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FRA LEGGENDE METROPOLITANE E FANTASMI
di Paola Marenco

Salvador Dalì
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FRA LEGGENDE METROPOLITANE
E FANTASMI

Ogni città vanta le sue leggende, storie di persone, luoghi che si perdono nella notte dei tempi, narrazioni spesso tramandate di generazione in generazione, episodi che i nonni raccontano ai nipoti, magari contenenti una morale che può far riflettere e da cui trarre preziosi insegnamenti. A volte, le leggende, riferiscono di accadimenti inverosimili, storie di fantasmi, streghe e diavoli, argomenti a cui pochi ammettono di credere, nemmeno se avvalorati da testimonianze e prove a scanso di ogni equivoco, eppure possono suggestionare, stimolare la fantasia, suscitare negli animi la sensazione dell’immedesimazione o la tensione adrenalinica del bisogno viscerale che l’essere umano spesso possiede, quello di svelare l’ignoto; ma non si tratta soltanto di questo, la leggenda ha di per se una forte importanza per l’identificazione degli aspetti sociologici e folkloristici di ogni paese e città. Le cosiddette voci che corrono, mettono in rilevanza aspetti e peculiarità culturali che non potrebbero essere divulgate mediante altre fonti.
Cavalieri coraggiosi e draghi, antiche case abitate da fantasmi che piangono un amore mai vissuto, grandi rocce che in un medesimo giorno di ogni anno, cambiano miracolosamente locazione in un bosco, senza alcuna traccia del loro spostamento, come mosse da secoli da un immaginario e futuristico teletrasporto, grandi sfere luminose che sfrecciano nei cieli di ogni parte del mondo e definite U.F.O (acronimo di “Unidentified Flying Object” ovvero “Oggetto Volante non Identificato”) o ancor più chiaramente “astronavi aliene”; questo e molto altro diviene parte del patrimonio folkloristico di un luogo, trasformandolo in alcuni casi, in meta turistica e fonte di guadagno per alcuni. Le leggende, soprattutto quelle metropolitane, sono motivo di studio dei sociologi e di antropologi, divengono fonte di ispirazione per gli scrittori, a volte contribuiscono all’incremento economico dell’industria cinematografica.
Una fra le molte di cui sono venuta a conoscenza , riguarda la città di Genova e una misteriosa vecchina che intenerisce i passanti.
Pare che nel centro storico, in Via Madre di Dio, da diversi anni, di tanto in tanto, appaia una vecchina minuta, vestita con abiti tradizionali delle donne liguri degli anni ’40: gonna nera lunga e fazzoletto in testa. Questa vecchina ha un’aria smarrita, piange, cammina sconsolata recando con se la sporta della spesa e ferma i passanti, chiedendo a tutti dove si trovi Vico dei librai. Racconta di non saper più trovare la via di casa.
E’ bene specificare che Vico dei librai non esiste più dai tempi della seconda guerra mondiale, quando appunto i bombardamenti distrussero tutta la zona di Via Madre di Dio. Vico dei Librai, dopo la distruzione, non fu più ricostruito, per questo motivo la vecchina non riesce a trovare la sua casa.
Nel corso degli anni, le apparizioni di questa donna, pare siano state diverse. Molti testimoni riferiscono di averla veduta in svariate luoghi circostanti a dove un tempo si trovava la sua casa, perfino un suo parente ebbe modo di incontrarla e, riconosciuta la donna, consapevole del fatto che in realtà fosse morta, fu colto da malore per lo spavento.
La vecchina si chiamava Maria Benedetti ed era passata a miglior vita nel 1944. Era uscita una mattina per fare la spesa, e poco distante dalla sua casa, colta da malore improvviso, si era accasciata sui gradini di un portone ed era morta.
Le testimonianze, comunque, non si limitano a quelle appena citate. Pare che una sera, pochi anni fa, durante una nevicata, la vecchina entrò tremante e infreddolita in una osteria chiedendo, come sempre, indicazioni per raggiungere la sua abitazione. L’oste, le versò un bicchiere di latte caldo perché potesse riscaldarsi, poi ripose il latte e si distrasse, solo pochi istanti, mentre la donnina svaniva come per incanto. I pochi presenti nell’osteria e l’oste, rimasero di stucco, corsero fuori, ma sulla neve non erano presenti nemmeno le orme della donna. Rientrato nell’osteria, l’oste si accorse che il fantasma aveva lasciato sul bancone il suo borsellino contenente un Rosario, alcune immaginette religiose e denaro la cui valuta era in corso negli anni ’40.
Pochi sono coloro che credono ai fantasmi, ma a Genova, in Via Madre di Dio, non è raro scorgere i passanti intenti a guardarsi attorno con estrema attenzione …
Spesso, le leggende, soprattutto quelle metropolitane, divengono piccoli focolai di inquietudine o vanno ad assommarsi ai timori e alle preoccupazioni che l’essere umano vive condizionato dal contesto sociale; diversi studiosi della mente umana, definiscono la nascita delle stesse, quando prive di alcuna veridicità, strettamente correlata alle paure dell’uomo, pertanto, in funzione di questo concetto, non è difficile giungere alla conclusione che fra le apprensioni umane, gode di una certa rilevanza quella suscitata dalla possibilità della presenza di forme di vita aliene nell’universo e, ancor più inquietante e supportata dai dati recenti forniti dagli scienziati in merito allo stato della salute del nostro pianeta, la fobia delle catastrofi naturali, ma l’incubo maggiore, fra tutte le varie ipotesi negative e distruttive che possono turbare la nostra serenità, è quello inerente a una possibile guerra atomica che, data la portata dell’arma impiegata, sarebbe sicuramente in grado di radere al suolo ogni forma di vita presente sulla superficie terrestre. In funzione di questo ultimo concetto espresso, vorrei raccontarvi una storia che è diventata leggenda metropolitana, la storia di un uomo che per quattro mesi, ha tenuto banco fra scienziati, servizi speciali americani e semplici e comuni mortali e che tutt’oggi, a distanza di anni, è ancora in grado di turbare chi apprende le informazioni che ha divulgato.
Otto anni fa, il due novembre dell’anno 2000, in un forum di un sito internet americano, apparve un messaggio di un certo John Titor, il quale affermava di essere tornato indietro dal futuro, precisamente dal 2036. Ovviamente, dal principio, fu preso per pazzo o per il solito buontempone di turno che si diverte a divulgare notizie inverosimili allo scopo di generare il panico fra la gente, ma, successivamente, dopo una serie di messaggi postati in questo forum e le risposte fornite a chi, incuriosito dalle sue parole ha cercato di approfondire, molti, hanno creduto al suo racconto cercando riscontri e ogni prova che potesse dimostrare l’attendibilità dell’uomo.
John Titor affermava di essere nato a Tampa, in Florida, nel 1998 (a onor del vero, bisogna specificare che presso gli uffici anagrafici del presunto luogo di nascita, non sono è stato rinvenuto alcun riscontro dei suoi natali) e nei suoi messaggi descriveva particolari agghiaccianti legati a ciò che starebbe per accadere all’umanità.
Fatti che lui avrebbe già vissuto e che per noi dovrebbero ancora verificarsi.

Narrava di tensioni sociali negli Stati Uniti iniziate nell’anno 2005 che sarebbero sfociate in una guerra civile nell’anno 2008, affermava poi che a tutto questo sarebbero seguite l’occupazione del Giappone da parte della Cina e un attacco israeliano ai paesi arabi. Il viaggiatore nel tempo descriveva poi la terza guerra mondiale scatenata nel 2015 dalla Russia, una guerra portata avanti con l’impiego delle armi atomiche contro una coalizione europea che avrebbe portato alla morte 3 milioni di persone in Europa.
Le rivelazioni, indubbiamente inquietanti, hanno immediatamente coinvolto il popolo “internettiano”, scienziati, anche la gente comune, provocando una necessità irrefrenabile di verificare e indagare sulle parole di quest’uomo. Diversi, sono stati i riscontri rilevati, alcuni hanno addirittura sottolineato congruenze con le profezie di alcuni veggenti cattolici quali San Malachia e il meno conosciuto “ragno nero”.
San Malachia era un vescovo irlandese che, nel 1140, scrisse diverse previsioni sul futuro del papato.
Le sue profezie indicano molto brevemente la storia della Chiesa romana, a partire da Papa Celestino II (1143 – 1144) sino a Pietro II che a suo dire, dovrebbe essere l’ultimo Santo Padre dopo Joseph Ratzinger, insediato con il nome Benedetto XVI, forse destinato a gestire un periodo di guerre che prepareranno l'ultimo tragico pontificato.
Quelle di San Malachia, non sono le uniche profezie che presumibilmente coinciderebbero con le parole di John Titor, pare infatti che un monaco vissuto nel 1500 in Baviera, noto con l’appellativo inquietante di “ragno nero” poiché traeva dalla tela del ragno le sue profetiche visioni, prevedesse accadimenti sanguinosi nell’anno 2015. Diverse per altro, le anticipazioni risultate poi veritiere, come ad esempio la rivoluzione francese (1789) che definì “turbine di sangue”, o la morte di Napoleone Bonaparte (1721) che descrisse come la “morte di una speranza”, o ancora, l’inizio della prima guerra mondiale (1914) annunciata dal monaco con l’espressione “pianura delle croci”, sino alla profezia legata alla fine della seconda guerra mondiale (1946) descritta dal ragno nero come “germoglio dell’ulivo”; ma il monaco in questione va oltre e perché designa, proprio nel 2015, “sangue dal cielo” , rivelazione inquietante se si pensa poi che la sua collocazione temporale è la medesima che Titor ha indicato come l’anno della terza guerra mondiale.
Questi non sono gli unici riscontri rilevati rispetto alle parole del viaggiatore del tempo, nell’anno 2000, John Titor dichiarò che entro diciotto mesi, il CERN, a Ginevra, avrebbe intrapreso alcuni studi sui campi elettromagnetici e gravitazionali riguardanti anche i buchi neri, esperimenti e studi promossi al fine di velocizzare i trasporti. Titor raccontò inoltre, che durante questi studi, il CERN avrebbe generato un piccolo buco nero che non avrebbe assorbito tutta la materia circostante, bensì, grazie all’idea di alcuni scienziati di utilizzare un campo elettromagnetico, (ricordiamo che presso il centro c'è il più grande acceleratore di particelle del mondo) si riuscirà a contenerne le dimensioni e, con il tempo, a creare buchi neri volontariamente, anche di dimensioni più ampie. Nel 2001, a distanza di un anno dalle affermazioni del viaggiatore del tempo, il CERN ha confermato ufficialmente la possibilità di creare artificialmente mini buchi neri. Come faceva John Titor ad essere in possesso di questa informazione?
John Titor dedicò ampio spazio alla spiegazione tecnica della macchina del tempo usata per passare dall’anno 2036 agli anni 1975 e successivamente al 1998. Indubbie sono le sue grandi conoscenze nel campo della fisica e plausibili le nozioni che ha fornito sulla macchina, ma, perché tornò indietro nel tempo?
L’uomo spiegò che la necessità di tornare al 1975 era dovuta all’esigenza di recuperare un computer portatile IBM 5100 che, possedendo caratteristiche rimaste nascoste alla maggior parte degli utilizzatori del modello, in futuro, si sarebbe resa fondamentale per diverse essenziali applicazioni tecnologiche. In merito alle peculiarità nascoste del modello di computer citato, i tecnici dell’IBM hanno confermato quanto dichiarato da John Titor fornendo così una ulteriore prova della veridicità delle sue parole. Il racconto proseguì e Titor raccontò al popolo di Internet che prima di rientrare nel suo tempo, per una promessa fatta a suo nonno, che aveva incontrato nel 1975 e che lo aveva aiutato a recuperare il computer portatile IBM e per la volontà di comprendere perché, durante il Millenium Bug, tutto era filato liscio contrariamente alle previsioni catastrofiche inerenti al preannunciato collasso informatico, aveva deciso di fermarsi nel 1998, anno della sua nascita. La gente apprese così che l’uomo avrebbe incontrato i suoi genitori e rivelato loro e a poche persone fidate la sua vera identità. I genitori lo avrebbero accolto dapprima spaventati e sorpresi, in seguito, con calore, ospitandolo per quasi tre anni e facendo tesoro di tutti i consigli e suggerimenti che ha fornito per tutelare la loro e la nostra esistenza futura. Nei suoi racconti, Titor, ha dedicato ampio spazio allo stile di vita degli uomini degli anni a venire. La guerra e ciò che ne conseguirà, pare spingerà i sopravvissuti a muovere verso le campagne, dove preponderante sarà il ritorno alla coltivazione della terra e a uno stile di vita basato sui sani principi di un tempo in concomitanza ad notevole interesse e progressione nel campo tecnologico. Pare che nel 2036 coesisteranno le vecchie macchine per scrivere e la macchina del tempo, che molti dei mali oggi considerati mortali e senza guarigione verranno debellati, che per necessità di sopravvivenza l’abile scienziato si adatterà a fare anche il falegname, ma che la serenità albergherà negli animi della gente.
Molte delle informazioni fornite da John Titor si sono rivelate infondate (o, se vogliamo accondiscendere alla sua versione della storia, non esistenti in questa linea temporale), mentre altre, per altro molto importanti per lo sviluppo tecnologico e scientifico, si sono avverate. Nessuna guerra civile si è verificata in America dall’anno 2005 ad oggi, ringraziando il cielo, per ora, dopo la seconda guerra mondiale, chi tiene le redini dei paesi industrializzati del mondo, ha conservato il senno e cercato (perlomeno in apparenza) di coltivare la pace e non seminare il seme della guerra, ma chi ci può garantire che la comparsa di quest’uomo e le sue rivelazioni non abbiano inevitabilmente alterato la nostra linea temporale salvandoci dalla peggiore delle fini?
Qualche tempo dopo la sua ipotetica partenza, un uomo e una donna si sono presentati presso lo studio di un avvocato, dichiarando di essere i genitori di John Titor e hanno depositato la registrazione video della partenza del viaggiatore del tempo, oltre a una serie di documenti contenenti la sua testimonianza, fotografie e il manuale della macchina del tempo.
Speriamo che la storia narrata da questo misterioso signore, sia il frutto della mente fertile di un possibile scrittore di narrativa fantascientifica con la piena padronanza della fisica, resta il fatto che John Titor ancora oggi, a distanza di otto anni dalla sua comparsa in quel forum, è rimasto leggenda e, sempre ancora oggi, chi apprende dei suoi racconti, ancora si turba, sperando che la sua storia sia soltanto la solita leggenda metropolitana.

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