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III^ RASSEGNA
di ARTE E CULTURA LUCANA
(Michele Enrico Carafa)

di Nicoletta Ferrara

RITRATTO di Gianni Latronico
sulla cartolina illustrata

di Maurizio De Simone


Michele Enrico Carafa da giovane

Proponiamo ai nostri lettori una breve sintesi della relazione che la professoressa Nicoletta Ferrara ha tenuto alla III rassegna di arte e cultura lucana; intesa a ricordare l'illustre nostro conterraneo.
Il principe M. E. Carafa dedicò la sua esistenza alla musica, che visse buona parte della sua vita in Francia dove venne a contatto con una realtà molto diversa ma che tuttavia rimase legato ai costumi della sua terra d'origine che fu per lui anche motivo di ispirazione per la sua musica.
Trattasi del compositore Principe Michele Enrico Carafa discendente di un nobile casato di Colobraro che nacque a Napoli nel 1787, studiò presso il conservatorio di Santa Maria di Loreto, benché la famiglia sognasse per lui una brillante carriera militare per cui l'aveva iscritto al collegio militare della Nunziatella.
Quando agli inizi del 1800 i francesi arrivarono nel regno di Napoli, Michele Enrico Carafa subì il fascino delle nuove idee venute d'oltralpe e trascinato dall'entusiasmo di quei tempi si trasferì a Parigi per completare i suoi studi musicali.
Ed è proprio dalla Francia che si rinvengono numerose testimonianze del suo glorioso successo che durò fino alla sua morte avvenuta nel 1872.
I contesti culturali ed ambientali a cui si ispirò nei suoi vari generi musicali furono per le opere cosiddette serie i luoghi loschi, cupi, gli intrighi di corte dei castelli della Loira, mentre per le opere comiche e persino religiose gli ambienti contemplativi, i paesaggi mozzafiato, le campagne e le comunità religiose che il feudo di Colobraro poteva offrirgli ogni qualvolta vi faceva ritorno, si dice non solo per le battute di caccia, ma anche per la storia con una misteriosa nonché affascinante signora colobrarese che fu anch'essa per lui una musa ispiratrice.
Durante i suoi viaggi in Italia frequentò i maggiori teatri quali il San Carlo di Napoli, la Scala di Milano, la Fenice di Venezia, ed allacciò una stretta amicizia e collaborazione con il Rossini che in una annotazione disse di lui "Carafa è un valente compositore che io stimo ed apprezzo davvero per la spontaneità e la facilità delle sue melodie e per la finezza di gusto".
Sicuramente tra le opere di maggiore successo ricordiamo il Masaniello ripetuto a Parigi per ben 136 sere di fila sempre con maggior successo.
Nel 1994 fu istituito a Colobraro il parco musicale intitolato a Michele Enrico Carafa con l'intento di promuovere iniziative artistico-culturali e anche per far conoscere al grande pubblico la figura e le opere del Carafa. Ovviamente l'istituzione del parco musicale comportò notevoli ricerche, gran parte del materiale ci è pervenuto dalla bibliotèque musèè de l'operà de Paris e dal conservatorio National de musique de Paris da cui si evince la mole di lavoro realizzata dal Carafa durante la sua permanenza in Francia.
Domenica 27 maggio scorso presso l'Auditorium della Cassa Rurale di Policoro si è tenuta una manifestazione "Terre di Lucania 2007" organizzata e diretta dal Maestro Carmine Lista.
In questa 3° rassegna di arte e Cultura Lucana si è voluto rendere omaggio a degli  artisti legati alla nostra terra. A tale evento hanno preso parte i poeti Giovanni Di Lena, Attilio Leonardo Franchini, Maria Varasano e Pinuccio Digno che ha recitato i versi di Albino Pierro. Per la parte musicale si sono esibiti il maestro Lista con la sua chitarra, Maria Chiara Sacco al pianoforte accompagnata dal soprano Nunzia Oriolo che hanno eseguito brani del compositore Michele Enrico Carafa, musicista prescelto per questa serata.
Come già detto la figura di Michele Enrico Carafa è stata ricordata dalla scrivente che, in breve, ha illustrato la vita di questo principe compositore discendente da un nobile casato di Colobraro; lo stesso nacque a Napoli nel 1787 e visse buona parte della sua esistenza in Francia da dove ci provengono numerosi testimonianze della sua fertile produzione artistica.
Inoltre, nello stesso auditorium è stata allestita una mostra di pittura di A. 1. Franchini, Antonio Di Matteo, Santino Biscaglia e Gilda La Torraca.
La serata è stata allestita dalla partecipazione di giovani attori di Nova Siri appartenenti alla compagnia teatrale "i fuochi fatui".
Dopo la lunga lista delle manifestazioni e degli artisti che le hanno animate, ritengo che sia d'obbligo esprimere un mio modesto parere sul successo della magnifica serata ricca di ottimi eventi di cui sono stati artefici artisti di indubbia professionalità; ad essi rivolgo le mie congratulazioni ed un affettuoso saluto con l'auspicio di incontrarci di nuovo il prossimo anno e non posso chiudere questa mia breve sintesi senza menzionare il gran successo tributato con lunghi e scrosciante applausi alle musiche del Carafa.


Ruderi del Castello Carafa a Colobraro

LO SCAMBIO D’IMMAGINI NELL’ARTE di Maurizio DE SIMONE
Essendo un instancabile giramondo, Maurizio De Simone visita ridenti località, siti ameni, posti incantevoli in Italia (come S. Teresa di Gallura, Termoli, Capri, Gubbio, Sulmona, Roma, Catanzaro) e nel mondo (come New York - Tullins – Furer – Tokyo – Paris – Athens – Mosca). Trasforma questi paesaggi in vedute panoramiche, su cartoline postali, buste da lettera, finti francobolli o su tela, come proposte per francobolli o come attuazione degli stessi, senza dentelli, sempre apposti in alto, a destra, distanziati da quelli autentici, in basso, a sinistra. Lo scambio d’immagini è evidente ed immancabilmente i francobolli veri rimangono intatti, mentre quelli finti d’autore sono timbrati con immensa gioia sia da parte del mittente di Via Petrarca 50, che del destinatario di Via Capraia 740 o altrove e degli oggetti di scambio stesso. Cartoline illustrate e postali, lettere variopinte e affrancate, plichi variegati e arrotolati partono da Palermo e tornano a Palermo, all’Atelier “Il Capitello”, da dove sono stati spediti, per il finto francobollo annullato, per il destinatario sconosciuto, per gli indirizzi immaginari o reali. Così, il pittore fa voli pindarici; viaggia con le sue creature e rimane in ansia ad attenderne il ritorno, con l’intima soddisfazione d’aver fatto loro conoscere il mondo, con riscontri di autentici annulli filatelici, su vere missive e finti bozzetti, in Italia, Tunisia, U. S. A., Francia, Russia, ecc. Oltre agli omaggi alle città turistiche, alle ville esotiche, alle poste italiane, Maurizio De Simone, con la sua opera pittorica e poetica, rende onore agli artisti della storia dell’Arte (come Morandi, Degas, De Chirico, Guttuso) e ai personaggi del cinema, della televisione, dello sport... C’è chi si ispira alla realtà, facendo quadri naturalistici; c’è chi si cala nella spiritualità, ideando opere astratte e chi, come il Nostro, è l’unico esponente di una nuova espressione artistica, che assomma in sé tutte le altre e che le supera sull’ala della fantasia ardita, aerea e dinamica. Lui ama il rischio, ma con prudenza; imita ritratti con verosimiglianza; compone finti quadri d’autore, con esattezza sbalorditiva, in uno scambio continuo di immagini e parti, di ruoli e funzioni, dichiaratamente, senza ingannare nessuno, lasciando agli altri la facoltà di scegliere. Chi non risica non rosica e, viaggiando sul filo del rasoio, Maurizio De Simone rischia di tagliarsi e di farsi male, ma per lui niente è più inebriante della sfida; sa che tentare non nuoce; il rischio è il suo mestiere; il pennello è il mezzo e l’arte assoluta è lo scopo finale della sua esistenza. Costretto ad errare è l’uomo, finché sulla terra s’attarda ad una meta e la sua meta è il giro del mondo, con le Poste Italiane, in treno, in aereo, in furgone, regalando emozioni a catena, ansia infinita e gioia di vivere agli estimatori della sua arte filatelica, numismatica, mediatica. Dall’alto della sua cattedra, a volte, il Prof. Maurizio De Simone si arroga il diritto di esaltare gli umili, di aiutare i deboli, di osannare i vinti e di conferire immortalità in vita ai soggetti delle sue opere, come ha fatto con Pippo Baudo e tanti altri, compreso se stesso ed il sottoscritto: Gianni Latronico RITRATTO DI GIANNI LATRONICO SULLA CARTOLINA ILLUSTRATA “Il finto e il vero” DI ANNULLI FILATELICI VERI SU FRANCOBOLLI FINTI REALIZZATI DALL’ARTISTA MAURIZIO DE SIMONE


Gianni Latronico

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