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IL CAVALIERE DELLA LUCE E IL PRINCIPE NERO
(Romanzo favolistico mitologico)
di Pietro Giovanni Lucarelli

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Mavid Otis Natam Gioab Jotam Osea Tagiro Rondello, risponde; sottoponi questi vestiti a Luna affinché possa scegliere con vera soddisfazione, perché nessuna delle maestranze del mio impero può eguagliare questi capolavori.
Era questo il momento in cui tutti progettavano qualcosa di bello per la nuova coppia, e quando Luna venne a sapere che il gioco dei vestiti era stato fatto e la decisione presa di comune accordo tra il padre e il promesso sposo fu davvero contenta perché la sua scelta poteva cadere su un numero illimitato di capi appositamente studiati e preparati proprio ed esclusivamente per lei.
Fu allestita una grandissima sala con tanti specchi a grandezza naturale per specchiarsi da capo a piedi, vi furono disposti una gran quantità di vestiti, su delle siluette fatte da veri artisti che riproducevano fedelmente il corpo della sposa, e tantissime dominicelle che indossavano altri vestiti per far vedere come queste cadevano a dosso nel movimento del corpo.
Luna fu abbagliata da tanta bellezza e non seppe scegliere, poi chiese allo sposo di esentarla di scegliere e che lo facesse la Trisavola per lei; Rota accettò e la Trisavola disse: io non ho ancora visto un vestito più bello di quello che indossò la mia bisnonna per il suo matrimonio e che io stesso ho indossato per il mio, e mi auguro che possa essere quello della mia tris tris nipote. Qui dovrebbe seguire la descrizione dell'abito, ma come si fa a descrivere gli effetti di tutte le gioie prodotte dalla terra o estratte da essa e mirabilmente intrecciate finemente tra loro fino a formare un vestito? Dichiariamo apertamente di non saperlo fare.
Subito dopo, furono preparati i locali ove si sarebbero recati gli amici e parenti per la presentazione dei doni: stavano infatti già affluendo nel salone delle feste tutti i parenti per sincerarsi che tutto era pronto, giacché molte autorità attendevano di aprire in corteo per deporre i doni.
Proprio in quel momento tre regine dai freschi e sublime volti, si presentarono con tre lunghi cortei, tanto lunghi che non si vedevano ove questi terminassero.
Alla vista di quelle creature che con la loro bellezza facevano mancare il fiato, nessuno osava avvicinarsi. Dopo qualche istante il Signore della Grande Vallata Ronda Rondello Rota, va incontro alle tre regine e le saluta così: "Mie carissime sorelle, non vedevo l'ora di potervi nuovamente abbracciare nel vostro naturale aspetto; lo steso vale per noi, rispose la più anziana. Quella voce fu subito riconosciuta da Rota che corre ad abbracciarli tutti insieme immediatamente e prostrarsi ai loro piedi in segno di ringraziamento, e dice loro, se non ci foste state voi ad aiutarmi ora io non sarei qui", ma anche le regine ringraziano lui perché solo lui era riuscito a rompere quel malefico incantesimo che le teneva prigioniere in altri corpi malgrado la loro potente e benefica magia.
Finiti i convenevoli, con saluti ed abbracci, passarono a depositare gli abiti da sposa che ognuna di loro aveva ordinato per quella sposa a loro tanto cara. Gli abiti dunque si moltiplicarono all'infinito e Luna non sapeva più come fare per scegliere quello giusto.
La prima regina "Aquilea Nelina Ronda Rondello", dice: "Mio caro, l'abito che io ho ideato per Luna nostra amata nipote è guarnito dai più candidi fiori della terra e con le stelle più splendente del firmamento; poi segue la regina Selena, dopo aver ascoltato il ringraziamento che il fratello aveva fatto ad Aquilea Nelina, cioè aveva detto: "Il tuo dono, sorella carissima, mi onora fin troppo", sapendolo di larghi complimenti, Selena già pensava come a poco avrebbe fatto per ringraziare lei e l'altra sorella, ma la fortuna segue gli audaci, interviene Rota e dice: amatissimo e carissimo trisavolo non credi che la mia progenie tocca direttamente a me ringraziarla? Così Selena si appresta a spiegare la composizione del suo vestito: "Anch'io ho pensato a cose belle e positive per la tua Luna, ho fatto incastonare sull'abito le gemme più preziose che si conoscono sulla terra, creando un gioco di luci con brillanti, zaffiri, turchese e perle in modo da far emergere tutte le ricchezze della terra. 
Rota dice alla regina Selena con voce calda ed affettuosa, si vede che sono davvero fortunato tanto da non conoscere adeguati ringraziamenti, ti prego solo di condividere la mia felicità, l'abbraccia, la bacia sulle mani e sulla fronte. La più piccola delle sorelle la regina Nerina, presenta anche lei il suo dono che è ancora un vestito nuziale che è diverso da tutti gli altri compreso quelli ordinati dallo sposo e dello stesso padre: era un vestito con immagini di animali dei più rari volatili con piume morbidissimi, colori stupendi, ogni animaletto rappresentava un mondo particolare nel quale si augurava alla nuova coppia di vivere felicemente, spaziava così dalla terra al cielo, ai mari, scelti appositamente per esprimere i valori del bene sulla unione, e con lo scongiuro dei mali sia astrali che terreni e marine.
Era un abito concreto bello e poco reale, non ricco appunto ma di bellezza unica.
Rota ringrazia Nerina allo stesso modo di Selena, ma aggiunge: " Questi doni riempiono di gioia il cuore tanto da non sapere esprimerla, a voi tutti. Ma ora andiamo dalla regina del mio cuore, affinché lei possa gioire con me e ringraziarvi personalmente.
A questo punto il salone delle feste era stipato di abiti ma anche di persone e tutto lo spazio previsto per i doni non fu sufficiente, si dovette accedere ad altre sale non previste.
L'imperatore, si avvicina a Rota e dice: "Mio caro figliolo, non credi che anch'io debba ringraziare questi amatissimi ospiti? Per l'immenso onore che mi hanno fatto presentandosi con tanti e tali doni, da riempire il cuore di gioia di ogni genitore.
Certo, mio benefattore è più che giusto.
L'Imperatore si scioglie in una eloquenza unica, e giù viene tutta una serie di bellissime parole di ringraziamento a tutti i presenti.
Poi un annuncio: "Confesso" dice ancora l'imperatore: "Che la mia reggia non ha visto mai tanto splendore ed onori e mai ha ospitato tanta gente! Ho dovuto impegnare tutto il mio esercito per approntare specialissime tende per ospitare tutti gli intervenuti, ed ancora sono al lavoro, vi prego di scegliere ed occupare le tende man mano che vengono alzate ed  addobbate. Dove le suppellettili non sono di gradimento siete tutti pregati di chiedere quello che desiderate, e mi auguro di poter esaudire ogni vostro desiderio.
Qui interviene Rota e dice: "Altezza Imperiale, non preoccupatevi per gli alloggi, perché il mio esercito ha già innalzato una cittadella proprio al tuo confino, cosi che i miei ospiti e parenti possono andare e venire liberamente senza sottrarre ulteriori vani agli invitati di Sua Altezza.
Figliolo, dice l'Imperatore, la tua lungimiranza mi spaventa, io sapevo solo che il tuo esercito ammassato ai miei confini era più grosso del mio, ma che avrebbero innalzato addirittura una città non lo sapevo. Questo da un lato mi fa felice e dall'altro mi offende, perché mi toglie il piacere di ospitare la tua famiglia. Rota interviene ancora, e dice, se ha pensato questo mi dispiace, ma se vuole ospitarli faccia pure non c'è resistenza sia da parte mia e sia dalla loro.
Proprio in quel momento il capitano della Guardia d'Oriente si avvicina all'Imperatore e gli sussurra: "Altezza, le scorte delle tende sono finite e la gente continua ad arrivare, cosa devo fare". Niente risponde l'imperatore mio genero ha pensato a tutto, non vedi quella luce oltre il confino del nostro impero. 'sì, ammette il capitano, bene quella è una città costruita in meno che non si dica per alloggiare gli intervenuti al matrimonio della mia Luna.
Ora ritiri pure gli uomini e dai loro un meritato riposo. Infine, si rivolge agli invitati e dice carissimi come avete direttamente appreso dal mio capitano non ho più neppure una tenda per ospitare le loro graziose persone, perdonate quest'uomo che si riteneva un grande Imperatore quando invece non è neppure un umile re.
Se ritenete ancora di onorarmi servitevi liberamente di ciò che desiderate, così gli ultimi preparativi potranno finire e presto passeremo alla cerimonia nuziale.
Le dame tutte in coro lo applaudirono freneticamente e poi la regina Nelina prende la parola e dice: "Qui nessuno è superiore all'altro, vi siete dunque dimenticato che discendiamo tutti dallo stesso ceppo familiare! Quindi quello che si ha lo si ha insieme senza alcun problema.
È ora che gli sposi ricevono i regali e poi ci presentano il loro programma per la vita che li aspetta, lunga e prosperosa, proprio come si addice a due giovani come loro, credo che ne convenite tutti, suona uno scrosciante applauso. 
Luna che fino  a quel momento non aveva parlato, si avvicina a Rota ed interviene dicendo: "La mia vita è stata di studio e di esercizi e lavori domestici, ricami, composizioni musicali e poetiche, mai un mio verso è stato ascoltato, come non è stato visto alcun mio lavoro, se mi permettete voglio mostrarvi quello che la mia umile persona ha saputo preparare per il mio promesso sposo.
Tutti furono entusiasti e facendo corona intorno a Luna si dirigono verso gli appartamenti della sposa. Luna cominciò a mostrare i ricami, poi le musiche che cantava divinamente ed infine recitò la dichiarazione d'amore per il suo Rota.
Dopo questo evento più unico che raro per tutte quelle nobildonne e gentiluomini, si convenne che si cominciasse ad organizzare una tavola rotonda per concordare e definire la manifestazione.
Furono tutti d'accordo che la manifestazione venisse fatta nel giardino della reggia, sotto una cascata di acqua cristallina, sotto alla quale venga montata una capanna di brillanti, con un "pendolo" di diamante al centro, e sotto di esso l'altare per la funzione religiosa, in modo che il sole non potesse colpire direttamente gli astanti per quel velo d'acqua che copriva letteralmente la capanna, era acqua cristallina, limpidissima e freschissima, nello stesso tempo le persone potevano vedere la funziona dall'esterno ed assistere se pur non a diretto contatto. All'interno della capanna si godeva però quei riflessi di colori di rara bellezza e mai visti tutti insieme nel medesimo istante, grazie proprio a quei raggi di sole che non potevano penetrare direttamente per la pellicola d'acqua che uniformemente copriva quella particolare sala.
Tutto fu realizzato in breve tempo, proprio sotto gli occhi di tutti, mentre tutti festeggiavano, strano a dirsi anche quelle persone addetti materialmente ai lavori, perché ogni servizio veniva interrotto da un piacevole incontro conviviale generale, colloquio o divertimento o lavoro che sia.
Come ancora oggi si usa fare nelle funzioni nuziali lo sposo arriva per primo all'altare e quello di Rota si svolse così: "Al centro del lago formatosi con le acque della cascata vi era una passerella formata da assi di legno finemente levigati ed ornati di madreperle finissime, al centro del lago vi era una piattaforma molto larga a forma circolare ove era riprodotto in scala la reggia di Oriente che doveva ospitare il nuovo imperatore e la sua sposa, da questa piattaforma partivano due passerelle una proveniente dalla reggia dell'Imperatore e l'altra dalla città realizzata dall'esercito di Rota. Le due strade formavano un "Y", qui Rota attendeva Luna, e Luna arrivò ben presto al braccio del padre ed accompagnata da tutti i suoi parenti  e cortigiani. Una volta sulla rotonda l'Imperatore padre affida Luna al suo amato sposo con una precisa raccomandazione: "Luna rappresenta il più raro bocciolo di rosa mai fiorito nel mio giardino, perciò tutti le devono portare rispetto oltre che ubbidienza almeno tanto quanto la sua bellezza richiede, oltre a quanto dovuto al suo stato".

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