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La morte di un amico la notte di Pasqua.
Angelo!...Presente. - Sono qui da te, con i tuoi Giuseppe, Ester, Francesco,
e tutti gli amici che Ti ricordano, nella veste di prete amico/amico prete.
Nel darTi l'estremo saluto sento tutta la tenerezza dell'incontro con Te, ed
avverto la sensibilità di Gesù che pianse dinanzi alla tomba dell'amico
Lazzaro. Riposa in pace, Angelo. Sei volato via velocemente, senza dare il
tempo x rendercene conto, dopo una bella giornata di sole, nella grande
notte, x celebrare con il Risorto il passaggio dalla vita terrena alla
eterna.
Una notizia così, nessuno se l'aspettava.
La Tua scomparsa lascia tutti
senza parole.
La vita, a volte, sembra crudele.
Pian piano stavamo tutti insieme cercando di superare il dolore x la morte
della tua consorte, appena pochi mesi dal trànsito, con forza,
rassegnazione coraggio, migliorando noi stessi, essendo membri di un'unica
grande famiglia.
Dentro di noi la Tua dipartita reca un senso di vuoto, una ferita che non è
facile risanare.
Il ricordo dei comuni impegni ci danno conforto. Anche se fisicamente non ci
sei più, in realtà sei presente in mezzo a noi. Ora che Te ne sei andato,
e tutto ci dice il bene perduto, il giorno sembra sera.
Cresce però l'eco della Tua voce ormai lontana, chiara come chi sogna e
agisce senza fine. Ora che Te ne sei andato, doppiamente Ti possediamo nel
cuore, con la luce della speranza cristiana divenuta esempio e traguardo di
vita.
Ora che Te ne sei andato, la casa è come spoglia. Sembrano orfane pure le
cose animate dalla Tua presenza. La notte spande il velo, copre le ombre. Non piangeremo x Te, amico nostro
solare, xhé dovunque noi saremo, sappiamo ben dove cercarTi.
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Ti ascolteremo nel suono delle note musicali che tanto Tu
gustavi. Ti seguiremo nel volo di un gabbiano, oltre il cielo, verso la
Tua eternità.
Ti sentiremo nel cuore dei tuoi figli, che batte di amore e generosità x
Te. Ti ritroveremo nel luogo del Tuo lavoro, nella semplicità dei modi e
delle parole; sul volto di chi soffre, sul quale Ti sei chinato come il
buon samaritano del vangelo.
Ti rivedremo accanto alla croce, da Te portata con dignità. Ti
aspetteremo al calar della sera; dopo la notte, il sole sorgerà. Ti
rivedremo ad ogni primavera, ad ogni Pasqua.
Se il chicco di grano caduto in terra non muore, rimane solo; se invece
muore, porta molto frutto. No! Non piangeremo x Te, amico nostro solare,
xché dovunque saremo sappiamo ben dove trovarTi.
Quasi stella luminosa brilli x noi amici. Proteggici, mentre Ti
riabbracciamo x l'ultima volta. Parlaci ancora di Te, della Tua Lina,
delle Tue cose, con quella ferma solennità che ci fa ancòra compagnia.
Gentile cultore di cielo, quale sei, paziente e timido di toccare le
altezze, ora che lo vedi da vicino comunicaci una scintilla del suo
tremolìo, ora che le nubi lo velano. Lo guardiamo, lo conosciamo uniti: siamo rapiti, affascinati dalla sua
bellezza.
Ci è di consolazione sapere che sei nella casa del Padre, a contemplare
la sua gloria insieme a Lina.
Noi preghiamo x Te, ma Tu prega x noi, affinché non ci manchi la fortezza
ed il coraggio di andare avanti. Colma x Te e x noi il vuoto della Tua invisibilità.
Il canto liturgico delle Tue esequie è lode a Dio che ha acceso nella
luce del suo Regno la Tua risposta alla sua chiamata. Dopo la notte aspettiamo il primo chiarore dell'alba, i colori
dell'aurora. Andiamo incontro nel Tuo nome a nuovo mattino, a rinnovato giorno, a più
intensa vita spirituale.
(*)
parroco della Parrocchia di San Luca Abate di Carbone |