logo_fen_mini.jpg (4384 byte) Pagina 16

Per un'immagine di Giovanna
di Mary Falco

Giovanna d'Arco

Per un'immagine di Giovanna che immagine abbiamo di Giovanna d'Arco? Rassegnamoci, nessuna! O meglio: nessuna che soddisfi i nostri odierni criteri di conoscenza obbiettiva.
Non erano tempi in cui si cercasse di diffondere immagini somiglianti, tanto che gli storici hanno avuto problemi anche a ricostruire volti di sue contemporanee ben più famose, come Lucrezia Borgia o, per restare in Francia, Isabella di Baviera, la chiacchieratissima madre di Carlo VII; per gli uomini, ancora ancora, s'era diffusa l'idea che il ritratto preparasse il popolo alla giusta venerazione d'un'autorità, politica o religiosa che fosse … ma una donna, anche se regina, doveva dare esempio di modestia e se tutti cantavano la sua bellezza, nessuno era convinto della necessità di rappresentarla, se non nel famoso quadro inviato al futuro marito, quando già si stendeva il contratto di nozze ... e va da sé che non era necessariamente un ritratto particolarmente fedele al modello! E se questo era il ruolo subordinato imposto ad una regina, quale poteva essere la fiducia accordata ad una donna guerriera? Scandalo o no, le donne nel medioevo si muovevano: la nostra stessa Caterina da Siena, con quasi un secolo d'anticipo, prese posizioni anche più scandalose di quelle della Pulzella e fu la vicinanza fisica al papa e non certo un carattere più mansueto, quello che le risparmiò il rogo! Ma un conto era la presenza fisica d'una donna, anche scomoda ed un conto l'immagine che s'intendeva darne ai posteri: così Caterina, come Giovanna, come mille altre, cominciarono ad essere rappresentate molti anni dopo che lo scandalo della loro vita e soprattutto quello della morte, era stato consumato e nessuno ne ricordava le fattezze reali. Nel caso di Giovanna non si poteva neppure sperare il miracolo d'una perfetta conservazione di spoglie, che pure si verificò per molte sante.

Di lei ci resta soltanto un capello nero impigliato, a mo' di firma autografa, nel sigillo di cera lacca d'una lettera inviata agli inglesi.
Un estratto della lettera inviata da Giovanna al re d'Inghilterra nel 1429 ce la mostra come una paladina della fede: "Sovrano d'Inghilterra, rendete conto delle vostre azioni al Re dei Cieli che vi ha conferito il vostro sangue reale. Restituite le chiavi di tutte quelle care città che avete strappato alla Pulzella (a lei e non al re! Questo lapsus sarà gravemente giudicato al processo) Ella è stata inviata dal Signore per reclamare il sangue reale ed è pronta alla pace se le darete soddisfazione rendendo giustizia e restituendo quanto avete preso.
Sovrano d'Inghilterra, se non agirete in siffatta maniera, io mi porrò a capo dell'esercito e, ovunque sul territorio di Francia trovi i vostri uomini, li costringerò a lasciare il paese, anche contro la loro stessa volontà. Se non dovessero obbedire a questo ordine, allora la Pulzella comanderà che vengano uccisi. Ella è inviata dal Signore dei Cieli per scacciarvi dalla Francia e promette solennemente che se non lascerete la Francia, ella, al comando delle truppe, solleverà un clamore quale non si è mai udito in questo paese da mille e mille anni. E confidate che il Re dei Cieli le ha conferito un potere tale da rendervi incapaci di nuocere a lei o al suo coraggioso esercito.” Una delle tante, perché non diede mai battaglia prima d'aver onestamente dichiarato le sue intenzioni ed offerto una soluzione pacifica del problema. Ma chi era veramente Giovanna d'Arco? Nacque nel 1412, ed era la quarta figlia d'una famiglia di contadini del villaggio di Domrémy, in Francia, in un periodo in cui la nazione era sotto la dominazione inglese a seguito della sanguinosa Guerra dei Cent'anni. Già il termine stesso di nazione è troppo moderno per l'epoca: i re d'Inghilterra e di Francia si contendevano la corona francese, come fosse un gioiello di famiglia. Alla morte dei re Enrico V di Inghilterra e Carlo VI di Francia, avvenute entrambe nel 1422, gli inglesi proclamarono Enrico VI, allora ancora bambino, re d'entrambe le nazioni.
L'erede legittimo al trono francese, Carlo VII, si rifiutò di abdicare, ribadendo i suoi diritti di successione al trono, ma non poté far celebrare la sua incoronazione, perché San Denis, come del resto tutta Parigi, eri in mano inglese.
Ne nacque una guerra civile, che vedeva gli Armagnacchi, partigiani del re, schierati contro gli inglesi ed i Borgognoni. I primi erano rappresentati dal fior fiore della cavalleria, mentre ciò che rendeva veramente invincibile l'esercito inglese, era una fitta e mobile.

continua a pag.17

pagina 15 sommario pagina 17