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Per un'immagine di Giovanna che immagine abbiamo
di Giovanna d'Arco? Rassegnamoci, nessuna! O meglio: nessuna che soddisfi
i nostri odierni criteri di conoscenza obbiettiva.
Non erano tempi in
cui si cercasse di diffondere immagini somiglianti, tanto che gli storici
hanno avuto problemi anche a ricostruire volti di sue contemporanee
ben più famose, come Lucrezia Borgia o, per restare in Francia, Isabella
di Baviera, la chiacchieratissima madre di Carlo VII; per gli uomini,
ancora ancora, s'era diffusa l'idea che il ritratto preparasse il popolo
alla giusta venerazione d'un'autorità, politica o religiosa che fosse …
ma una donna, anche se regina, doveva dare esempio di modestia e se
tutti cantavano la sua bellezza, nessuno era convinto della necessità
di rappresentarla, se non nel famoso quadro inviato al futuro marito,
quando già si stendeva il contratto di nozze ... e va da sé che non
era necessariamente un ritratto particolarmente fedele al modello! E
se questo era il ruolo subordinato imposto ad una regina, quale poteva
essere la fiducia accordata ad una donna guerriera? Scandalo o no, le
donne nel medioevo si muovevano: la nostra stessa Caterina da Siena,
con quasi un secolo d'anticipo, prese posizioni anche più scandalose
di quelle della Pulzella e fu la vicinanza fisica al papa e non certo
un carattere più mansueto, quello che le risparmiò il rogo! Ma un conto
era la presenza fisica d'una donna, anche scomoda ed un conto l'immagine
che s'intendeva darne ai posteri: così Caterina, come Giovanna, come
mille altre, cominciarono ad essere rappresentate molti anni dopo che
lo scandalo della loro vita e soprattutto quello della morte, era stato
consumato e nessuno ne ricordava le fattezze reali. Nel caso di Giovanna
non si poteva neppure sperare il miracolo d'una perfetta conservazione
di spoglie, che pure si verificò per molte sante.
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Di lei ci resta
soltanto un capello nero impigliato, a mo' di firma autografa, nel sigillo
di cera lacca d'una lettera inviata agli inglesi.
Un estratto della lettera inviata da Giovanna al re d'Inghilterra nel
1429 ce la mostra come una paladina della fede: "Sovrano d'Inghilterra,
rendete conto delle vostre azioni al Re dei Cieli che vi ha conferito
il vostro sangue reale. Restituite le chiavi di tutte quelle care città
che avete strappato alla Pulzella (a lei e non al re! Questo lapsus
sarà gravemente giudicato al processo) Ella è stata inviata dal Signore
per reclamare il sangue reale ed è pronta alla pace se le darete soddisfazione
rendendo giustizia e restituendo quanto avete preso.
Sovrano d'Inghilterra, se non agirete in siffatta maniera, io mi porrò
a capo dell'esercito e, ovunque sul territorio di Francia trovi i vostri
uomini, li costringerò a lasciare il paese, anche contro la loro stessa
volontà. Se non dovessero obbedire a questo ordine, allora la Pulzella
comanderà che vengano uccisi. Ella è inviata dal Signore dei Cieli per
scacciarvi dalla Francia e promette solennemente che se non lascerete
la Francia, ella, al comando delle truppe, solleverà un clamore quale
non si è mai udito in questo paese da mille e mille anni. E confidate
che il Re dei Cieli le ha conferito un potere tale da rendervi incapaci
di nuocere a lei o al suo coraggioso esercito.” Una delle tante, perché
non diede mai battaglia prima d'aver onestamente dichiarato le sue intenzioni
ed offerto una soluzione pacifica del problema. Ma chi era veramente
Giovanna d'Arco? Nacque nel 1412, ed era la quarta figlia d'una famiglia
di contadini del villaggio di Domrémy, in Francia, in un periodo in
cui la nazione era sotto la dominazione inglese a seguito della sanguinosa
Guerra dei Cent'anni. Già il termine stesso di nazione è troppo moderno
per l'epoca: i re d'Inghilterra e di Francia si contendevano la corona
francese, come fosse un gioiello di famiglia. Alla morte dei re Enrico
V di Inghilterra e Carlo VI di Francia, avvenute entrambe nel 1422,
gli inglesi proclamarono Enrico VI, allora ancora bambino, re d'entrambe
le nazioni.
L'erede legittimo al trono francese, Carlo VII, si rifiutò di abdicare,
ribadendo i suoi diritti di successione al trono, ma non poté far celebrare
la sua incoronazione, perché San Denis, come del resto tutta Parigi,
eri in mano inglese.
Ne nacque una guerra civile, che vedeva gli Armagnacchi, partigiani
del re, schierati contro gli inglesi ed i Borgognoni. I primi erano
rappresentati dal fior fiore della cavalleria, mentre ciò che rendeva
veramente invincibile l'esercito inglese, era una fitta e mobile.
continua a
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