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L'ANGOLO DELLA POESIA

dalla RACCOLTA POESIE
di Alberto Virgilio

TERRA DELLA SORTE

Quante volte t’amo
e quante ti rifuggo
Lucania, terra della sorte
assurda contraddizione
di fierezza e d’umiltà.
Le braccia tese
dai lidi di Metaponto e di Maratea
non spezzano la morsa
che ti chiude
tra paesi arroccati
valli silenziose
fiumi dirupati asciutti
colline bruciate di sole
praterie solitarie;
nel limitare delle case
(dove donne vestite di nero
sembrano l’immagine della morte),
nei vicoli bui deserti
- dove il cane notturno
latra una pena senza luce d’attesa,
sul dorso degli asini lenti
come i treni ferrosi
che muovono dalle tue stazioni.
E stringi in unico rimpianto
chi parte e chi resta
Lucania, terra della sorte. 

RITORNO 

Forse rivedrò l’umile volto
delle colline  aride che mi chiamano
nel crepuscolo  che mi tiene avvinto
alla valle di silenzio
culla disadorna
al mio sguardo di fanciullo,
forse la brama inappagata
dell’ultima voce che mi resta
sarà  foriera di più vasta vena
come il filo del ruscello
i spegne tra l’erba rinsecchita,
forse tutto sarà vero al mio ritorno
con il cuore e con la mente
dilaniati dallo stesso amore.

Alberto Virgilio  (2008, inedita)

LE FOGLIE

Dall’albero della vita
le foglie cadono veloci
i rami restano spogli
senz’attesa di nuove primavere.

Alberto Virgilio (2008, inedita)

da RIME VARIE di Francesco Carafa
poeta d'Arcadia 1719

Parto coll’esito desiderato di un maschio.

Giunse intanto di già l’ora fatale,
E si aprì del destin la grande scena,
Del Capraio a bear la Terra amena
Diede picciolo Infante il primo vale.
Voce, che fè tremar d’ogni Rivale
L’Alma superba, e di furor ripiena;
Nato vedendo nell’ambita arena
Chi renderassi al maggior Auo eguale.
E se di quello ereditò per sorte
Di Giuseppe famoso il nome altero,
Sarà Erede del par di spirto forte.
E contro chi con il crudel pensiero
Al Genitore ordìo sinistro, e morte
Con gli anni mostreranno il cuor guerriero.

 All’Eccellenza della Signora Principessa
di Belmonte, per il famoso Poema fatto
in sua lode dal Signor Pietro Metastasio.

Posseder di sapienza Alma adornata,
Che distinta sù l’altre ergasi altera;
Ed a quest’accoppiar beltà adorata,
Che ti renda frà Dame or la primiera,
Sorte è in vero, o gran Donna, assai pregiata,
Per cui morda se stessa Invidia nera;
Ma deh quanto è maggior l’esser vantata
Da costui, che t’innalza a gloria vera!
Mentre il Tempo alle doti di natura
Apporta infine gli suoi estremi danni,
E cuopre il tutto smemoranza oscura.
Sostenute però se sopra i vanni
Son di celebre Cigno; all’or ne dura
Eterna lor memoria in faccia agli Anni.
Amante.

dalla "RACCOLTA INEDITE"
 di Paola Marenco

Nel silenzio

Immobile, come pesante macigno,
segnata sulla mappa del cuore,
fra animo e gola, dardo di fuoco: amarezza.
Fedele e perfida compagna,
pungente carezza del risveglio,
bacio gelido della buonanotte,
lacrima amara scagliata sul cuscino del sonno...
e quante ore di angosciose parole,
potrei tesserne interminabili fila,
per marcare i limiti dei miei anni, dei tempi persi,
delle espressioni sprecate e dei giudizi sommari,
di un male comprensibile solo ai privilegiati
maledetti di pianto, benedetti dalla mano di Dio,
con l’anima aperta come portone spalancato,
a soffrire l’indifferenza del silenzio,
capaci di udire l’urlo celato e lacerante
che implode nel petto ogni volta
che nasce un pianto nascosto.

dalla raccolta
"ASPETTANDO L'AURORA"
di Pietro Giovanni Lucarelli

CORRE IL TEMPO

Gira veloce il rotore
del decespugliatore,
lo manovra l'erbaiolo
nelle fresche e calde ore
per sarchiare i campi dall’ erboso invasore.
I prati sono coperti da tenere erbe
e gli alberi mostrano fruttuosità acerbe
il tempo le rende gustose e superbe
hanno colori e vitamine proterve
sono alimento sicuro per l’uomo
lui lavora solo per la gola.
Il tempo corre e non aspetta nessuno,
lui non ha padroni,
l’uomo con le sue invenzioni
s’ingegna a stargli dietro,
ma lui il tempo, scorre veloce
ahimè, è sempre avanti a troneggiare.
Le stagioni si alternano
non più con lo stesso ritmo,
persino la natura  si adegua a lui,
al suo scorrere veloce da e per ogni cosa ,
solo la vita resta lì a rimembrar
i tempi che furono...

dalla raccolta
"ME PIACE AMMORE"
della Poetessa Tina Piccolo

WOITJLA

"Santo subito"
il popolo grida
e un coro di angeli
è la risposta gioiosa.
Woitjla dal grande cuore,
dalla voce struggente
e lo sguardo innocente.
È il Papa della storia
e della tormentata umanità.
"Santo subito"
E Dio accoglie
con un sorriso luminoso
il suo apostolo d'amore.

dalla "RACCOLTA INEDITE"
di
OBELIX

In un momento di tristezza

Campanili, case, calli campielli
Quanti posti mi ricordano lei
Quante passeggiate, quanti sguardi,
ti sento nell’aria o forse sei ancora in me.
La pioggia, una corsa, un portico, una sosta
Aspettando che torni il sereno,
quanto ti ho amato
eppure oggi ti ricordo appena,
immagine sbiadita,
solo la tua voce, a volte, si ricorda di me
parlo con indifferenza, ti tratto male,
ma ti vedo ancora riflessa sull’acqua
accanto a me
mi giro, ma non ci sei.
Tanta è la voglia di te ma non si può
Cambiare la storia scritta da chi
Non ha mai posto il suo cuore
Oltre le proprie insicurezze.

Vivrò in un eterno istante.

In un momento di tristezza
Campanili, case, calli campielli
Quanti posti mi ricordano lei
Quante passeggiate, quanti sguardi,
ti sento nell’aria o forse sei ancora in me.
La pioggia, una corsa, un portico, una sosta.
Aspettando che torni il sereno,
quanto ti ho amato
eppure oggi ti ricordo appena,
immagine sbiadita,
solo la tua voce, a volte,
si ricorda di me
parlo con indifferenza,
ti tratto male,
ma ti vedo ancora riflessa sull’acqua
accanto a me.

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