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LucaniArt
La novità culturale più stimolante del mondo on-line lucano festeggia un anno di vita.
“LucaniArt”, spazio web dedicato a riflessioni sui movimenti e sulle attività culturali e artistiche legate alla terra di Lucania, in questi dodici mesi di attività ha superato le 20.000 visite e 34.000 pagine consultate. Tantissimi i contatti da fuori regione, per scoprire le tendenze letterarie dei nuovi autori e per approfondire le conoscenze sugli autori classici lucani.
Attenzione particolare verso la nostra cultura è stata dimostrata da lettori-studiosi degli Stati Uniti e del Nord Europa. “LucaniArt” nasce dall'incontro e da una “passione intellettuale" maturata e condivisa negli anni, senza fini di lucro, da Maria Pina Ciancio (coordinatrice del progetto), Maria Luigia Iannotti, Rocco Grieco. Collaborano al progetto con i loro interventi Gina Labriola - Mariano Lizzadro - Teresa Armenti - Francesca Zito - Nunzio Festa - Luigi Cannella - Antonio Nicastro.
“I tanti contatti ottenuti e gli apprezzamenti che abbiamo ricevuto in questi mesi ci rendono soddisfatti di questo lavoro sulla scrittura che portiamo avanti talvolta con fatica e sforzo, ma sempre con tanto entusiasmo e serietà – dichiara la curatrice del progetto Maria Pina Ciancio.
Il nostro blog propone periodicamente profili e note di lettura su opere scelte (contemporanee e non), recensioni e riflessioni, al fine di cogliere tendenze e sfumature stilistico-culturali sulla poesia e il romanzo in Basilicata”.
LucaniArt è un’antologia web in cui sono presenti riflessioni, interviste e recensioni su autori affermati ed emergenti come Gina Labriola, Raffaele Nigro, John Giorno, Mimmo Sammartino, Lorenza Colicigno, Claudio Elliott, Andrea Di Consoli, Francesco Arleo, Vincenzo Corraro e tanti altri ancora.
Con 160 articoli pubblicati lo spazio web di LucaniArt è un prezioso archivio di documentazione letteraria sulla scrittura in Basilicata. Per visitare e scoprire le novità del blog basta collegarsi all’indirizzo:
http://lucaniart.blogspot.com
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Opera di Giuseppina Ferraro
IL RULLARE DEL MARE
In un tempo molto lontano, un
papà portò sulla spiaggia il suo bambino per presentargli il mare.
Ivi giunti il papà dice al piccolo: vedi, figlio, questa immensa massa di
acqua salata ha tante virtù e tesori nascosti, ma anche tanta rabbia che
solo a pensarla mette paura.
Non finisce di dire questa frase che un urlo potentissimo si leva dalle
acque e questi stesse rullano con forza. Ecco, esclama l'uomo, questa è
la forza del mare che nessun uomo potrà mai vincere, in essa si soccombe
sempre.
Il bambino ammirato dal movimento si dispone per avvicinarsi all'acqua,
ma il papà lo frena e dice ancora: mai avvicinarsi al Mare in tempesta,
perché arreca solo morte.
Il Bimbo: papà, ma quei giovani che con le loro tavole sotto i piedi
cavalcano queste onde perché non periscono? Figlio, riprende il papà, quei
sventurati non hanno cura del più prezioso dono che il Signore gli ha
donato che è la vita, loro la rischiano in quel gioco banale che non ha
virtù alcuna se non quella di appagare un istinto "citrullesco".
Il bimbo, papà ma che dici, che cosa è uno spirito citrullesco? vedi,
figlio citrullo vuole dire semplicemente uomo sciocco che non sa
apprezzare un prezioso dono come è appunto la vita.
Un uomo saggio non rischierebbe mai la propria vita su di un legno che
non raggiunge neppure un metro di misura.
Tu, figlio, guardati dalla forza delle acque perché sono senza fine ed
indomabili dalla mano dell'uomo, proprio come il fuoco che è una forza
ugualmente potente.
Il bimbo: papà, se il mare è tanto cattivo perché tutti gli vogliono
tanto bene? Il papà, vedi figlio, il buon Dio non ha creato un mondo
buono e uno cattivo, sono due cose che si compendiano; anche se devo
dire che il buono prevale quasi sempre sul cattivo; infatti, il mare è
buono, bisogna solo attendere il momento buono e così il rischio è
minimo, con una buona conoscenza dei pericoli si riesce ad ottenere da
esso il meglio.
Il mare è un custode molto vigile e non permette di farsi depredare, se
lui non vuole; ti ricordi le antiche anfore trovate in fondo al mare
qualche anno fa? Sì, quelle che avevano più di mille anni? Sì, proprio
quelle risponde il papà: lui il mare le ha custodite per tanto tempo per
darle a quei sub che le ha riportate alla luce, affinché potessero
dare la loro testimonianza alle genti di mille anni dopo, che
li avevano costruite ed usate o fatti oggetti di scambi con altri di
altre civiltà.
Ecco dunque: nella vita bisogna sempre valutare i rischi che ogni
attività comporta per vivere meglio e più a lungo possibile.
Quando il fato col suo sinistro destino interviene l'uomo deve avere
sempre due cose in se presenti: la fede in Dio per salvarsi l'anima e
l'azione buona che col tempo torna a vantaggio delle nuove generazioni.
Vedi, le anfore di mille anni fa che ancora oggi insegnano a non sprecare
la vita in rischi inutili come i giovani che cavalcano le onde con quei
legnetti sotto i piedi: basta un nulla per perdere la vita che è il
dono più prezioso.
Non appena finito di dire queste cose, il mare, quasi per incanto, si cheta ed
affiorano sulla spiaggia oggetti di altre epoche ed anche, ahimè, il
cadavere di un sub ancora con la sua muta.
Ecco figlio, dice ancora il papà questo è il mare non sai mai quello che
ti riserva: ora trovi tesori, gioie, ora dolori, ora il necessario per
nutrirti, con i suoi pesci di ogni specie e grandezza ed anche
pericolosità.
Tutto questo ed altro ancora caratterizza la forza del rullare del mare. |