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La bellissima
poesia "Lamento per il Sud" del premio Nobel per la letteratura
Salvatore Quasimodo si chiude con i versi :"E questa sera carica
d'inverno / è ancora nostra , e qui ripeto a te / il mio assurdo
contrappunto / di dolcezze e di furori, / un lamento d'amore senza
amore."
Era il ricordo cocente della Sicilia a suscitare nell'anima del poeta
la nostalgia della terra natale, alla quale si sentiva sempre legato,
pur nella condizione di emigrato al Nord, da un sentimento di gioia ma
anche di malinconia per la lontananza dalla patria della sua lontana fanciullezza e adolescenza.
Oggi né la Sicilia né il Sud sono ovviamente nelle stesse condizioni di
una volta, cioè come erano quando Quasimodo scriveva i sofferti versi
del suo lamento (1946-1948), ma permane tuttavia il notevole distacco
che anche attualmente esiste rispetto al progresso del Nord, spesso
dovuto alle forze lavoratrici provenienti in buona parte dal
Mezzogiorno.
L'emozione e l'affetto per il Sud, di cui è intessuta la lirica del
grande poeta siciliano, seguitano a risvegliare nell'anima della gente
che vive nel Meridione sentimenti di rammarico per le secolari speranze
di riscatto, andate quasi sempre totalmente deluse.
Di questo fenomeno si è recentemente occupato il noto editorialista del
Corriere della sera Ernesto Galli Della Loggia, attraverso una
approfondita riflessione con il titolo significativo "Perchè il Sud è
senza voce" (in data 29 maggio), cercando le ragioni storiche,
politiche e ambientali che concorrono sostanzialmente a far sparire la
questione meridionale dall'agenda politica del Paese.
La disamina di Galli Della Loggia è fondata su molti argomenti, per cui
rappresenta un interessante stimolo, da parte del mondo della politica e
di tutte le istituzioni, per meditare sui rimedi possibili che la
situazione richiede, al fine di avviare concretamente a soluzione il
problema del riscatto del Sud, che aspira legittimamente ad essere
posto sullo stesso piano delle altre regioni dell'Italia, come un
criterio di elementare giustizia distributiva inderogabilmente esige.
Si tratta peraltro di valorizzare una terra che possiede un patrimonio
storico ineguagliabile perchè affonda le proprie radici culturali
nell'era della Magna Grecia, del cui afflato poetico Quasimodo si
rese autorevole interprete con le sue suggestive traduzioni. |
Alla ricordata segnalazione di Galli Della Loggia si è ora aggiunta
anche la voce del Governatore della Banca d'Italia Mario Draghi, il
quale nella puntuale e documentata relazione annuale all'assemblea
dell'Istituto non ha esitato a indicare lo sviluppo del Sud tra gli
elementi essenziali per la rinascita economica dell'Italia.
Come è noto, il tema del Mezzogiorno ha origini molto antiche nella
storia del nostro Paese.
Non è superfluo ricordare che del riscatto del Sud fecero il loro
cavallo di battaglia molti studiosi, che per questa particolare
attitudine meritarono il nome di illustri meridionalisti, come Francesco
Saverio Nitti, Giustino Fortunato, Antonio De Viti De Marco, Gaetano
Salvemini e altri.
Le esigenze del Meridione sono comunque ben note a tutte le forze
politiche.
Occorre quindi che siano adottate decisioni forti, soprattutto al fine
di scongiurare il fenomeno dell'emigrazione dei giovani (sia nel campo
del lavoro manuale sia nel settore intellettuale e culturale), i quali
sono non di rado costretti ad allontanarsi dalla propria terra per
svolgere dignitosamente altrove le rispettive attività.
Il governo e tutta la classe dirigente hanno perciò il preciso dovere
di rivolgere la dovuta attenzione alle risorse di cui il Mezzogiorno ha
bisogno.
La creazione di industrie efficienti, di centri educativi e culturali,
di una viabilità che faciliti il collegamento con ogni altra parte della
Nazione, e i necessari ulteriori supporti in favore dello sviluppo
economico, sembrano essere le esigenze prioritarie per sanare in qualche
modo una situazione di disagio che non ha alcuna giustificazione
politica, civile e umana.
L'unanime apprezzamento espresso per la relazione Draghi, anche nella
parte che riguarda il problema del Sud, riaccende cautamente le speranze
e le attese del Mezzogiorno.
Se ancora una volta le dichiarazioni di consenso sulla rilevanza del
tema in discussione dovessero risolversi in semplici parole di occasione,
e la situazione dovesse rimanere immutata anche dopo un ragionevole
lasso di tempo, bisognerebbe concludere che su certe questioni riesce
molto comodo rifugiarsi nella regola del "Parlarne sempre e non pensarci
mai!". |