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Mavid Otis Natam Gioab Jotam Osea Tagiro Rondello, risponde; sottoponi
questi vestiti a Luna affinché possa scegliere con vera soddisfazione,
perché nessuna delle maestranze del mio impero può eguagliare questi
capolavori.
Era questo il momento in cui tutti progettavano qualcosa di bello per la
nuova coppia, e quando Luna venne a sapere che il gioco dei vestiti era
stato fatto e la decisione presa di comune accordo tra il padre e il promesso
sposo fu davvero contenta perché la sua scelta poteva cadere su un numero
illimitato di capi appositamente studiati e preparati proprio ed
esclusivamente per lei.
Fu allestita una grandissima sala con tanti specchi a grandezza naturale per
specchiarsi da capo a piedi, vi furono disposti una gran quantità di
vestiti, su delle siluette fatte da veri artisti che riproducevano
fedelmente il corpo della sposa, e tantissime dominicelle che indossavano
altri vestiti per far vedere come queste cadevano a dosso nel movimento del
corpo.
Luna fu abbagliata da tanta bellezza e non seppe scegliere, poi chiese allo
sposo di esentarla di scegliere e che lo facesse la Trisavola per lei; Rota
accettò e la Trisavola disse: io non ho ancora visto un vestito più bello
di quello che indossò la mia bisnonna per il suo matrimonio e che io stesso
ho indossato per il mio, e mi auguro che possa essere quello della mia tris
tris nipote. Qui dovrebbe seguire la descrizione dell'abito, ma come si fa a
descrivere gli effetti di tutte le gioie prodotte dalla terra o estratte da
essa e mirabilmente intrecciate finemente tra loro fino a formare un
vestito? Dichiariamo apertamente di non saperlo fare.
Subito dopo, furono preparati i locali ove si sarebbero recati gli amici e
parenti per la presentazione dei doni: stavano infatti già affluendo nel
salone delle feste tutti i parenti per sincerarsi che tutto era pronto,
giacché molte autorità attendevano di aprire in corteo per deporre i doni.
Proprio in quel momento tre regine dai freschi e sublime volti, si
presentarono con tre lunghi cortei, tanto lunghi che non si vedevano
ove questi terminassero.
Alla vista di quelle creature che con la loro bellezza facevano mancare il
fiato, nessuno osava avvicinarsi. Dopo qualche istante il Signore della
Grande Vallata Ronda Rondello Rota, va incontro alle tre regine e le saluta
così: "Mie carissime sorelle, non vedevo l'ora di potervi nuovamente
abbracciare nel vostro naturale aspetto; lo steso vale per noi, rispose la più
anziana. Quella voce fu subito riconosciuta da Rota che corre ad
abbracciarli tutti insieme immediatamente e prostrarsi ai loro piedi in
segno di ringraziamento, e dice loro, se non ci foste state voi ad aiutarmi
ora io non sarei qui", ma anche le regine ringraziano lui perché solo
lui era riuscito a rompere quel malefico incantesimo che le teneva
prigioniere in altri corpi malgrado la loro potente e benefica magia.
Finiti i convenevoli, con saluti ed abbracci, passarono a depositare gli abiti
da sposa che ognuna di loro aveva ordinato per quella sposa a loro tanto
cara. Gli abiti dunque si moltiplicarono all'infinito e Luna non sapeva più
come fare per scegliere quello giusto.
La prima regina "Aquilea Nelina Ronda Rondello", dice: "Mio
caro, l'abito che io ho ideato per Luna nostra amata nipote è guarnito dai
più candidi fiori della terra e con le stelle più splendente del
firmamento; poi segue la regina Selena, dopo aver ascoltato il
ringraziamento che il fratello aveva fatto ad Aquilea Nelina, cioè aveva
detto: "Il tuo dono, sorella carissima, mi onora fin troppo",
sapendolo di larghi complimenti, Selena già pensava come a poco avrebbe
fatto per ringraziare lei e l'altra sorella, ma la fortuna segue gli audaci,
interviene Rota e dice: amatissimo e carissimo trisavolo non credi che la mia
progenie tocca direttamente a me ringraziarla? Così Selena si appresta a
spiegare la composizione del suo vestito: "Anch'io ho pensato a cose
belle e positive per la tua Luna, ho fatto incastonare sull'abito le gemme
più preziose che si conoscono sulla terra, creando un gioco di luci con
brillanti, zaffiri, turchese e perle in modo da far emergere tutte le
ricchezze della terra.
Rota dice alla regina Selena con voce calda ed affettuosa, si vede che sono
davvero fortunato tanto da non conoscere adeguati ringraziamenti, ti prego
solo di condividere la mia felicità, l'abbraccia, la bacia sulle mani e
sulla fronte. La più piccola delle sorelle la regina Nerina, presenta anche
lei il suo dono che è ancora un vestito nuziale che è diverso da tutti gli
altri compreso quelli ordinati dallo sposo e dello stesso padre: era un
vestito con immagini di animali dei più rari volatili con piume
morbidissimi, colori stupendi, ogni animaletto rappresentava un mondo
particolare nel quale si augurava alla nuova coppia di vivere felicemente,
spaziava così dalla terra al cielo, ai mari, scelti appositamente per
esprimere i valori del bene sulla unione, e con lo scongiuro dei mali sia
astrali che terreni e marine.
Era un abito concreto bello e poco reale, non ricco appunto ma di bellezza
unica.
Rota ringrazia Nerina allo stesso modo di Selena, ma aggiunge: " Questi
doni riempiono di gioia il cuore tanto da non sapere esprimerla, a voi
tutti. Ma ora andiamo dalla regina del mio cuore, affinché lei possa gioire
con me e ringraziarvi personalmente.
A questo punto il salone delle feste era stipato di abiti ma anche di
persone e tutto lo spazio previsto per i doni non fu sufficiente, si dovette
accedere ad altre sale non previste.
L'imperatore, si avvicina a Rota e dice: "Mio caro figliolo, non credi
che anch'io debba ringraziare questi amatissimi ospiti? Per l'immenso onore
che mi hanno fatto presentandosi con tanti e tali doni, da riempire il
cuore di gioia di ogni genitore.
Certo, mio benefattore è più che giusto.
L'Imperatore si scioglie in una eloquenza unica, e giù viene tutta una serie di
bellissime parole di ringraziamento a tutti i presenti.
Poi un annuncio: "Confesso" dice ancora l'imperatore: "Che
la mia reggia non ha visto mai tanto splendore ed onori e mai ha ospitato
tanta gente! Ho dovuto impegnare tutto il mio esercito per approntare
specialissime tende per ospitare tutti gli intervenuti, ed ancora sono al
lavoro, vi prego di scegliere ed occupare le tende man mano che vengono
alzate ed addobbate. Dove le suppellettili non sono di gradimento siete
tutti pregati di chiedere quello che desiderate, e mi auguro di poter
esaudire ogni vostro desiderio.
Qui interviene Rota e dice: "Altezza Imperiale, non preoccupatevi per
gli alloggi, perché il mio esercito ha già innalzato una cittadella
proprio al tuo confino, cosi che i miei ospiti e parenti possono andare e
venire liberamente senza sottrarre ulteriori vani agli invitati di Sua
Altezza.
Figliolo, dice l'Imperatore, la tua lungimiranza mi spaventa, io sapevo solo
che il tuo esercito ammassato ai miei confini era più grosso del mio, ma
che avrebbero innalzato addirittura una città non lo sapevo. Questo da un
lato mi fa felice e dall'altro mi offende, perché mi toglie il piacere di
ospitare la tua famiglia. Rota interviene ancora, e dice, se ha pensato questo mi
dispiace, ma se vuole ospitarli faccia pure non c'è resistenza sia da parte
mia e sia dalla loro.
Proprio in quel momento il capitano della Guardia d'Oriente si avvicina
all'Imperatore e gli sussurra: "Altezza, le scorte delle tende sono
finite e la gente continua ad arrivare, cosa devo fare". Niente
risponde l'imperatore mio genero ha pensato a tutto, non vedi quella luce
oltre il confino del nostro impero. 'sì, ammette il capitano, bene quella è
una città costruita in meno che non si dica per alloggiare gli intervenuti
al matrimonio della mia Luna.
Ora ritiri pure gli uomini e dai loro un meritato riposo. Infine, si rivolge
agli invitati e dice carissimi come avete direttamente appreso dal mio
capitano non ho più neppure una tenda per ospitare le loro graziose
persone, perdonate quest'uomo che si riteneva un grande Imperatore quando
invece non è neppure un umile re.
Se ritenete ancora di onorarmi servitevi liberamente di ciò che desiderate,
così gli ultimi preparativi potranno finire e presto passeremo alla
cerimonia nuziale.
Le dame tutte in coro lo applaudirono freneticamente e poi la regina Nelina
prende la parola e dice: "Qui nessuno è superiore all'altro, vi siete
dunque dimenticato che discendiamo tutti dallo stesso ceppo familiare!
Quindi quello che si ha lo si ha insieme senza alcun problema.
È ora che gli sposi ricevono i regali e poi ci presentano il loro programma
per la vita che li aspetta, lunga e prosperosa, proprio come si addice a due
giovani come loro, credo che ne convenite tutti, suona uno scrosciante
applauso.
Luna che fino a quel momento non aveva parlato, si avvicina a Rota ed
interviene dicendo: "La mia vita è stata di studio e di esercizi e
lavori domestici, ricami, composizioni musicali e poetiche, mai un mio verso
è stato ascoltato, come non è stato visto alcun mio lavoro, se mi
permettete voglio mostrarvi quello che la mia umile persona ha saputo
preparare per il mio promesso sposo.
Tutti furono entusiasti e facendo corona intorno a Luna si dirigono verso
gli appartamenti della sposa. Luna cominciò a mostrare i ricami, poi le
musiche che cantava divinamente ed infine recitò la dichiarazione d'amore
per il suo Rota.
Dopo questo evento più unico che raro per tutte quelle nobildonne e
gentiluomini, si convenne che si cominciasse ad organizzare una tavola
rotonda per concordare e definire la manifestazione.
Furono tutti d'accordo che la manifestazione venisse fatta nel giardino
della reggia, sotto una cascata di acqua cristallina, sotto alla quale venga
montata una capanna di brillanti, con un "pendolo" di diamante al
centro, e sotto di esso l'altare per la funzione religiosa, in modo che il
sole non potesse colpire direttamente gli astanti per quel velo d'acqua che
copriva letteralmente la capanna, era acqua cristallina, limpidissima e
freschissima, nello stesso tempo le persone potevano vedere la funziona
dall'esterno ed assistere se pur non a diretto contatto. All'interno della
capanna si godeva però quei riflessi di colori di rara bellezza e mai visti
tutti insieme nel medesimo istante, grazie proprio a quei raggi di sole che
non potevano penetrare direttamente per la pellicola d'acqua che
uniformemente copriva quella particolare sala.
Tutto fu realizzato in breve tempo, proprio sotto gli occhi di tutti, mentre
tutti festeggiavano, strano a dirsi anche quelle persone addetti
materialmente ai lavori, perché ogni servizio veniva interrotto da un
piacevole incontro conviviale generale, colloquio o divertimento o lavoro
che sia.
Come ancora oggi si usa fare nelle funzioni nuziali lo sposo arriva per
primo all'altare e quello di Rota si svolse così: "Al centro del lago
formatosi con le acque della cascata vi era una passerella formata da assi
di legno finemente levigati ed ornati di madreperle finissime, al centro del
lago vi era una piattaforma molto larga a forma circolare ove era riprodotto
in scala la reggia di Oriente che doveva ospitare il nuovo imperatore e la
sua sposa, da questa piattaforma partivano due passerelle una proveniente
dalla reggia dell'Imperatore e l'altra dalla città realizzata dall'esercito
di Rota. Le due strade formavano un "Y", qui Rota attendeva Luna, e Luna
arrivò ben presto al braccio del padre ed accompagnata da tutti i suoi
parenti e cortigiani. Una volta sulla rotonda l'Imperatore padre
affida Luna al suo amato sposo con una precisa raccomandazione: "Luna
rappresenta il più raro bocciolo di rosa mai fiorito nel mio giardino,
perciò tutti le devono portare rispetto oltre che ubbidienza almeno tanto quanto la sua bellezza richiede, oltre a quanto dovuto al suo
stato". continua a
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