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EDITORIALE
IL TERZO GOVERNO BERLUSCONI INCOMINCIA DA NAPOLI
di Pietro Giovanni Lucarelli

Napoli era la capitale del regno delle due Sicilie, della cultura e delle cose belle, era spagnoleggiante, portentosa e meta di navigatori, approdo sicuro per conquistatori e regnanti.
Oggi, però, è terra da difendere dai rifiuti solidi urbani, tanto che il neo-governo la sceglie come sede del suo primo consiglio dei ministri, per placare gli animi e ridare un volto più disteso alla sua gente.
Eccola bella e sorridente alle pendici di Sua Maestà, il Vesuvio.
Il governo, dunque, tiene fede alla sua promessa: il suo primo consiglio dei ministri si è tenuto a Napoli il 21 maggio scorso, tre giorni dopo l'ennesimo dramma dei rifiuti verificatosi domenica 18, dedicata alla giornata ecologica: caratterizzata da 130-140 roghi di cataste immani, nauseabonde e mefitiche.
Infatti è avvenuto subito dopo aver espletato tutte le adempienze di insediamento e all'ordine del giorno sono fissati i seguenti argomenti: - abolizione dell’ici sulla prima casa; detassazione degli straordinari; rifiuti solidi urbani;piano della salute in tre punti; norme severe per gli emigrati, ecc.
Nel suo golfo illuminato sotto un cielo stellato, anche le lampare si ridestano e tributano fiducia ai nuovi eletti ministri, portatisi nella splendida Napoli. I suoi cittadini sperano in un miracolo per la città da salvare.
I nuovi luminari si accapigliano intorno ai problemi atavici di una città di mare ove solo la volontà ferrea dei suoi cittadini può salvarla da una continua invasione di rifiuti, e a nulla valgono le multe o richiami della comunità europea per la città partenopea ed anche di quella laziale chiamata eterna, come pure il pugno duro dichiarato da Berlusconi, infatti gli "anti-discariche" gridano "non temiamo pene severe".
Ma vediamo ora quello che hanno detto e deliberato i ministri: è legge l'emergenza rifiuti; è legge l'abolizione dell'ICI sulla prima casa; è legge il reato di immigrazione clandestina; è legge il pacchetto sicurezza; sono le legge misure fiscali; questa la cinquina del primo consiglio dei Ministri di Berlusconi 3. Mentre per i rifiuti solidi urbani si sono dichiarati d'accordo da subito il Sindaco Rosa Russo Iervolino e il Governatore della Regione Antonio Bassolino, proprio mentre i contestatori alzavano barricate per le vie della capitale della cultura e del già Regno delle due Sicilie.
Col passare dei giorni questi argomenti sono stati ripresi più volte dai media, soprattutto per

segnalare questa o quella iniziativa atta a localizzare i cinque Termovalorizzatori che dovrebbero realizzarsi immediatamente e velocemente, così come per le discariche che devono essere presenziate dall'esercito per impedire ai dimostranti il loro intervento per impedire il deposito di immondizie.
Dette discariche sono state individuate e presenziate dall'esercito, una per ogni Provincia Campana. Atte a contenere i rifiuti dell'intera Regione fino al completamento dei Termovalorizzatori. Il presidente Berlusconi ha voluto precisare che queste iniziative governative portano la sua "faccia" e che lui stesso sarà periodicamente presente a Napoli per accertarsene personalmente e seguire i lavori.
Questo modo di fare del neo-presidente ha portato un po' di fiducia ai napoletani pronti a collaborare, ma ha anche scoraggiato i facinorosi pronti al disordine, perché questi ultimi rischiano per davvero il carcere, e per molti anni, visto che si prefigura il reato di danno alle persone e all'ambiente.
Infine, l'11 giugno scorso termina il mandato del supercommissario governativo De Gennaro per l'emergenza rifiuti a Napoli; detto ufficio passa direttamente sotto la direzione del Governo e quindi di Berlusconi.
Anche la comunità di Chiaiano dopo la rivolta per la discarica ha preso coscienza del problema e si è schierata dalla parte della polizia contribuendo ad isolare i facinorosi contestatori ma chiede fermamente legalità e servizi sicuri.
Prova ne è l'intervento della Comunità europea che ha deferito l'Italia all'Alta Corte di Giustizia per la questione rifiuti a Napoli.
Ma verso la fine del mese di maggio scorso scatta una vera bufera giudiziaria che imperversa imperterrita nelle aule della magistratura per accertare la responsabilità di personaggi che hanno avuto ruoli di primissimo piano nella gestione pubblica napoletana e campana.
Seguita subito dopo da una contestazione messa in atto proprio da alcuni magistrati sul pacchetto sicurezza nella prima decade di giugno a cui si è levato un coro di elettori facente capo al Popolo della Libertà i quali insistono nel voler libere le strade delle città sia dalle prostitute che dagli scippatori e quant'altri.
I nostri intervistati asseriscono che una mancata sicurezza sulla promessa fatta in campagna elettorale da parte dell'attuale governo, alle prossime elezioni non saranno più con loro, visto che hanno i numeri per mantenerla, quelli del governo.

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