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da POESIE
di Alberto Virgilio
INSONNIA Tengo la lampada
accesa
per spingere questa lunga notte
verso il mattino.
Sento inaccessibili pensieri
scandirsi sul quadrante della sveglia:
c'è qualcosa nel vuoto che m'opprime. RIFUGIO O
solitudine immensa
del mio cammino
popolato di favole sbiadite.
Nel velo della tua dolcezza
annego il tempo,
questo eterno silenzio senza volto. PASSA IL TEMPO Passa
il tempo
sulla nostra solitudine inquieta
come la tua voce
- nuda
batte alla memoria
invano.
dalla raccolta
"ASPETTANDO L'AURORA"
di Pietro Giovanni Lucarelli
FIOR DI GINESTTRE
Sono fiorite le ginestre: l'aria è soave,
la nuova stagione è tutta d'or colorata.
La collina, è coperta da svariati fiori,
è un bouquet, per un tenero amore: "la vita".
Le erbe aromatiche inebriano il creato:
"tutto è bello".
Chi ama la natura, ama il suo creatore,
questi ama lui, e lo circonda
"di gioie infinite".
Lo accoglie nel gaudio del suo fragrante Impero:
"la natura".
Le distese falde collinari si allineano
al preminente fior di ginestra,
con altrettanti tenui colori:
tutto è un tripudio di "gioia".
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"DA QUI... ALL'ETERNITÀ"
di Angelo Perrone
"DALLE PAGINE DEL MIO DIARIO"
"Quel nostro grande amore"
E mi erano amiche anche l'onde del mare: mi piaceva
ascoltare le loro canzoni, mi piaceva vederle venire da lontano:
rincorrersi, frangersi sopra gli scogli.
Ed i bianchi gabbiani: gli
uccelli del mare guardavo volare pel cielo, sull'onde.
Poi le scrissi, le scrisse il mio cuore: le parlò delle stelle, del mare.
Ed attesi: quella, fu una trepida attesa.
Mi rispose: e il mio sogno fu vero, l'amore esultò.
Mi sorrisi se quel cielo e la luna: olezzarono i fiori e, dolci cantavano
l'onde del mare.
E con esse il mio cuore.
C'incontrammo in un giorno di sole.
Sotto il cielo: vicino alla Chiesa... ed a Dio.
Ed a Dio volò subito il cuore: "mai il sogno sarebbe finito".
Sull'altare lucevano i ceri.
Promettono.
Mi volsi a guardarla e vidi, nei suoi grandi occhi, brillare una lacrima.
Poi sorrise il mio amore.
Promettemmo.
Giurammo: "per la vita".
Ma "la vita" durò solo tre anni...
Ed i prati ci furono compagni: ed i fiori, e le stelle lucenti: ci provammo
a contar quelle stelle.
E ogni stella era un bacio: mille e mille gliene offerse il mio cuore.
Nei suoi occhi eran però le più belle.
Il gran cielo ascoltava il sussurrio dei baci.
E sull'erba quel giorno... il mio mondo fu nostro quel giorno d'autunno.
Restammo seduti, poi andammo: sulle labbra il sapore dei baci, di dolci
soavi carezze.
Cercai la sua mano e la strinsi, mentre un tremito percorse tutto il mio
corpo: mentre le nostre labbra si unirono ancora, a parlarsi nel linguaggio
muto dell'amore.
Il nostro fu un mondo di sogno: vivemmo quel sogno d'amore profondo.
Fu breve: tre anni.
E venne l'inverno: il cielo azzurrino si tinse di bruno e nubi assai nere
lassù s'addensarono.
E cadde la pioggia: fu il freddo, fu il vento, un vento cattivo.
Poi venne la neve: il bianco mantello.
La neve, Natale: salì su per l'aria, dai cuor, dalle chiese e le case una
dolce canzone, Gesù.
Il babbo era morto da un mese: guardava dal cielo, lassù.
Fu il freddo: e la neve, ed il gelo.
Nel cuore un gran male... Il tempo assai lento passò: si sciolse la neve,
riapparvero i fiori, tornaron le rondini in cielo.
Qualcosa era morta nel cuore. Sciupato era il sogno: per sempre.
Tornaron le rondini. Azzurri quei cieli. Tornaron le viole tra l'erbe, nei
prati.
Distrutto per sempre era il sogno d'amore.
... Tornammo ancora a sedere sull'erba, tra i fiori: ancor, come prima...
Autunno: tornaron le foglie a cadere dagli alberi tornò la tristezza nei
cuori. E tutto finì. Autunno. Speranza:fu vana...
(continua col numero di
settembre-ottobre)
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