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Recensione
LIBRI CHE MERITANO DI ESSERE LETTI

di Alberto Virgilio

Vi sono libri che appena pubblicati conquistano il circuito della diffusione pubblicitaria in ambito nazionale, e ve ne sono altri che a causa della impossibilità o difficoltà di accesso alla Tv o ad altri organi d’informazione restano invece nell’ombra, o addirittura sconosciuti, pur se abbiano una solida valenza culturale. A quest’ultima categoria appartiene il recentissimo libro di Franco Vitelli, docente di letteratura italiana nell’Università di Bari, il quale propone con il titolo volutamente ironico e allusivo Minima letteraria (nella collana “Civiltà letteraria italiana” della Edisud Salerno, 2007, pp. 262, euro 20) una interessante ricerca di spunti letterari finora poco noti, riferibili a eventi e personaggi prevalentemente di origine lucana o comunque legati in qualche modo alla terra lucana.
La disamina di Vitelli si dispiega in molteplici direzioni, al fine di cogliere nelle attività degli autori da lui considerati, di provenienze professionali diverse, legami indiscutibili con l’area propria della letteratura, ponendo così nel dovuto risalto manifestazioni, comportamenti e tendenze naturali di persone che hanno sempre avuto nel cuore il culto della bella scrittura e il talento della fantasia e della creatività, quali ingredienti essenziali di quell’alimento dello spirito che nella materia letteraria trova appunto un insostituibile motivo di appagamento. Con il piglio tenace del ricercatore e con la competenza che gli deriva dal suo ruolo di cattedratico, Vitelli

spazia da un verso all’altro nella panoramica della sua multiforme osservazione critica, sempre nell’intento di scoprire brani e discorsi inediti o non sufficientemente divulgati, in cui l’espressione letteraria abbia comunque lasciata la propria inconfondibile impronta. Sembra quasi che la sua sensibilità nel settore della letteratura lo spinga ad operare alla maniera del rabdomante che avverte la presenza dell’acqua anche sotto la roccia. Ne risulta un ordito vario e suggestivo, che vuol essere anche un omaggio alla Lucania da parte di un suo valoroso figlio, sicché la sintesi del libro di Vitelli può essere costituita dalle parole pronunciate dall’insigne critico letterario Gianfranco Contini, che in occasione di un antico viaggio a Montemurro per onorare il poeta Leonardo Sinisgalli, rivolse alla gente lucana un vivo ringraziamento dichiarando testualmente (egli uomo del Nord) che il tuffo tra gli amici lucani si fa sentire "Arricchiti di virtù morali: l’umiltà, il lavoro silenzioso, la pace interna, il rispetto dei morti di questa regione, dove il filo che distingue vivi e morti non è più netto. Questo è un grande insegnamento etico."
Il giudizio elogiativo sui lucani, espresso nell’inedito (opportunamente recuperato da Vitelli) dell’intervento di Contini in omaggio a Sinisgalli, può costituire motivo di orgoglio per una terra ricca d’ingegni, di energie intellettuali e manuali di ogni tipo, non sempre presente in misura adeguata nell’attenzione della politica nazionale.

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