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Libri? di più: Libri d'Artista |
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Da simbolo di autorità e potere a icona laica e religiosa: il libro La mia frequentazione con i libri è particolarmente intensa, sin dai 5 anni allorché sono entrata nel mondo della scuola con la primina in quel di Montescaglioso con la maestra Castrignano. Li leggo, li scrivo, li faccio, li interpreto, ne ho fatto strumento per il mio "Modello di pedagogia dell'Arte che passa per la Creatività per condurre alla Bellezza". E' così che alla chilometrica poesia su Barcellona, bellissima città catalana, lirica che ho manoscritto su una stola di seta lunga tre metri e larga due, ho fatto succedere il Mio "Libro di sé". Prendendo sempre materia creativa dall'equazione "che la bella parola sappia farsi bell'azione" ho dato corpo all'ultima opera d'arte: un Florileggìo appositamente realizzato in legno di ciliegio punteggiato di preziosissimi fiori rosa abbraccia il Libro (del Sé): c'è lo Scrigno, copertina impreziosita da una splendida pietra bleu, il tulle, la "leggerezza" di vivere, la seta, letto del fiume dei pensieri, i versi manoscritti sulla seta che sgorgano vivi, le perle, lacrime preziosissime che segnano la gioia e la sofferenza, capoverso per capoverso, le mani che han saputo fare sintesi tra le arti della mente e quelle del cuore nel dis-velare: strati su' strati di tulle all'interno dei quali il libro s'avviluppa, vela il sé, il recondito, quello che può apparire sul volto o nella profondità dello sguardo, nelle movenze, nei gesti, nei suoni dei mille campanelli e che può anche rendersi inintelligibile. Il bozzolo di tulle chiuso da un campanello in argento, manufatto d'un abile artigiano. Occorrerà mettersi sul pentagramma, trovare la chiave di violino, disporla sulla nota giusta, raccogliere l'incantesimo della condivisione per lasciare che la nota di quel campanello disveli il verso e … faccia luce sulla storia eternata nel libro. Allora ? Un libro può essere molto di più che il semplice supporto per testi e immani, può e si fa opera d'arte. In un'epoca in cui la parola sulla carta va quasi "destinandosi" ad essere forma e sostanza obsoleta, il V&A Museum di Londra, sfida lo strapotere del computer e di internet con una ambiziosissima mostra intitolata: "Blood on paper: the art of the Book" curata da Rowan Watson della National Art Library del Museo e da Elena Ochoa Foster, moglie dell'Architetto Sir Norman Foster e direttrice della Ivory Press, prestigiosa casa editrice che produce solo libri d'artista. Trentotto tra gli artisti più carismatici della nostra epoca: da Paula Rego a Damien Hirst, da Francis Bacon a Josef Beuys, tutti con l'attenzione rivolta al libro. |
Ecco allora
che in qualunque formato, il libro, nonostante gli attacchi più
"impertinenti", continua ad essere il potente mezzo d'espressione
che è, per buona pace di Gutemberg e di tanti milioni di persone che
ancora si accompagnano al libro, ancora ne odorano la carta, ancora
provano piacere tattile, ancora ridono con gli occhi carezzati dal
bello librario. Il genere livre d'artiste nasce in Francia tra la
fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo. Diversamente dal
comune libro illustrato, nel libro d'Artista le illustrazioni, i
testi e le pagine sono creati direttamente sul materiale di cui il
libro si compone. Picasso e Matisse produssero esemplari di
straordinario livello creativo; di Loro troviamo bellissimi
esemplari nella sezione dedicata alle icone sacre del XX secolo, poi
c'è Mirò, Giacometti, Rauschenberg e Sol LeWitt, Anselm Kiefer ed
Anthony Caro. Libri di lusso, molti prodotti in edizione
limitatissima, quando non unica, libri tagliati, libri violentati e
persino bruciati fortunatamente solo in video come nel caso di Cai
Guo-Quiang con Ranger Book: Suicide Fireworks che contiene disegni
realizzati in polvere da sparo la cui esplosione, opportunamente
video-registrata, è proiettata accanto al libro. Blood on Paper è
una mostra provocatoria assai, intellettualmente e visivamente
stimolante; significative le collaborazioni tra artisti e scrittori:Howard
Hodgkin con Susan Sontag o di Louise Bourgeois con Arthur Miller. E
c'è il libro di Anish Kapoor col titolo Wound del 2005: 261 pagine
bianche e una scultura formata da una fenditura seghettata, tagliata
col laser, riferimento alle ferite aperte del costato di Cristo,
alla sofferenza del corpo e dell'anima del Cristianesimo, ma anche
al sangue quale forza rigeneratrice e simbolo di rinascita. Wound è
un simbolo, un omaggio alla fatica e alla passione che da sempre
sono legate all'arte della stampa, dal momento in cui è apparsa
all'orizzonte del mondo moderno mai come oggi bisognoso di
riguadagnare civiltà. Che meraviglia! continua a pagina 21 |
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