|
Con l'elezione a Capo dello Stato
del senatore a vita Giorgio Napolitano
sembra profilarsi un auspicabile
clima di timido disgelo tra la
maggioranza dell'Ulivo e l'opposizione della Casa delle libertà.
L'elezione di Napolitano è avvenuta al quarto scrutinio, quando
l'art. 83 della Costituzione richiede la maggioranza assoluta
dell'assemblea dei deputati, dei senatori e dei rappresentanti regionali, e
non più il quorum di maggioranza qualificata dei 2/3 dell'assemblea,
come nei primi tre scrutini.
I voti a favore di Napolitano sono stati 543, in numero anche maggiore di
quelli richiesti al quarto
scrutinio ( 5O5 ).
In sostanza sono falliti tutti i tentativi per ottenere anche i voti della
opposizione o di una parte dei parlamentari della Cdl, allo scopo di
conferire alla elezione del Capo dello Stato il più vasto consenso
possibile. Significativa resta tuttavia la posizione assunta dalla componente
Udc, la quale avrebbe preferito votare per Napolitano.
La Cdl ha comunque votato scheda
bianca più per mantenere l'unità tra le sue frazioni che per avversione preconcetta alla candidatura di Napolitano, verso
la quale soltanto la Lega ha dimostrato una netta ostilità.
Con la decisione adottata dalla Cdl non è stato espresso alcun consenso ma neppure un
aperto dissenso, politicamente significativo, nei confronti dell'eletto.
Un tale atteggiamento apre uno spiraglio di avvìo per un nuovo corso tra i poli e dimostra che la elezione di Napolitano è stata
accettata dalla opposizione come la soluzione per essa meno sgradita.
L'importante appuntamento istituzionale si è dunque concluso in modo
ragionevole, anche se non pienamente conforme alle aspettative della
maggioranza e anche di alcune componenti della stessa Cdl. In ogni caso è in definitiva prevalso l'interesse del paese,
nel senso che è stata scongiurata |
perfino in questa
occasione una spaccatura netta
tra le varie forze politiche.
Va pertanto apprezzato il gesto responsabile dell'on. Massimo D'Alema
nel rinunciare alla propria
candidatura di fronte alla contrarietà della Cdl , come va egualmente
apprezzata la decisione del centrodestra di non ostacolare ulteriormente la elezione di Napolitano alla suprema magistratura dello
Stato mediante la reiterata contrapposizione di un suo candidato.
Nel merito va sottolineato che il senatore Napolitano ha al proprio attivo
una lunga esperienza istituzionale e un forte senso dello Stato, per cui
è in possesso di tutte le doti necessarie per assumere al vertice del sistema il ruolo di garante della Costituzione e del corretto svolgimento del
gioco democratico.
Dal canto suo la collettività sicuramente può ravvisare nell'episodio un motivo di soddisfazione, nella speranza che dopo un lungo periodo
di lotta politica particolarmente aspra abbia finalmente inizio una
gestione della cosa pubblica che si
occupi e preoccupi soltanto dell'interesse generale, secondo le finalità proprie e imprescindibili
della classe dirigente , e non soltanto delle battaglie volte alla conquista del potere.
La maggioranza e l'opposizione mantengono ovviamente le rispettive
posizioni, ma l'ascesa al Colle di una personalità di prestigio come Giorgio Napolitano
potrà assolvere una funzione di equilibrio e di mediazione, nel
rispetto delle prerogative che la Costituzione assegna al Presidente della
Repubblica e che sono state finora egregiamente esercitate da Carlo Azeglio
Ciampi.
E' questo il primo auspicio che può essere formulato dopo l'elezione appena avvenuta del nuovo Capo dello
Stato, nella fiduciosa speranza che ne derivi una svolta costruttiva nella
politica del nostro paese.
ALBERTO VIRGILIO
Procuratore generale onorario della
Corte Suprema di Cassazione (Italia).
|