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Il libro di Giovanni Lombardi, dal titolo “Teatro che passione” edito dalla Casa Editrice Ibiskos di Antonietta Risolo,
oltre al gradimento del pubblico, ha riscosso l’apprezzamento del Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano il quale
ha assicurato che prima della fine del suo mandato farà una visita in Toscana ricca non solo di bellezze naturali ma
anche di un interessante patrimonio artistico (Leonardo, Benozzo, Bozzoli, Il Museo ceramico di Montelupo fiorentino
in provincia di Firenze, ecc. ...).
Abbiamo avvicinato l’autore che ci ha rilasciato la seguente nota:
“il libro è soprattutto una testimonianza della mia vita di giornalista, di docente universitario, di critico teatrale
che ho situato nello scenario delle vicende storiche del 900’ e delle esperienze personali.
Niente supponenza storiografica e letteraria, ma l’intento di offrire ai giovani di oggi la testimonianza di un giovane
(oggi ultraottantenne) che ha operato e soprattutto sofferto dentro l’infuocato orizzonte novecentesco.
Mi ha fatto piacere l’apprezzamento del Presidente della Repubblica e l’ospitalità del libro presso l’Archivio storico
come testimonia la lettera allegata che pubblichiamo a margine:
Segretario Generale della Presidenza della Repubblica
Servizio Archivio Storico,
Documentazione e Biblioteca
Prof. Giovanni Lombardi
Via Renato Fucini, 124
50053 Empoli (FI)
Gentile Professore,
E’ pervenuto al Presidente della Repubblica il volume “Teatro che passione” saggio da Lei cortesemente inviato.
Il capo dello Stato desidera farLe pervenire il suo ringraziamento unitamente all’apprezzamento per questa Sua interessante pubblicazione.
Riceva dal Presidente Giorgio Napoletano i migliori saluti e gli auguri per il prosieguo della Sua
attività.
Dottor Roberto Gallinari.
Debbo ricordare che frequentai Napoletano negli anni 60/70 e questa amicizia è rimasta.
Mi sono permesso di invitarlo ad Empoli e in alcuni paesi limitrofi della Toscana ed ho passato la pratica al Sindaco (che ha fatto la prefazione del libro) in quanto l’invito da un fatto personale segue la richiesta istituzionale.
Incontri sono in corso nelle scuole superiori dove per la lodevole iniziativa di tre importanti ditte private è arrivato un congruo numero di copie.
Il mio precedente libro è stato onorato dalle prefazioni del filosofo Eugenio Garin e del poeta Mario Luzi
scomparso da qualche anno”.
UNA PROSPETTIVA PER LA FORMAZIONE - PRODUZIONE E
TEMATIZZAZIONE
Sulla non facile situazione della formazione e delle competenze dei giovani, un valido contributo è venuto dal sociologo Carlo Catarsi dell’Università di Firenze con il libro “ Competenza e persona” in cui sostiene che l’individuo non è un essere a se stante, ma ha bisogno del contatto con gli altri e delle competenze per affrontare la vita della società.
Già dalla filosofia greca veniva sottolineato che l’uomo è un animale politico e sociale volendo intendere con questa notazione che anche in quel periodo si capiva la necessità di considerare l’individuo non come entità a sé stante, ma come un soggetto necessariamente inserito in un contesto pubblico.
Ciò nell’interesse suo e della società.
L’analisi di Carlo Catarsi, mentre sottolinea il primato della persona, mette in evidenza che nella complessa realtà di oggi, abbisogna non solo del supporto sociale, ma della necessaria competenza imposta dai cambiamenti tecnologici e delle esigenze di una velocizzazione dei rapporti con la realtà sociale ed industriale.
Nell’affrontare questo problema, l’autore propone una prospettiva sociologica per la formazione continua, intrattenendosi sul rapporto fra la competenza sociale e la competenza specifica di cui i giovani hanno bisogno per affrontare i problemi del futuro.
Nel processo competenziale un ruolo importante viene esercitato dall’apprendimento i cui processi hanno origini che affondano le radici nelle origini della “ specie”, diramazioni che si espandono nella mente dell’individuo.
Le competenze si acquisiscono all’interno della famiglia, nell’istituzione scolastica e nei corsi di formazione professionale per quanto concerne le competenze degli operai impiegati in un determinato settore produttivo.
Il libro offre anche una base teorica e metodologica dell’elaborazione dell’errore nella prospettiva della formazione continua dove si verificano continui errori nell’acquisizione delle competenze da parte dell’individuo che talvolta può apparire frustrante e costituire un blocco nel processo di acquisizione delle competenze.
Gli attori sociali, dalla famiglia ai formatori per conto delle aziende che interagiscono in quest’ambito ai fini della metabolizzazione delle competenze redarguiscono continuamente l’individuo cercando di eliminare l’errore .La correzione dell’errore acquista un senso positivo in ordine alla competenza (implicitamente o esplicitamente) richiamata per restaurare l’errore imputato.
Inoltre la sua elaborazione si colloca quindi sul territorio delle definizioni delle competenze.
La complessa realtà di oggi rischia di far preferire le scorciatoie alle competenze fondate su uno scenario conoscitivo e culturale.
Pagg. 144, 2007 Franco Angeli costo 14 Euro. |
La
condizione di lavoratore a termine non riguarda soltanto i giovani e crea
non pochi problemi sia per formarsi una famiglia (una delle ragioni per le
quali molti giovani si sposano sui 30 anni è ascrivibile anche a questo
problema), sia per il futuro di tante persone che potrebbero ritrovarsi con
una pensione piuttosto bassa.
A complicare la situazione ci si mette anche la crisi occupazionale più
volte ribadita e quindi ci troviamo davvero in una situazione di stallo.
Questo problema non investe solo il paese ma anche alcuni paesi europei come
la Francia dove per combattere questa piaga e soprattutto per combattere una
legge sul primo impiego considerata punitiva da parte di molti giovani, ha
provocato una serie di manifestazioni in cui si sono verificati alcuni
scontri tra la polizia ed i dimostranti.
In questi paesi oltre a rappresentare una piaga insanabile se non si
prendono provvedimenti seri in materia, è stato uno dei punti all’ordine del
giorno dei due schieramenti politici durante la scorsa campagna elettorale.
Pertanto bisogna risolvere subito questo problema se non vogliamo trovarci
tra venti anni quando i giovani di adesso saranno dei quarantenni e si
porranno il problema dell’esigua pensione che percepiranno a causa della
mancanza di contributi.
Il problema non si risolve con i lavori socialmente utili che malgrado
offrano una discreta retribuzione, non garantiscono una stabilità economica.
Non solo ma anche, i lavori con contratto a termine non garantiscono
un’adeguata stabilità economica e quindi una pensione dignitosa.
Sulla base di questa agghiacciante realtà occorre in primo luogo creare
maggiori opportunità occupazionali per collocare i giovani disoccupati in
particolare di quelli dell’entroterra lucano dove è presente un discreto
numero di disoccupati in particolare giovani che per la prima volta si
affacciano nel mondo del lavoro.
Connesso al problema della grave crisi economica che investe il Sud in
particolare la Basilicata vi un altro problema ugualmente importante che è
rappresentato dalla fuga di alcuni cervelli dal Sud per andare a svolgere il
loro lavoro di carattere prettamente scientifico altrove ed impoverire
ulteriormente questa regione.
In sostanza Bisogna investire in infrastrutture e promuovere lo sviluppo
economico e risolvere così la dilagante piaga del sottosviluppo. |