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Editoriale
Il fenomeno del momento "la spazzatura" ovvero i rifiuti solidi urbani

di Pietro Giovanni Lucarelli

Viviamo, si, nell'era tecnologica ma anche nel terrore dei Rifiuti Solidi Urbani. Noi proviamo a fare un paragone dei tempi vissuti in una piccola comunità come la nostra che proponiamo per fare le dovute considerazioni. Negli anni '60, o giù di lì, Colobraro con i suoi 3000 o forse pi abitanti viveva la sua raccolta e trasporto dei rifiuti, così come la foto qui pubblicata dimostra.

Le vie del paese erano ancora non del tutto lastricate o asfaltate, eppure un uomo solo col suo somarello carico di due bidoni di legno, e lui stesso a cavallo, provvedeva alla pulizia e al trasporto dei rifiuti, o immondizie che dir si voglia, nei piccolissimi punti di raccolta che col passare del tempo diventavano ottimo concime per gli orti vicini al centro abitato.
Quest'ultimo aveva balconi pieni di fiori di ogni genere: dai garofani rossi, bianchi, vermigli e tante rose sui davanzali, e in ogni ingresso di casa; vi erano viti secolari che producevano uva da tavola ed anche da vino, in abbondanza. L'abitato quindi era pieno di alberi da frutta che ne producevano in quantità, come succulenti fichi di ogni genere. Insomma tutto era bello ed accogliente, si respiravano profumi naturali.
Oggi, siamo circa 1200 anime, il paese pulito, ma non troppo, infatti alcune strade del centro verdeggiano di erbe fresche, per sfamare quei greggi che non vi sono più, ad attraversarli ed inondarli di "biglie", come dice il prof Robert Rowley, eppure abbiamo la raccolta differenziata, molti bidoni ove depositare quello che viene raccolto; al posto del somaro vi è un grosso camion compattatore, ma il paese non è quello di 50 anni fa: cresciuto solo in fabbricati che restano vuoti per 300 giorni all'anno.
Spiegate voi, cari lettori, come mai, il caso di dirlo, "si stava meglio quando stavamo peggio?".
A chi attribuire questa struggente realtà dei rifiuti solidi urbani? Prendendo in esame il problema del momento, cioè quello che vive la Regione Campania, trasportandole nella realtà di un piccolo paesino di collina, vediamo che le cose sono sovrapponibili. Se non credete che il paragone sia lo stesso, provate ad immaginare  gli abitanti di una città che curano i loro rifiuti direttamente, risulterebbe addirittura ardua impresa ma noi siamo propensi a credere che tutta la città e non importa quanto sia

grande risulterebbe curata al punto giusto, vedi il proverbio di Confucio che dice: "Se ogni cittadino pulisse davanti alla propria casa tutta la città risulterebbe pulita".
Oggi, però, siamo nel 2007, ed è giusto che le cose non restino sempre immutate, ma fatemi di grazia capire: con l'acquisizione della conoscenza dobbiamo credere che il cambiamento è in positivo e non in negativo? Anche perché paghiamo fior di soldoni per essere liberati dalla nostra produzione di rifiuti, di fatto anche a distanza di tanti anni un somaro non costa quanto un camion compattatore, come questo che qui pubblichiamo, e un uomo solo non fa il lavoro di tanti eppure si smaltiva; quindi, se non è l'amore per il proprio lavoro a tenerci pulite le strade, forse è il nostro sistema di vita che permette gli accumuli stratosferici.


Camion compattatore

Ecco, tanto per dare il nostro parere, diciamo da profani che non serve portare i nostri rifiuti in altre nazioni per "ridurli di volume" e poi riprenderceli come scorie ancor più nocive di prima.
La nostra soluzione è quella di creare da noi i termodistruttori necessari e poi le ceneri residue sigillarle in appositi contenitori ed infine inglobarli in blocchi di cemento ben numerati e datati. Da usare, questi ultimi, per la formazione di muraglioni a sostegno delle scarpate delle strade sempre in stato franoso a cui il contribuente deve sempre mettere mano.
La soluzione dei mali che da soli ci procuriamo con una sovrabbondanza di diossina ci fa ammalare e poi dopo tanto soffrire, anche morire.
Forse la risposta sta in ognuno di noi e bene faremmo ad interrogarci in proposito. Domanda: è normale depositare per le vie dei centri abitati casse, armadi, frigoriferi, batterie d'auto esauste e quant'altro materiale in disuso si trova nelle nostre cantine? Crediamo che se ogni cittadino provvedesse a distruggere con i propri mezzi i rifiuti vegetali e biologicamente degradabili, come si faceva una volta, forse anche le campagne tornerebbero ad essere meno inquinate e più produttive. Così si potrebbe avere tanto di più dalle nostre terre, con le città pulite, e la vita si allungherebbe di tanto e in meglio.

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