bottoni e decorazioni da far invidia alla guardia imperiale del futuro suocero, bandiere disegnate da mani fatate e costruite da vari maestri dell'arte con stoffe pregiatissime, armi sfavillanti, cavalieri e cavalli dai luccicanti drappi; gli animali tutti guarniti di pietre preziose ed ori finissimi, mentre il principe del bene e quindi il nuovo Imperatore della Luce, per il solo viaggio era già un sole splendente, infatti, tutti coloro che lo incrociavano rimanevano incantati da tale e tanta bellezza che lo faceva apparire come un dio sulla terra.
I suoi subalterni erano perfettamente all'altezza del loro Signore perché anch'essi sfavillavano alla pari del principe del bene.
Quando dalla Reggia Imperiale videro un esercito che avanzava festeggiando con musiche divine, strumenti che luccicavano come tanti soli, preceduti da un corteo di dominicelle che avanzavano davanti alla trisavola del principe ed erano di una bellezza mai vista, al loro passaggio anche il sole scompariva dietro i monti per non essere paragonato a quelle fanciulle, e per non sciuparle col suo calore facendo avanzare una splendente Luna.
L' Imperatore estasiato da tanta bellezza, ma anche ricchezza che veniva così schiettamente mostrata, pensò ad alta voce: Se sono così ricchi gli abiti che indossano chissà quanta ricchezza portano nei loro innumerevoli forzieri che li seguono. E come potrò io essere Imperatore di questo principe, nonché suocero? Come farò a farmi perdonare di tutte le prove che ho preteso per concedergli la mano di Luna? Quanto, certamente questo giovane è più degno di tutti i dignitari del mio impero! Be', ci  penso dopo. Si precipitò a riceverlo senza neppure un accompagnatore, e, appena lo abbraccia gli chiede perdono di tutto quello che aveva preteso da lui; si scostò di lato inchinandosi e facendogli segno di accomodarsi da vero ed unico padrone.
Quando Rota riparte, l'Imperatore si inginocchia ed attende che passasse l'ultimo soldato, a nulla servì neppure il ritorno di Rota a sollevarlo da quella posizione, solo quando l'Imperatrice che teneva tra le sue mani un'immagine della Trisarcavola dell'Imperatore gli dice: "Mavid Otis Natam Gioab Jotam Osea Tagiro Rondello, la Trisarcavola ti ordina di metterti alla sinistra di tuo genero e di onorarlo come facciamo tutti noi".
L'Imperatore obbedì; appena che la principessa Jasmira si accorge di quanto stava accadendo, si porta velocemente anch'essa a riceverlo, così fa il marito e il bambino ancora convalescente dalle ferite riportate nell'incidente.
Jasmira si avvicina lo prende per mano e gli dice:" Vedo che mio padre ha imparato la lezione e ti lascia piena libertà, infatti, la meriti tutta, da ora ti prego di prendere la mia famiglia sotto la tua protezione e beata sia mia sorella luna che avrà il piacere e l'onore di essere tua sposa.
In me troverai una sorella disposta a tutti i sacrifici per far sì che la tua e quella di mia sorella siano due vite felici.
Non spetta a me pronunciarmi sulla sorte dell'impero d'Oriente ma spero che un giorno non troppo lontano possa tu essere il futuro imperatore giacché tanto onore ai portato a questo impero; ma ora ti lascio anch'io il passo per raggiungere la tua Luna".
Mentre Rota risponde ai saluti delle più alte autorità che si prostrarono ai suoi piedi più di quanti in altre occasioni avevano fatto col Nume protettore dell'impero, Luna chiama a sé tutte le sue ancelle e fa il punto per gli addobbi delle camere della sposa, poi affidandosi alla sorella Jasmira per i suggerimenti e la scelta del vestito nuziale.
Insieme a Jasmira convengono su quanto segue: suggerire allo sposo di far confezionare il vestito finemente rifinito dal sarto che ha sempre vestito la famiglia reale.
Rota dal canto suo ha già ordinato alla sartoria del Trisarcavolo  una infinità di vestiti, se questi non sono graditi, sia pure fatto tutto quello che la diletta sposa desidera.
I vestiti risultarono tutti uno più bello dell'altro, ma Rota invita ugualmente il suo futuro suocero a fare di meglio, affinché la sposa non sia delusa del suo abito nuziale.

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