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La Giornata della Legalità. La Fidapa a Roma l’ha onorata così

di Antonella Pagano

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Amerete Amerete una sola volta. Amerete un solo amore, un solo Dio che vi aiuterà. Ama una donna che ti faccia felice, una di quelle che ti faccia volare, che ti faccia sentire unico, o ti faccia sentire uno, in mezzo a tanti. Ama un uomo che ti rispetti, che colga tutto di te, da un bacio, ad un figlio, dalla gioia, al dolore, dal bene, al male. Amerete… Amerete fra di voi Sempre e di continuo Ma solo una volta amerete. L’Avv. Paola LATES del Telefono Rosa, in vece della Presidente Nazionale Maria Gabriella Moscatelli, dopo aver manifestato la difficoltà d’intervenire a seguire le parole poetiche di Luana, torna al compito d’ intervenire in un consesso prezioso, soprattutto per denunciare che “oggi le donne rappresentano il più grande numero di persone seviziate. Ben 1000 donne l’anno si rivolgono a Telefono Rosa; delle 999 nel 2006, circa 300 sono state straniere. Dato altrettanto scoraggiante è anche quello che tutte avevano subìto violenza da uomini italiani. Allora debbo desumere che è un problema sociale, peraltro tale viene anche percepito dalle persone. Viene spontaneo chiedersi come educhiamo a scuola; come sia possibile la realtà della violenza anche tra ragazzi e ragazze. Perché tanta violenza anche su ragazzi e uomini; è un problema di educazione ? Il rispetto dell’altro dov’ è finito ? C’è un nuovo progetto di legge al Consiglio dei Ministri all’interno del quale non si parla affatto di aiuto psicologico ai violentati e ai violentatori, eppure, ove questi non siano aiutati in tali forme, recidivano, e la cosa finisce per ripetersi all’infinito. Su 100 persone condannate e successivamente trattate con trattamento psichiatrico - psicologico ad hoc, solo il 25% ha recidivato; su 100 non trattati invece ha recidivato il 50%. Il trattamento, inoltre, va applicato a tutta la famiglia essendo in giuoco il rapporto di tutti con tutti. E veniamo al problema degli adolescenti; questi cominciano con il giuoco erotico per passare successivamente allo stupro, alle foto, poi alla divulgazione delle foto a seguito di che il violentato è costretto ad andar via non solo dalla scuola, anche dalla città; quindi la cosa si perpetua, si estende e si ingigantisce. Altro fenomeno assai presente e assai complesso è la mancata denuncia, omessa per dimenticare, per estraniarsi, per non poter affrontare le ingenti spese dei processi; questi ultimi, per esempio, andrebbero patrocinati dallo Stato. Allorché è in gioco l’art. 12 si parla di pena, dunque le pene vanno comminate previa la considerazione delle condizioni psico-fisiche. La violenza è violenza sempre e comunque, se questo principio non passa, si perpetra violenza su violenza. V’è anche la necessità di batterci sui concetti giuridici. Di questo, in quanto Centro di ascolto, studio e assistenza, ce ne occupiamo già da 19 anni.
1000 persone che si son rivolte a noi sono una enormità; 60 volontarie tra avvocatesse e psicologhe per molte ore al giorno, è davvero tanto. La democrazia nasce quando c’è consapevolezza d’informazione e della battaglia da compiere perché l’informazione sia la più completa e soddisfacente possibile. La dott.ssa Fosca NOMIS della Save the children dichiara immediatamente di voler parlare di bambine-future donne. A loro non bisogna pensare come sottintese alle dichiarazioni delle donne o ai diritti in generale. Importantissimo quando non prioritario è il diritto all’istruzione; è la prima cosa che combatte la discriminazione; naturalmente la scuola è importante, ma lo è di più la scuola di qualità. Ecco allora l’importanza che gli insegnanti siano preparati, che la pedagogia sia onorata; in pratica che il diritto all’istruzione è vivo allorché non è

soltanto scritto. Quanto ai banchi separati, se si dovesse credere, e vi sono molti casi in cui ciò è vero, che rappresentino la soluzione, che assicuri la sicurezza e i genitori grazie ai banchi separati son più tranquilli, noi si crede che non siano affatto quelli i deterrenti giusti. Fra l’altro, se vengono fatti questi pensieri, è come dire che la scuola viene percepita, avvertita e vissuta come luogo non sicuro. Altri quesiti importanti sono: conosciamo bene qual’è il limite tra lecito e illecito ? Non è più semplice pensare che la donna sia soggetto di diritto e che tali diritti vanno rispettati ? La nostra Associazione lavora molto nei paesi interessati da eventi bellici e, in modo particolare con l’istruzione perché questi Paesi possano avere un domani, perché l’infanzia, le bambine, le ragazze abbiano un domani e godano di diritti. La dott.ssa Paloscia tiene a rammentare come la FIDAPA, quale Movimento di opinione, si stia impegnando tantissimo nella promozione della donna. L’Avv. Maria GUALDINI del Foro di Parma, Presidente Nazionale ULP -Unione Professioni Legali- associazione che si pone l’ambizioso obiettivo di coniugare il confronto intergenerazionale con il dinamismo multidisciplinare; è infatti aperta ai diversi soggetti che si occupano di diritto, quali avvocati, praticanti avvocati , laureandi in Giurisprudenza, professori universitari, ricercatori, notai, consulenti legali, giuristi d’impresa, nonché a tutti i professionisti del diritto. Possono altresì chiedere di essere iscritti all’Associazione, in qualità di “aderenti”, senza diritto di voto, quei soggetti non esercenti né una professione, né altra attività inerente le professioni del diritto, ma che reputino strumentali ai loro interessi, privati e/o pubblici, le iniziative della stessa intrapresa. “Avrei dovuto fornirVi un escursus della normativa vigente, in ambito nazionale ed internazionale, in difesa delle donne e dei soggetti deboli, tuttavia, viste le autorevoli relazioni precedenti che si sono succedute e l’ora tarda, Vi fornirò alcune mie brevi considerazioni. Esaminando la problematica sotto l’aspetto delle violenze perpetrate sulle donne e sui minori, vorrei ricordare che, secondo un’indagine condotta dal Centro per il controllo democratico delle Forze armate di Ginevra, i cui dati sono stati pubblicati nell’anno 2005, è emerso un progetto sistematico di eliminazione delle femmine, solo in quanto tali, vittime di omicidi, fame, povertà, in quei paesi tra cui la Cina, l’india ed altre popolazioni africane, laddove la nascita di una donna è equiparata ad una sorta di sciagura. Si è stimato tale eccidio in un milione in meno di bambine non nate, causa aborti indotti spesso contro la volontà delle madri stesse, oppure l’uccisione della bambina appena nata, fenomeno assurto alle cronache dei nostri telegiornali per la vicenda di interi paesi cinesi ed indiani abitati da soli maschi, i quali devono spostarsi dai loro territori per trovare moglie. Ma la situazione non è rosea neppure nella nostra Unione Europea se uno studio censito, sempre nell’anno 2005, ha accertato che la prima causa di morte delle donne tra i 16 anni ed 44 anni è data dalle molestie sia psicologiche ( non dimentichiamo che a lungo andare le torture psicologiche possono ridurre la persona sottopostavi in uno stato di annichilimento profondo sino alla sua totale distruzione) sia violenze fisiche di vario grado e genere, omicidio compreso: una situazione drammatica se si pensa che tutto ciò avviene nei nostri paesi occidentali reputati, forse a torto, democratici. Non crediamo poi che tale soglia, a distanza di due anni, si sia abbassata posto tutte le notizie di cronaca

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