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Viviamo, si, nell'era tecnologica ma anche nel terrore dei Rifiuti Solidi Urbani.
Noi
proviamo a fare un paragone dei tempi vissuti in una piccola comunità
come la nostra che proponiamo per fare le dovute considerazioni. Negli
anni '60, o giù di lì, Colobraro con i suoi 3000 o forse pi abitanti viveva la sua
raccolta e trasporto dei rifiuti, così come la foto qui pubblicata dimostra.

Le vie del paese erano ancora non del tutto
lastricate o asfaltate, eppure un uomo solo col suo somarello
carico di due bidoni
di legno, e lui stesso a cavallo, provvedeva alla pulizia e al trasporto
dei rifiuti, o immondizie che dir si voglia, nei piccolissimi punti di raccolta che col passare del tempo
diventavano ottimo concime per gli orti vicini al centro abitato.
Quest'ultimo aveva
balconi pieni di fiori di ogni genere: dai garofani rossi, bianchi, vermigli e tante rose
sui davanzali, e in ogni ingresso di casa; vi erano viti
secolari che producevano uva da tavola ed anche da vino, in abbondanza. L'abitato
quindi era pieno di alberi da frutta che ne producevano in quantità,
come succulenti fichi di ogni genere. Insomma tutto era bello ed accogliente,
si respiravano profumi naturali.
Oggi, siamo circa 1200 anime, il paese pulito, ma non troppo, infatti
alcune strade del centro verdeggiano di erbe fresche, per sfamare quei
greggi che non vi sono più, ad attraversarli ed inondarli di "biglie", come
dice il prof Robert Rowley, eppure abbiamo la raccolta differenziata, molti bidoni ove depositare
quello che viene raccolto; al posto del somaro vi è un
grosso camion compattatore, ma il paese non è quello di 50 anni fa: cresciuto solo in fabbricati che restano vuoti per 300 giorni
all'anno.
Spiegate voi, cari lettori, come mai, il caso di dirlo, "si stava meglio
quando stavamo peggio?".
A chi attribuire questa struggente realtà dei rifiuti solidi urbani?
Prendendo in esame il problema del momento, cioè quello che vive la Regione Campania,
trasportandole nella realtà di un piccolo paesino di collina, vediamo che le cose sono sovrapponibili.
Se non credete che il paragone sia lo stesso, provate ad immaginare
gli abitanti di una città che curano i loro rifiuti direttamente,
risulterebbe addirittura ardua impresa ma noi siamo propensi a credere
che tutta la città e non importa quanto sia |
grande risulterebbe curata al punto giusto, vedi il proverbio di Confucio
che dice: "Se ogni cittadino pulisse davanti alla propria casa tutta la
città risulterebbe pulita".
Oggi, però, siamo nel 2007, ed è giusto che le cose non restino sempre
immutate, ma fatemi di grazia capire: con l'acquisizione della conoscenza dobbiamo
credere che il cambiamento è in positivo e non in negativo? Anche perché
paghiamo fior di soldoni per essere liberati dalla nostra produzione di
rifiuti, di fatto anche a distanza di tanti anni un somaro non costa quanto
un camion compattatore, come questo che qui pubblichiamo, e un uomo solo non fa il lavoro di tanti
eppure si smaltiva;
quindi, se non è l'amore per il proprio lavoro a tenerci pulite le strade, forse
è il
nostro sistema di vita che
permette gli accumuli stratosferici.

Camion compattatore
Ecco, tanto per dare il nostro parere, diciamo da profani che non serve portare i nostri rifiuti in altre nazioni per "ridurli di volume" e poi riprenderceli come scorie ancor più nocive di prima.
La nostra soluzione è quella di creare da noi i termodistruttori necessari e poi le ceneri residue sigillarle in appositi contenitori ed infine inglobarli in blocchi di cemento ben numerati e datati. Da usare, questi ultimi, per la formazione di muraglioni a sostegno delle scarpate delle strade sempre in stato franoso a cui il contribuente deve sempre mettere mano.
La soluzione dei mali che da soli ci procuriamo con una sovrabbondanza di diossina ci fa ammalare e poi dopo tanto soffrire, anche morire.
Forse la risposta sta in ognuno di noi e bene faremmo ad interrogarci in proposito.
Domanda: è normale depositare per le vie dei centri abitati casse, armadi, frigoriferi, batterie d'auto esauste e quant'altro materiale in disuso si trova nelle nostre cantine? Crediamo che se ogni cittadino provvedesse a distruggere con i propri mezzi i rifiuti vegetali e biologicamente degradabili, come si faceva una volta, forse anche le campagne tornerebbero ad essere meno inquinate e più produttive.
Così si potrebbe avere tanto di più dalle nostre terre, con le città pulite, e la vita si allungherebbe di tanto e in meglio. |