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Carlo Goldoni compie trecento anni di Mary Falco |
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Per la cronaca il primo caffè fu aperto nel 1683 sotto le procuratie nuove, poi divennero celebri quelli del ponte dell'Angelo, S. Moisé, S. Giuliano, Menegazzo, Quadri e soprattutto "La Venezia trionfante" denominato poi più semplicemente Florian da nome del padrone. Bisogna avvertire subito gli estimatori che i prestigiosi arredi e le orchestre in piazza furono aggiunti solo il secolo successivo; nel settecento i locali erano semplicissimi e l'unico lusso richiesto ed apprezzato era la possibilità di leggervi i giornali che provenivano da tutt'Europa.
Oltre ai caffè era d'uso ritrovarsi in farmacia, mentre i più fortunati si associavano, raccoglievano le quote e pagavano l'affitto d'un appartamento per ritrovarsi, questa è l'origine anche etimologica dei famosi "casini" letteralmente piccole case, dato che non servivano per viverci. Altro luogo d'incontri fugaci e clandestini erano gli ammezzati sopra le botteghe di piazza San Marco, dove i Senatori tenevano parrucca e toga per non uscir di casa "mascherati".
Goldoni è il primo a portar la scena in questi luoghi privati. |
Tornato a Venezia, ebbe dei grandi risultati artistici con Gl'innamorati, commedia in italiano e in prosa, con I rusteghi, in veneziano e in prosa e con La casa nova e La buona madre. La sua produzione si inserisce fra l'Arcadia e l'Illuminismo. Dell'Arcadia eredita la reazione al formalismo del marinismo, in nome della natura, semplicità e spontaneità. Però ne rifiuta la trattazione di argomenti superficiali, privi di vero aggancio con la vita. In effetti, se il mondo poetico del Goldoni può sembrare idillico come quello arcadico, dato che le sue commedie più famose hanno un lieto fine, i suoi personaggi appartengono ad una classe sociale determinata, la piccola-borghesia ed in questo senso Goldoni è già un illuminista. Goldoni si pone, come appunto gli Illuministi che proprio in quegli anni pubblicavano l’Enciclopedia, un compito sociale: quello di riformare la commedia, senza drammatiche rotture, al fine di realizzare col pubblico, che non è più soltanto letterato, un nuovo rapporto, più immediato e personale. La riforma consiste nel sostituire la commedia dell'arte o "a soggetto" improvvisata su una traccia-canovaccio dagli attori, ciascuno dei quali rappresentava una maschera, ad es. Brighella, Pantalone, con la commedia scritta, fondata sulla psicologia dei caratteri. Scrive tragedie, tragicommedie, melodrammi e commedie, ma è soprattutto a quest'ultime che deve la sua fama. Goldoni insomma è anti-barocco, anti-manierista, anti-scolastico, benché ignori dell'Illuminismo gli ideali politici veri e propri. Il piccolo mondo della borghesia in ascesa nella Venezia pur decadente è un mondo che nell'opera del Goldoni ha una morale sobria, moderata, arguta, non bigotta, priva di eccessi e di ipocrisia. Venezia, dopo essere stata sconfitta dai turchi (1718) aveva assistito alle invasioni delle sue terre da parte degli eserciti spagnoli, austriaci e francesi e si era rassegnata a questo, sperperando i capitali accumulati in precedenza. La situazione dei contadini e dei popolani era diventata molto difficile. continua a pagina 33 |