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SISTEMA DEI PARTITI E COSTITUZIONE

di Alberto Virgilio

Superato lo scoglio del caso Visco-Gdf con l’esito della votazione in Senato, permane tuttavia lo stato di fibrillazione in cui si trova da qualche tempo il mondo politico, per cui diventa più sentita l’esigenza, frequentemente sottolineata anche dal Capo dello Stato, del rinnovamento di tutta la vita politica italiana.
La situazione va considerata soprattutto nell’ottica giuridica, cioè in modo asettico rispetto alle diverse impostazioni ideologiche, ma con riguardo ai principi e alle tradizioni risultanti dalla più autorevole dottrina di diritto pubblico.
In questo clima va anzitutto segnalata l’urgenza delle riforme istituzionali richieste dalla evoluzione del contesto sociale, nonché delle opportune modifiche legislative (tra queste in primo piano la nuova legge elettorale che restituisca ai cittadini la scelta piena dei propri rappresentanti in Parlamento).
Nelle indicate prospettive si profilano problemi giuridici e politici che vanno esaminati globalmente, con riferimento alle norme della vigente Costituzione.
Uno degli argomenti di maggior rilievo" riguarda il ruolo dei partiti, ai quali l’art. 49 della Carta assegna il compito di concorrere" con metodo democratico a determinare la politica nazionale.
La citata norma, da un verso riconosce "la grande importanza dei partiti quale humus in cui maturano i fermenti e le aspirazioni sociali", ma dall’altro canto ne circoscrive "la finalità al solo concorso" nel processo di gestione della cosa pubblica.
Questa limitazione "non è stata mai interamente rispettata perché fin dal sorgere della Repubblica i partiti politici" hanno assunto una funzione molto più ampia rispetto a quella prevista dalla Costituzione.
Sono infatti diventati i veri protagonisti nella struttura politica del Paese, con assoluta" prevalenza verso ogni altra componente istituzionale o sociale.
In quella che viene indicata come Prima Repubblica il fenomeno s’incentrava sul predominio della Democrazia Cristiana, che aveva al suo fianco partiti di minore spessore con i quali formava governi di varie colorazioni (pentapartito, quadripartito, a volte soltanto monocolore).
Dall’altra parte le forze di sinistra, con in testa il Partito Comunista, svolgevano il ruolo dell’opposizione senza eccessiva asprezza, in un’atmosfera di contrapposizione ideologica fatta

soprattutto di critica" costruttiva, con scarso abbandono ai personalismi e ai litigi" preconcetti su qualsiasi argomento venisse proposto dallo schieramento avverso.
In definitiva , erano accettate e osservate alcune regole  fondamentali stabilite nella prassi (la cosiddetta  Costituzione in senso materiale in aggiunta alla Costituzione in senso formale).
Questo metodo non era privo d’inconvenienti perché bastava che uno dei partiti della  maggioranza si staccasse dal governo per aprire crisi di gabinetto, che a causa della loro frequenza erano di ostacolo alla stabilità della gestione politica del Paese.
Con la Seconda Repubblica, nata sotto il maglio di Tangentopoli, si è aperta una nuova fase caratterizzata dall’obiettivo di rinnovare radicalmente il sistema precedente, ma in realtà questa aspettativa non si è ancora realizzata.
I partiti si sono moltiplicati in  misura eccessiva, ciascuno con le proprie peculiari aspirazioni di impegno e responsabilità nell’agone politico.
Ne è derivata una situazione di stasi non solo nell’azione governativa ma anche in ogni altro settore decisionale.
Formalmente esistono due poli contrapposti, ma all’interno delle rispettive coalizioni si registrano diversità di vedute e di posizioni che paralizzano il fisiologico svolgimento della  dialettica politico-parlamentare.
Per superare il sostanziale ristagno in cui si trova attualmente impigliata la gestione della vita democratica, con conseguente intralcio per lo  sviluppo economico e sociale  a tutela dell’interesse collettivo, sembra indispensabile volgere l’orientamento verso la costituzione di forze politiche omogenee, che rappresentino e sappiano realizzare con univocità di intenti le prospettive politiche esistenti nella società attuale, anche al fine di garantire l’avvicendamento – secondo il criterio  dell’alternanza connaturale a tutte le democrazie mature – nell’assumere l’amministrazione dello Stato e degli enti territoriali  minori, in ossequio alla volontà sovrana del popolo.
Il Partito Democratico (Pd) in corso di formazione è una iniziativa favorevole nella indicata direzione, per cui è auspicabile che anche le forze politiche contrapposte  procedano nello stesso senso.
Sono queste le condizioni che autorizzano a confidare in una forma di bipolarismo autentico per il fisiologico  sviluppo della nostra democrazia.

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