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GENOVA - MOSTRA INTERNAZIONALE D'ARTE
organizzata dall'Associazione Immaginecolore
a cura di Sabrina Falzone

Con questo azzeccato titolo si è aperta a Genova dal 17 al 30 novembre una Mostra Internazionale d'Arte, organizzata dall'Associazione Immaginecolore.com e curata da Sabrina Falzone, l'intera avventura nasce con l'intento di aprire un varco intellettuale all'arte asiatica sull'area europea, favorendo l'incontro dell'arte occidentale con il poliedrico universo espressivo orientale e valorizzando il confronto culturale tra due civiltà oggi molto vicine, la cui consonanza è ancora inverosimilmente esitante.
La collettiva di Pittura e Scultura annovera artisti di diverse provenienze nazionali ed estere (Cina, Svizzera, Kossovo, Argentina, Italia).
L'esposizione vede la partecipazione di Marco (Salvatore Mallamaci), il più famoso artista straniero in Cina, di chiara fama internazionale e dall'esperienza trentennale. Il gioco semantico su cui si fonda l'intera poetica artistica di Marco, il desiderio di stupire e di prendersi beffa dell'arte, rivoluziona i parametri iconografici dell'arte ufficiale, con nuove modulazioni materiche e inediti orientamenti stilistici.
Per la prima volta viene esposto in Italia un nucleo di opere degli autori cinesi Duan Xiaoli, Ye Xue e Zhong Tianbing.
La produzione scultorea in gesso dell'artista cinese Duan Xiaoli rivolge particolare attenzione alla ritrattistica, cogliendo la dimensione puramente spirituale dei personaggi raffigurati.
Una diversa prospettiva sull'arte cinese offre la produzione di Ye Xue, il cui nome reale è Xue Suiping, che partecipa con un'opera tratta dalla sua serie ritrattistica "Terra-Cotta Warriors", la quale racchiude il senso storico e religioso dell'esistenza orientale, fortemente legata agli avvenimenti drammatici della storia, alla ricca tradizione culturale, all'arte del Tibet, nonché connessa ai recenti cambiamenti sociali che hanno visto una nuova fiorente unione tra l'Ovest e l'Est.
Zhong Tianbing, nato in Gaozhou, è l'artista socialmente più attivo del Villaggio degli Artisti in Cina. La sua pittura ad olio rivela una straordinaria sensibilità per la natura, colta nel suo incessante moto e nella varietà delle sue forme; in esposizione un dipinto della serie "Heaven Flow" raffigurante un cielo arcano dalla resa nitida.
Numerosi gli artisti italiani ed europei che sono stati annoverati nel progetto.
Si dedica alla pittura figurativa il campano Marcello Ursomando, artista autodidatta nato a Caserta, che ha esposto insieme ad artisti del calibro di Schifano e Mimmo Palladino e si è interessato a tutto il mondo asiatico da Bali alla Cina, sino alla Birmania, la Tahailandia e il Giappone.
Da Firenze proviene Sabrina Albiati, in mostra con la "Maiko", soggetto che pone l'accento sugli usi e i costumi relativi al mondo delle geishe con una peculiare attenzione all'abbigliamento tipico delle maiko giapponesi che emerge attraverso la padronanza cromatica delle ampie e morbide stesure pittoriche.

Brigitta Rossetti
Opera di Brigitta Rossetti

La poliedrica Brigitta Rossetti, artista, poetessa e scrittrice d'origine piacentina e milanese d'adozione, ha una formazione di carattere internazionale, ha infatti frequentato l'International Akademie für Kunst und Gestaltung di Amburgo e l'Atelier Alupi di Parigi. Dalla letteratura alla pittura esprime una concezione visionaria della cultura orientale attraverso il simbolismo dell'immagine e della parola. È coautrice del saggio "Investire in Cina" (Ed. Rubettino, 2006), di cui ha redatto i capitoli relativi alle caratteristiche culturali e sociali della società cinese, un interesse che ha trovato riscontro nei numerosi viaggi all'estero.
Augusto Orestini, docente di educazione artistica nativo di Anagni, espone la tela dipinta ad olio "Impressioni d'Oriente" che rielabora un particolare concetto di cultura asiatica gettando uno sguardo nel passato storico, evidenziando gli aspetti pertinenti agli usi e costumi tradizionali.
Preziose le creazioni di Elisa Maria Teresa Littera, figlia della scrittrice Wanda Amerio e nipote del celebre pittore Giuseppe Manzone, che valica il limite tra pittura e scultura, tra immagine e materia, tra arte e poesia.
L'artista pugliese Dino Paiano coltiva il suo ideale di pittura come purezza di spirito, relegandolo ad un concetto strettamente personale, senza riflettersi nelle tendenze momentanee dell'arte e delle mode. L'impostazione catartica della sua intera produzione pittorica s'impernia su sentimenti nostalgici, vivificati da tenui accostamenti cromatici.
La pittrice ligure Annamaria Garavoglia, proprietaria della Galleria Saffo di Torino, si orienta ad una ricerca dell'inconscio nell'intimo ascolto del proprio sussurro interiore, adottando uno stile tipicamente surrealista. Le sue ambientazioni oniriche assurgono a sublime poesia dell'anima.
Nell'opera "Ovunque, ogni giorno" della pittrice argentina Paola Colleoni, la natura è il centro propulsore del simbolismo emozionale e surreale dove la tela proietta un viaggio introspettivo nel mistero della natura, che qui appare in rami spogli e intricati in riferimento all'ambiguo intrecciarsi della sofferenza umana nel mondo.
Da Banja in Malishevo (Kosovo) proviene Fehmi Telaku, artista figurativo che sovrappone il passato e il presente dell'arte orientale con inedita originalità. È così che scultura, pittura e architettura vengono messe in dialogo per la conoscenza globale dell'Oriente.
Jeanette Rutsche - Sperya partecipa con una serie di lavori frattali, dove individua con sapienza introspettiva il dualismo della realtà e dell'immaginazione. L'eclettica artista svizzera si addentra nell'affascinante campo espressivo della geometria frazionaria che unisce l'arte alla tecnologia, alla scienza e alla psicologia, aprendo la strada ad un grandioso scenario intellettuale.
"L'Arca" è uno dei primi lavori giovanili di Sofia Peotta, nata a Zevio, nel quale reinterpreta l'Oriente in maniera astratta sulla scia dell'insegnamento di Klimt per l'accentuato decorativismo e di Kandinsky per l'assetto cromatico.

Opera di Luisa Fabris
Opera di Luisa Fabris

Libero studio dell'immagine tra parola e segno è l'oggetto dei cartoni dipinti ad olio di Luisa Fabris, insegnante d'arte di formazione accademica, che proietta sul supporto una sequenza di strati pittorici, dall'effetto tendenzialmente monocromatico.
Danilo Trotti è, invece, un dirigente d'azienda che ha sempre coltivato la sua passione per la pittura astratta, determinata da un accento sintetico e da tinte pure, addensate su uno sfondo latteo.
L'esposizione vede, infine, la partecipazione speciale di Livio Lopedote, che espone due acrilici materici su tela intitolati "Ricordi lontani" e "Riflessi diurni" realizzati con sabbia, segatura e polvere di vetro colorato, limpide suggestioni della memoria visiva.
Per riassumere il tutto la collettiva internazionale di Pittura e Scultura, annovera artisti di diverse provenienze nazionali ed estere (Cina, Svizzera, Kossovo, Argentina, Italia,…) per la prima volta in Italia vengono esposte le opere degli artisti cinesi Duan Xiaoli, Ye Xue e Zhong Tianbing.
L'esposizione vede la partecipazione di Marco Salvatore Mallamaci, il più famoso artista straniero in Cina. Inoltre, espongono gli artisti: Sabrina Albiati, Paola Colleoni, Duan Xiaoli, Luisa Fabris, Annamaria Garavoglia, Elisa Maria Teresa Littera, Livio Lopedote, Augusto Orestini, Dino Paiano, Sofia Peotta, Brigitta Rossetti, Jeanette Rutsche, Danilo Trotti, Marcello Ursomando, Ye Xue, Fehmi Telaku, Zhong Tianbing.
Si ringraziano Zhang Meng e Marco Salvatore Mallamaci per la preziosa collaborazione intercontinentale e i numerosi media locali e nazionali che hanno sostenuto il progetto: BluArte, Report On Line, La Voce d'Italia, NoKoss.net, Piero Il Giornale, Mikaon Art, LiberaEva, Mentelocale, EuropaSera (giornale italo-europeo On_line www.europasera.it la libertà sull'informazione, una nuova prospettiva alla notizia per l'Italia e l'Europa) e moltissime altre.
Dal 24 maggio al 3 giugno l'impresa è stata replicata, sia pure in forma ridotta, a Venezia, Presso: Françoise Calcagno Art Studio, inCampo del Ghetto Novo, Cannaregio 2918 – c.p. 30121
Questa volta il titolo è più complicato: "Ponte di tradizioni tra Cina e Italia" (Bridge of traditions between China and Italy) mostra internazionale d'arte di Qin Bailan, celebre pittrice cinese di fama mondiale, che espone per la prima volta con altre artiste italiane, che si sono recentemente affermate sul panorama artistico nazionale: Marialuisa Sabato, Brigitta Rossetti, Luisa Fabris, Vesna Pavan e la scultrice cinese Duan Xiaoli.
L'esposizione, sempre curata da Sabrina Falzone e patrocinata dall'Ufficio Culturale dell'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese, si prefissa l'obbiettivo di favorire gli scambi artistico-culturali tra i paesi occidentali e orientali, ponendo l'accento in particolare sulla comunicazione visiva tra l'Italia e la Cina, due realtà culturali oggi più che mai vicine. In questo senso, pittura e scultura creano un ponte ideale di tradizioni tra Cina e Italia.
Il fervido clima intellettuale, scaturito dal recente avvicinamento di due espressioni artistiche geograficamente distanti, ma annesse l'una all'altra a partire dal tessuto iconografico, mette in luce l'indagine perpetrata sulla rappresentazione di figure femminili, dotate di estrema raffinatezza e delicata parvenza.
Sono immagini tradizionali dell'universo "donna", icone di bellezza suprema, portatrici di alti valori e grandi virtù, spesso legate alla nobiltà della storia come simboli di tradizioni imperiture. Aprendo un varco intellettuale sull'area europea, l'arte asiatica, pregna di segni indicanti la persistenza degli usi e costumi del popolo cinese, accoglie le proiezioni contemporanee dell'universo femminile in una dimensione che, partendo dal quotidiano giunge alla genesi umana, conferendo particolare valore alla memoria.
Di primaria importanza risulta essere il nesso tra scultura e natura, tra pittura e folclore, tra materia e cromatismo. Per quanto concerne le scelte iconografiche, lo sguardo si sposta dall'interpretazione storica delle valorose eroine cinesi disegnate dalla famosa e distinta pittrice Qin Bailan alle delicate elaborazioni cristalline di Luisa Fabris, passando per le visioni oniriche di Brigitta Rossetti e le suggestioni cromatiche di Marialuisa Sabato, fino ad arrivare all'emozionalità del bronzo di Duan Xiaoli e alle emancipate pin up dell'art designer Vesna Pavan.

Opera di Qin Bailan
Opera di Qin Bailan

Le opere di Qin Bailan, considerate dei cimeli nazionali, sono l'espressione radiosa dell'eleganza femminile nella raffigurazione di una muliebre bellezza che valica l'aspetto fisico, per inoltrarsi nel ricco splendore dell'anima. È un fascino a tutto tondo che dialoga con il passato, divulgando un messaggio di nostalgiche armonie celebrative.

Opera di Vesna Pavan
Opera di Vesna Pavan

Mentre il segno corvino languisce le sofisticate movenze delle fanciulle di Qin Bailan, quello di Vesna Pavan diviene rapido e volitivo nel tratteggiare le affascinanti donne occidentali con una ristretta gamma cromatica che accarezza tinte rosse, nere e bianche. La sua stilizzazione, di sapore fortemente nipponico, si stempera nelle dissolvenze tonali dei lavori di Luisa Fabris, caratterizzati da una leggerezza inedita.
Dal simbolismo spirituale di Brigitta Rossetti, fatto di stelle senza lato e viaggi mistici nei cieli d'Oriente, si approda alle atmosfere esotiche di Marialuisa Sabato, che sul filo dell'emozione recupera la gioia del colore levantino. La quadri personale delle pittrici italiane culmina nel sottile colloquio con un importante nucleo di sculture in bronzo, realizzate da Duan Xiaoli, provenienti dalla prestigiosa collezione Mallamaci.
E la mostra a Venezia non è ancora del tutto chiusa, che già si riparte per Genova e precisamente Palazzo Spinola di San Luca… questa volta l'Oriente non c'entra e le iniziative sono due.
L'EFFIGIE DELLA MUSICA
Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea
Espongono gli artisti:
Beatrice Botto j&b Lab, Amy Cohen Banker, Eugénie Dammer, Albina Dealessi, Giacomo Furini (Furgia), Luca Garbati, Paolo Ghersi, Ceylan Insel, Alyna Ivanova-Shchygoleva, Gabriella Kuruvilla, Morogallo, Andrej Németh Endre, Nadia Presotto, Luca Pugliese, Pietro Scagliarini, Suedama, Aya Swoboda, Coral Torrents, Zoom
da sabato 7 al 13 giugno.
Ospite d'onore:
Nadia Presotto, giornalista del Corriere dell'Arte
L'Associazione Immaginecolore.com è lieta di presentare la Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea "L'EFFIGIE DELLA MUSICA", curata da Sabrina Falzone nell'incantevole cornice del Palazzo Spinola di San Luca ex Ratto-Picasso (attuale Ars Habitat), sito nel cuore di Genova.
L'esposizione collettiva che annovera noti nomi dell'arte contemporanea europea nasce per celebrare il valore della Musica e l'armonia dell'universo attraverso l'arte, la forma e il colore. Le opere in mostra mostrano sotto una veste inedita il tema della musica, realizzato con tecniche esecutive e strutture compositive dotate di originalità.
L'iconografia musicale si presenta come un terreno sconfinato. Già dall'antichità classica a partire dai ceramisti greci, per arrivare al Cubismo sino ai nostri giorni, la musica è sempre stata fonte d'ispirazione, spesso generatrice di un mondo simbolico variamente sfaccettato. Ma l'effigie della musica si fa portavoce anche dei valori sonori, creando uno scenario visivo senza precedenti.
Gli artisti selezionati provengono da tutto il mondo, tra gli italiani compaiono i nomi di Pietro Scagliarini, acuto e ironico nel descrivere la storia della musica, e Beatrice Botto j&b Lab, particolare nel suo modo di intendere il motivo pittorico del progetto espositivo, oltre a Morogallo, sensibile interprete della Natura nell'adozione di effetti cromatici di straordinaria bellezza.
L'estro viene fuori in tutta la sua peculiarità nelle fantasie armoniche di Furgia, nome d'arte di Giacomo Furini, geniale nel suo intendere i generi musicali del Jazz e del Classico. Sulla medesima linea, i brani pittorici di Paolo Ghersi offrono una innovativa prospettiva della musica, intesa come arte matematico-scientifica.
Sensazioni oniriche investono le creazioni emotive della pittrice americana Amy Cohen Banker, che interpreta la realtà inconscia come sonoro gioco sfumato.
Anche i capricci musicali dell'artista spagnola Coral Torrents divengono elaborazioni interiori del suono, ora quieto ma incisivo, ora rapido e leggero. Nell'austriaca Aya Swoboda la musica diventa il paesaggio dell'anima, rivela l'inquietudine del colore e proietta il sé sulla tela con grande enfasi stilistica.
Dall'universo informale di Albina Dealessi affiorano l'energia intrinseca ed uno spiccato gusto monocromatico, orientamento stilistico che, nella privazione del racconto, mostra una singolare allegoria del colore. Sulla scia dell'astrazione segnica s'innesta, peraltro, la mistica ricerca pittorica di Nadia Presotto, artista e giornalista piemontese, che scandaglia il costrutto scenico tramite un'audace sintesi tonale. Sapori d'Oriente inaugurano il nuovo genere di pittura di Gabriella Kuruvilla, che vanta origini indiane. Nelle sue opere Oriente e Occidente si fondono sotto il dolce afflato della musica, dando origine ad una scansione formale quasi matematica. Morbide geometrie cosmiche costellano gli originali acrilici di Luca Pugliese, i quali catturano la percezione attraverso l'ipnotica rappresentazione sonora.

"RITRATTI E AUTORITRATTI D'AUTORE" è infine una Mostra Internazionale d'Arte Contemporanea aperta da  sabato 14 giugno ore 18,00 al 30 giugno. Sempre patrocinata dall'Associazione Immaginecolore.com, curata da Sabrina Falzone nell'incantevole cornice dello storico Palazzo Spinola di San Luca.
Espongono gli artisti:
Simone Algeri, Chiara Argento, Art Stafa, Sabrina Baldi, Irene D'Antò, Paul De Haan, Stefania De Vincentis, Victor Deleo, Francesca Donadio, Manuela Furlan, Lorella Libralesso, Filippo Mattarozzi, Enrica Mirandi (Kikka), Federica Montaldo, Niobe, Max Parazzini, Cinzia Pigini, RedButterfly, Fabio Spataro, Germana Tambara, Cesare Urbani, Mariangela Verriello
L'esposizione collettiva vuole omaggiare il genere artistico del ritratto e dell'autoritratto.
La ritrattistica si presenta come un'iconografia dalle radici antichissime, che si evolve nel corso dei secoli attraverso nuovi linguaggi espressivi e tecniche esecutive via via sempre più moderne, si veda a tal fine il lavoro artistico di Federica Montaldo, "Il bivio",  in cui la sottrazione dello sguardo umano e l'intreccio delle mani sul volto celano il dilemma esistenziale dell'essere umano.
Le innovazioni della ritrattistica contemporanea emergono con particolare audacia nei lavori di Lorella Libralesso, Mariangela Verriello e Fabio Spataro, che rompono con la tradizione, canalizzando un nuovo modus operandi nella rappresentazione di sé o dell'altro: ecco l'ombra materna di Verriello palesarsi nel profilo rassicurante di una donna, introducendo parametri astratti e colori gaudenti su uno sfondo latteo che comunica silenziosamente con "L'incubo" di Spataro e proietta le tensioni emotive dell'inconscio sul supporto. Metafora di vanitas, "Ricordi" di Libralesso rammenta, invece, la fugacità dell'esistenza umana, valorizzando ogni istante della vita, in stretta correlazione con la scultura di Kikka Mirandi, che sintetizza abilmente passato, presente e futuro in un processo di tipo piramidale.
Oltre al profilo della Verriello, altri profili umani si susseguono nel percorso espositivo, come gli autoritratti arcani di Niobe, che riesce a creare delle atmosfere mistiche, come l'encausto su tela di Germana Tambara, solare e promettente nel suo piglio cromatico, senza dimenticare i ritratti sfumati di Irene D'Antò, dal taglio descrittivo e luministico.
L'emozione di un volto si mostra in tutta la sua intensità espressiva nei ritratti di Cesare Urbani e Art Stafa, straordinariamente toccanti, mentre un accento più ironico si ravvisa nella produzione artistica di Cinzia Pigini, che gioca disinvoltamente con i contrasti cromatici, creando nuovi effetti decorativi.
La scansione del costrutto diviene predominante nella ricerca pittorica di Max Parazzini e Paul De Haan, che affidano al colore un forte impatto percettivo, stemperato dai toni giocosi delle briose illustrazioni di Chiara Argento.
Sono presenti in mostra anche ritratti di importanti artisti contemporanei, quali Totò e Clint Eastwood, eseguiti da Filippo Mattarozzi, che esibiscono sui loro visi i segni del tempo sulla scia di una gloria imperitura, oltre a quelli più austeri e accademici di Stefania De Vincentis, dotati di una leggerezza insolita.
La pittura francese dell'Ottocento è rivisitata con grande adesione al modello da Francesca Donadio e con ricercata novità stilistica da Manuela Furlan, che coglie nel contrasto luce-ombra le multiformi gradazioni dello stato d'animo umano.
Sono, invece, rappresentazioni mitologiche, liberamente tratte dalla statuaria antica, quelle di Sabrina Baldi.
All'interno dell'esposizione, l'arte fotografica d'autore è portata avanti dagli scatti semplici e spontanei di Victor Deleo e da quelli smaglianti di Red Butterfly, che trovano nella sobrietà dell'attimo fuggente una significativa fonte d'ispirazione. Mentre da misteriose atmosfere caliginose affiorano i volti soavi e angelici carpiti dal fotografo Simone Algeri.

Per saperne di più:
mostre@sabrinafalzone.info
www.sabrinafalzone.info

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