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Quando penso a come Venezia è cambiata
nei trent'anni che ci vivo mi vengono le vertigini e tante volte mi
sento proprio sciocca nella mia accanita ricerca della realtà
"com'era e dov'era" per usare il motto coniato per la ricostruzione
del Campanile di San Marco e poi, più recentemente, della Fenice. –
- Perché le cose che descrivi le hai tutte studiate nei libri di
storia? –
- Libri, cataloghi mostre … in genere se non ho documenti per
immaginare un oggetto o un luogo, preferisco non descriverlo
affatto … con qualche eccezione per snellire il racconto. Per
esempio, sembra impossibile, ma al tempo non si sapeva ancora nulla
della migrazione stagionale degli uccelli. I naturalisti dell'epoca
pensavano che le rondini andassero in letargo come gli orsi! Ma
poiché Venezia era un'importante tappa per i migratori in primavera
ed in autunno si riempiva della loro presenza. Così ho immaginato
che i miei protagonisti lo sapessero e Marcello partisse felice per
la caccia senza porsi tanti problemi. Chissà magari ho indovinato.
Forse i contadini e gli allevatori sapevano già, in pratica, cose
che la scienza ha spiegato solo più tardi. -
- Così il tuo romanzo vuol essere un contributo alla storia di
Venezia! -
- No. Semplicemente si ambienta a
Venezia ed ho voluto ambientarlo bene. Anche il prologo, nel
convento di Stavrovouni,
sull'isola di Cipro e questa
volta siamo nel 648,
è frutto di un attento studio,
anzi devo ringraziare la bibliotecaria dell'Istituto Ellenico,
perché non c'era materiale in italiano e lei mi ha tradotto tutto
quello che s'è trovato sul santuario, anzi quella volta il parroco
mi ha presentato un ragazzetto di nome Giuseppe che viveva proprio
nel villaggio sotto il convento ed era qui a Venezia a studiare. Ci
ha raccontato un sacco di cose e l'ho inserito nel racconto per
ringraziarlo, anche se poi ho dovuto lasciare Adrion a mezza via,
perché la strada per la Madonna miracolosa di Katholiki era
piuttosto accidentata. -
- Così non sapremo mai se il povero Adrion è arrivato a salvare la
piccola Nezia … -
- Ma lo capiamo da fatto che nella storia successiva sono tutt'e
due vivi e vegeti! -
- Come, sono sempre gli stessi? -
- Sì e no!
Come ho spiegato nella mia traccia, pubblicata in esclusiva su "La
Fenice" di marzo.aprile, la mia intenzione sarebbe raccontare la
vita di Venere-Lucrezia, talvolta soprannominata Nezia o Vezia, la
bimba concepita da Clelia e
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partorita il 25 marzo del 454, che la
madre ha per un tragico errore sottratto al tempo storico vissuto
dalla sua famiglia e legata invece a filo doppio alle sorti della
città, di cui diviene nume tutelare in chiave magico-pagana; in
questa veste compare in tutte le altre favole … -
- Allora siamo ancora
lontani dalla conclusione! -
- In un certo senso... Purtroppo non ho ancora trovato un editore
che mi permetta di raccontare tutta la storia. Nel '97 mi era
sembrata una buona idea cominciare il racconto da principio, ma se i
miei lettori poi mi fermavano per la strada per sapere il seguito
della storia, l'editore ha pensato che il libro non avesse avuto
abbastanza successo per finanziare una seconda parte. Allora adesso
riprovo con un episodio centrale, così una conclusione c'è. Almeno
la conclusione del XI secolo! In realtà Nezia è nata nel 454 e se
anche ora Adrion è riuscito a trovarla non staranno insieme a lungo!
-
- Anche perché non dimentichiamo che la buona e dolce Astarte ha
portato il seme della morte con sé, tanto che già in questo
episodio qualcuno ne farà le spese!-
- Non sveliamo tutta la storia! Mi preme far presente che i semi
del giardino di Gerusalemme sono solo esotici, non velenosi. È il
profondo risentimento che la padrona nutre per i suoi parenti che
l'avvelenerà, non i fiori che raccoglie, così come Astarte, al
contrario, che è incapace d'odiare, se la caverà sempre bene, anche
nelle circostanze più complicate. Quanto ad Adrion e Nezia … per loro
conta soltanto stare insieme, ma purtroppo tutti cercheranno di
dividerli. -
- Allora prevediamo altri episodi ed incontreremo prima o poi
Tintoretto in persona! -
- No, però prossimamente potremmo incontrare il Giorgione. -
- Non puoi anticiparci nulla? -
- Il 25 marzo 1849, in occasione della caduta definitiva di Venezia
come città indipendente, la bambina può finalmente rinascere nei
panni d'una mortale ed avere una vita normale, ma da illegittima,
una privata, non si sa bene figlia di chi, che rivendica la
proprietà delle maggiori opere d'arte della città! Puoi bene
immaginare quale sarà la reazione! -
- La povera Nezia non troverà mai pace! –
- Al contrario, sarà finalmente felice … ma solo quando avrà perso
tutta la sua magia! Finché resta una persona speciale il suo destino
è realizzare i desideri degli altri a scapito dei propri! -

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