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FRA LEGGENDE METROPOLITANE
E FANTASMI
Ogni città vanta le sue leggende, storie di persone, luoghi che si
perdono nella notte dei tempi, narrazioni spesso tramandate di
generazione in generazione, episodi che i nonni raccontano ai
nipoti, magari contenenti una morale che può far riflettere e da cui
trarre preziosi insegnamenti. A volte, le leggende, riferiscono di
accadimenti inverosimili, storie di fantasmi, streghe e diavoli,
argomenti a cui pochi ammettono di credere, nemmeno se avvalorati da
testimonianze e prove a scanso di ogni equivoco, eppure possono
suggestionare, stimolare la fantasia, suscitare negli animi la
sensazione dell’immedesimazione o la tensione adrenalinica del
bisogno viscerale che l’essere umano spesso possiede, quello di
svelare l’ignoto; ma non si tratta soltanto di questo, la leggenda
ha di per se una forte importanza per l’identificazione degli
aspetti sociologici e folkloristici di ogni paese e città. Le
cosiddette voci che corrono, mettono in rilevanza aspetti e
peculiarità culturali che non potrebbero essere divulgate mediante
altre fonti.
Cavalieri coraggiosi e draghi, antiche case abitate da fantasmi che
piangono un amore mai vissuto, grandi rocce che in un medesimo
giorno di ogni anno, cambiano miracolosamente locazione in un bosco,
senza alcuna traccia del loro spostamento, come mosse da secoli da
un immaginario e futuristico teletrasporto, grandi sfere luminose
che sfrecciano nei cieli di ogni parte del mondo e definite U.F.O (acronimo di “Unidentified Flying Object” ovvero “Oggetto Volante
non Identificato”) o ancor più chiaramente “astronavi aliene”;
questo e molto altro diviene parte del patrimonio folkloristico di
un luogo, trasformandolo in alcuni casi, in meta turistica e fonte
di guadagno per alcuni. Le leggende, soprattutto quelle
metropolitane, sono motivo di studio dei sociologi e di antropologi,
divengono fonte di ispirazione per gli scrittori, a volte
contribuiscono all’incremento economico dell’industria
cinematografica.
Una fra le molte di cui sono venuta a conoscenza , riguarda la città
di Genova e una misteriosa vecchina che intenerisce i passanti.
Pare che nel centro storico, in Via Madre di Dio, da diversi anni,
di tanto in tanto, appaia una vecchina minuta, vestita con abiti
tradizionali delle donne liguri degli anni ’40: gonna nera lunga e
fazzoletto in testa. Questa vecchina ha un’aria smarrita, piange,
cammina sconsolata recando con se la sporta della spesa e ferma i
passanti, chiedendo a tutti dove si trovi Vico dei librai. Racconta
di non saper più trovare la via di casa.
E’ bene specificare che Vico dei librai non esiste più dai tempi
della seconda guerra mondiale, quando appunto i bombardamenti
distrussero tutta la zona di Via Madre di Dio. Vico dei Librai, dopo
la distruzione, non fu più ricostruito, per questo motivo la
vecchina non riesce a trovare la sua casa.
Nel corso degli anni, le apparizioni di questa donna, pare siano
state diverse. Molti testimoni riferiscono di averla veduta in
svariate luoghi circostanti a dove un tempo si trovava la sua casa,
perfino un suo parente ebbe modo di incontrarla e, riconosciuta la
donna, consapevole del fatto che in realtà fosse morta, fu colto da
malore per lo spavento.
La vecchina si chiamava Maria Benedetti ed era passata a miglior
vita nel 1944. Era uscita una mattina per fare la spesa, e poco
distante dalla sua casa, colta da malore improvviso, si era
accasciata sui gradini di un portone ed era morta.
Le testimonianze, comunque, non si limitano a quelle appena citate.
Pare che una sera, pochi anni fa, durante una nevicata, la vecchina
entrò tremante e infreddolita in una osteria chiedendo, come sempre,
indicazioni per raggiungere la sua abitazione. L’oste, le versò un
bicchiere di latte caldo perché potesse riscaldarsi, poi ripose il
latte e si distrasse, solo pochi istanti, mentre la donnina svaniva
come per incanto. I pochi presenti nell’osteria e l’oste, rimasero
di stucco, corsero fuori, ma sulla neve non erano presenti nemmeno
le orme della donna. Rientrato nell’osteria, l’oste si accorse che
il fantasma aveva lasciato sul bancone il suo borsellino contenente
un Rosario, alcune immaginette religiose e denaro la cui valuta era
in corso negli anni ’40.
Pochi sono coloro che credono ai fantasmi, ma a Genova, in Via Madre
di Dio, non è raro scorgere i passanti intenti a guardarsi attorno
con estrema attenzione …
Spesso, le leggende, soprattutto quelle metropolitane, divengono
piccoli focolai di inquietudine o vanno ad assommarsi ai timori e
alle preoccupazioni che l’essere umano vive condizionato dal
contesto sociale; diversi studiosi della mente umana, definiscono la
nascita delle stesse, quando prive di alcuna veridicità,
strettamente correlata alle paure dell’uomo, pertanto, in funzione
di questo concetto, non è difficile giungere alla conclusione che
fra le apprensioni umane, gode di una certa rilevanza quella
suscitata dalla possibilità della presenza di forme di vita aliene
nell’universo e, ancor più inquietante e supportata dai dati recenti
forniti dagli scienziati in merito allo stato della salute del
nostro pianeta, la fobia delle catastrofi naturali, ma l’incubo
maggiore, fra tutte le varie ipotesi negative e distruttive che
possono turbare la nostra serenità, è quello inerente a una
possibile guerra atomica che, data la portata dell’arma impiegata,
sarebbe sicuramente in grado di radere al suolo ogni forma di vita
presente sulla superficie terrestre. In funzione di questo ultimo
concetto espresso, vorrei raccontarvi una storia che è diventata
leggenda metropolitana, la storia di un uomo che per quattro mesi,
ha tenuto banco fra scienziati, servizi speciali americani e
semplici e comuni mortali e che tutt’oggi, a distanza di anni, è
ancora in grado di turbare chi apprende le informazioni che ha
divulgato.
Otto anni fa, il due novembre dell’anno 2000, in un forum di un sito
internet americano, apparve un messaggio di un certo John Titor, il
quale affermava di essere tornato indietro dal futuro, precisamente
dal 2036. Ovviamente, dal principio, fu preso per pazzo o per il
solito buontempone di turno che si diverte a divulgare notizie
inverosimili allo scopo di generare il panico fra la gente, ma,
successivamente, dopo una serie di messaggi postati in questo forum
e le risposte fornite a chi, incuriosito dalle sue parole ha cercato
di approfondire, molti, hanno creduto al suo racconto cercando
riscontri e ogni prova che potesse dimostrare l’attendibilità
dell’uomo.
John Titor affermava di essere nato a Tampa, in Florida, nel 1998 (a
onor del vero, bisogna specificare che presso gli uffici anagrafici
del presunto luogo di nascita, non sono è stato rinvenuto alcun
riscontro dei suoi natali) e nei suoi messaggi descriveva
particolari agghiaccianti legati a ciò che starebbe per accadere
all’umanità.
Fatti che lui avrebbe già vissuto e che per noi dovrebbero ancora
verificarsi.
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Narrava di tensioni sociali
negli Stati Uniti iniziate nell’anno 2005 che sarebbero sfociate in
una guerra civile nell’anno 2008, affermava poi che a tutto questo
sarebbero seguite l’occupazione del Giappone da parte della Cina e
un attacco israeliano ai paesi arabi. Il viaggiatore nel tempo
descriveva poi la terza guerra mondiale scatenata nel 2015 dalla
Russia, una guerra portata avanti con l’impiego delle armi atomiche
contro una coalizione europea che avrebbe portato alla morte 3
milioni di persone in Europa.
Le rivelazioni, indubbiamente inquietanti, hanno immediatamente
coinvolto il popolo “internettiano”, scienziati, anche la gente
comune, provocando una necessità irrefrenabile di verificare e
indagare sulle parole di quest’uomo. Diversi, sono stati i
riscontri rilevati, alcuni hanno addirittura sottolineato congruenze
con le profezie di alcuni veggenti cattolici quali San Malachia e il
meno conosciuto “ragno nero”.
San Malachia era un vescovo irlandese che, nel 1140, scrisse diverse
previsioni sul futuro del papato.
Le sue profezie indicano molto brevemente la storia della Chiesa
romana, a partire da Papa Celestino II (1143 – 1144) sino a Pietro
II che a suo dire, dovrebbe essere l’ultimo Santo Padre dopo Joseph
Ratzinger, insediato con il nome Benedetto XVI, forse destinato a
gestire un periodo di guerre che prepareranno l'ultimo tragico
pontificato.
Quelle di San Malachia, non sono le uniche profezie che
presumibilmente coinciderebbero con le parole di John Titor, pare
infatti che un monaco vissuto nel 1500 in Baviera, noto con
l’appellativo inquietante di “ragno nero” poiché traeva dalla tela
del ragno le sue profetiche visioni, prevedesse accadimenti
sanguinosi nell’anno 2015. Diverse per altro, le anticipazioni
risultate poi veritiere, come ad esempio la rivoluzione francese
(1789) che definì “turbine di sangue”, o la morte di Napoleone
Bonaparte (1721) che descrisse come la “morte di una speranza”, o
ancora, l’inizio della prima guerra mondiale (1914) annunciata dal
monaco con l’espressione “pianura delle croci”, sino alla profezia
legata alla fine della seconda guerra mondiale (1946) descritta dal
ragno nero come “germoglio dell’ulivo”; ma il monaco in questione va
oltre e perché designa, proprio nel 2015, “sangue dal cielo” ,
rivelazione inquietante se si pensa poi che la sua collocazione
temporale è la medesima che Titor ha indicato come l’anno della
terza guerra mondiale.
Questi non sono gli unici riscontri rilevati rispetto alle parole
del viaggiatore del tempo, nell’anno 2000, John Titor dichiarò che
entro diciotto mesi, il CERN, a Ginevra, avrebbe intrapreso alcuni
studi sui campi elettromagnetici e gravitazionali riguardanti anche
i buchi neri, esperimenti e studi promossi al fine di velocizzare i
trasporti. Titor raccontò inoltre, che durante questi studi, il CERN
avrebbe generato un piccolo buco nero che non avrebbe assorbito
tutta la materia circostante, bensì, grazie all’idea di alcuni
scienziati di utilizzare un campo elettromagnetico, (ricordiamo che
presso il centro c'è il più grande acceleratore di particelle del
mondo) si riuscirà a contenerne le dimensioni e, con il tempo, a
creare buchi neri volontariamente, anche di dimensioni più ampie.
Nel 2001, a distanza di un anno dalle affermazioni del viaggiatore
del tempo, il CERN ha confermato ufficialmente la possibilità di
creare artificialmente mini buchi neri. Come faceva John Titor ad
essere in possesso di questa informazione?
John Titor dedicò ampio spazio alla spiegazione tecnica della
macchina del tempo usata per passare dall’anno 2036 agli anni 1975 e
successivamente al 1998. Indubbie sono le sue grandi conoscenze nel
campo della fisica e plausibili le nozioni che ha fornito sulla
macchina, ma, perché tornò indietro nel tempo?
L’uomo spiegò che la necessità di tornare al 1975 era dovuta
all’esigenza di recuperare un computer portatile IBM 5100 che,
possedendo caratteristiche rimaste nascoste alla maggior parte degli
utilizzatori del modello, in futuro, si sarebbe resa fondamentale
per diverse essenziali applicazioni tecnologiche. In merito alle
peculiarità nascoste del modello di computer citato, i tecnici
dell’IBM hanno confermato quanto dichiarato da John Titor fornendo
così una ulteriore prova della veridicità delle sue parole. Il
racconto proseguì e Titor raccontò al popolo di Internet che prima
di rientrare nel suo tempo, per una promessa fatta a suo nonno, che
aveva incontrato nel 1975 e che lo aveva aiutato a recuperare il
computer portatile IBM e per la volontà di comprendere perché,
durante il Millenium Bug, tutto era filato liscio contrariamente
alle previsioni catastrofiche inerenti al preannunciato collasso
informatico, aveva deciso di fermarsi nel 1998, anno della sua
nascita. La gente apprese così che l’uomo avrebbe incontrato i suoi
genitori e rivelato loro e a poche persone fidate la sua vera
identità. I genitori lo avrebbero accolto dapprima spaventati e
sorpresi, in seguito, con calore, ospitandolo per quasi tre anni e
facendo tesoro di tutti i consigli e suggerimenti che ha fornito per
tutelare la loro e la nostra esistenza futura. Nei suoi racconti,
Titor, ha dedicato ampio spazio allo stile di vita degli uomini
degli anni a venire. La guerra e ciò che ne conseguirà, pare
spingerà i sopravvissuti a muovere verso le campagne, dove
preponderante sarà il ritorno alla coltivazione della terra e a uno
stile di vita basato sui sani principi di un tempo in concomitanza
ad notevole interesse e progressione nel campo tecnologico. Pare che
nel 2036 coesisteranno le vecchie macchine per scrivere e la
macchina del tempo, che molti dei mali oggi considerati mortali e
senza guarigione verranno debellati, che per necessità di
sopravvivenza l’abile scienziato si adatterà a fare anche il
falegname, ma che la serenità albergherà negli animi della gente.
Molte delle informazioni fornite da John Titor si sono rivelate
infondate (o, se vogliamo accondiscendere alla sua versione della
storia, non esistenti in questa linea temporale), mentre altre, per
altro molto importanti per lo sviluppo tecnologico e scientifico, si
sono avverate. Nessuna guerra civile si è verificata in America
dall’anno 2005 ad oggi, ringraziando il cielo, per ora, dopo la
seconda guerra mondiale, chi tiene le redini dei paesi
industrializzati del mondo, ha conservato il senno e cercato
(perlomeno in apparenza) di coltivare la pace e non seminare il seme
della guerra, ma chi ci può garantire che la comparsa di quest’uomo
e le sue rivelazioni non abbiano inevitabilmente alterato la nostra
linea temporale salvandoci dalla peggiore delle fini?
Qualche tempo dopo la sua ipotetica partenza, un uomo e una donna si
sono presentati presso lo studio di un avvocato, dichiarando di
essere i genitori di John Titor e hanno depositato la registrazione
video della partenza del viaggiatore del tempo, oltre a una serie di
documenti contenenti la sua testimonianza, fotografie e il manuale
della macchina del tempo.
Speriamo che la storia narrata da questo misterioso signore, sia il
frutto della mente fertile di un possibile scrittore di narrativa
fantascientifica con la piena padronanza della fisica, resta il
fatto che John Titor ancora oggi, a distanza di otto anni dalla sua
comparsa in quel forum, è rimasto leggenda e, sempre ancora oggi,
chi apprende dei suoi racconti, ancora si turba, sperando che la sua
storia sia soltanto la solita leggenda metropolitana. |