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FESTA DEL SACRO CUORE DI GESÚ
di Aldo Viviano (*)

L'AMPIO MOSAICO
DEI SIMBOLI ELETTORALI

di Aldo Viviano (*)

19 giugno: FESTA DEL SACRO CUORE DI GESÚ - Segna il tema delle contrapposizioni, da morte a vita: il passaggio spirituale è lapidario in San Paolo.
"Quando eravate schiavi del peccato, quali frutti riportaste in quelle cose di cui ora dovete arrossire? La loro fine è la morte.
Ma ora, liberati dal peccato e fatti servi di Dio, raccogliete frutti per la santificazione, e la fine è la vita eterna.
Perché la paga del peccato è la morte, invece il dono gratuito di Dio è la vita eterna in Gesù Cristo, Signor nostro" (Romani 6,20-23).
Ė in relazione al battesimo cristiano: "la legge dello spirito di vita, che è in Gesù Cristo, mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte" (Romani 8,2). Gli uomini si dividono in due categorie: coloro che avendo aderito a Cristo, hanno scelto la morte e l'odio del mondo.
Noi cristiani abbiamo fatto la nostra scelta che si manifesta nell'amore ai deboli e a coloro che soffrono.
Il discorso della montagna prepara a quanto dirà Gesù presentandosi come il buon pastore.
"Io sono il buon pastore che dà la vita per le sue pecore … Conosco le mie pecore ed esse conoscono me, come il Padre conosce me ed io conosco il Padre, e per le mie pecore do la mia vita.
Nessuno ha amore più grande di colui che sacrifica la propria vita" (Giov.10,11 – 15 e 15,13). L'odio è la separazione dei cristiani dal mondo che vive fuori dall'area religiosa.
Il sentimento di compassione verso le miserie umane è un sentimento proprio di Dio che lo esercita dalla prima disfatta adamitica, attraverso tutti i tempi nel corso della storia, sia direttamente che attraverso i Patriarchi, i Profeti ed ultimamente in Gesù, insieme ai santi ed alla chiesa in comunione con lui… Il cuore à la sede della conoscenza, contrariamente alla concezione occidentale che lo fa sede degli affetti, mentre in Oriente l'amore risiede nelle viscere.
Oggi ricordiamo la conoscenza che Gesù ha di noi.
Egli conosce il suo gregge, e proprio in virtù di questa eletta conoscenza siamo da lui amati fino al dono di sé sulla croce.
Il cristiano perciò, avendo compassione della propria e dell'altrui miseria, esprime con atti e nella vita i suoi migliori propositi che hanno inni si liberano da determinismo di natura o ciclico di stagioni, e liberamente scelgono di dipendere soltanto dalla volontà di Dio che è amore.
Gesù rivela la sapienza del disegno di amore del Padre ed insegna a conformarsi in obbedienza totale.
S. Paolo, contemplando il piano di Dio nelle sue dimensioni più in scrutabili, si compiace di sottolineare l'originalità della dottrina che si basa sull'amore di Dio, anziché su sistemi umani di saggezza e di salvezza.
L'eucarestia, segno sacramentale della volontà amorosa del Padre e del Figlio, invita a portarla attuosa in se stessi e negli altri.
L'amore di Dio è aperto all'universo per far abitare in ogni creatura la vera vita.
I beni terreni della creazione sono segni di Dio, provengono da lui.
Ciò che non si può condividere è lo spirito del mondo, cioè il peccato.

(*)
Aldo Viviano Parroco della Parrocchia di San Luca Abate Carbone (PZ)

Anche questa volta abbiamo dovuto leggere l'ampio mosaico di simboli in gara per le elezioni, sono ritornate immancabilmente la storica insegna che s'ispira alla teorizzazione del solito manifesto ottocentesco di popolare memoria.
L'autore previde come avvenimento la caduta del capitalismo.
Questo, attraverso un continuo aggiustamento, non è crollato, anzi risulta più fiorente delle finanze pubbliche. L'economista aveva annunciato la rivoluzione, oggi smentita, forse perché sconfitta nel tempo, difatti la Sinistra politica, quella seria, non quella caduca, sembra aver imboccato la strada del riformismo.
Egli delineò logiche e consequenzialità nei processi di sviluppo, però questi hanno obbedito a leggi completamente diverse, per cui nessuna delle anticipazioni ideali della storia industriale può essere ritenuta valida.
Stimolò la nascita dell'avanzata operaia ("avanti popolo") che avrebbe dovuto seppellire la democrazia, mentre questa s'è diffusa sempre più ed è ormai la forma di regolazione dei rapporti umani in cui vive la grande maggioranza dell'umanità evoluta.
Annunciò l'immancabile fine dei fenomeni religiosi, ed oggi in pieno scientismo le religioni costituiscono il punto di riferimento principale.
Agganciò tutta la sua analisi alla questione della proprietà dei mezzi di produzione, ed invece la rete delle partecipazioni finanziarie internazionali è tale per cui in molti casi nessuno sa chi abbia la proprietà di determinati mezzi di produzione.
Oggi più che mai, mentre si agita il moto elettronico e telematico, e la società entra in una fase più matura dello sviluppo, si vede meglio come i discorsi della Sinistra estrema, imperniati sul concetto di classe sociale e sul proletariato, diventano categorie sociologiche sorpassate e del tutto anacronistiche.
Dove cominciano e dove finiscono, infatti, i confini delle classi, nella società della comunicazione totale, dell'accesso universale all'informazione, dell'omologazione culturale, del turismo planetario, del cosmopolitismo a portata di volo "charter", mentre gli indici di conoscenza delle lingue e di interpenetrazione tra i ceti, i popoli, i continenti diventano elevatissimi e possono innalzarsi ancora di più in tempi ravvicinati?
E per converso, c'è la lotta di classe in società in cui si scapigliano i corporativismi più diversi e numerosi, e il pluralismo non solo non si polarizza né dà vita a poche e frontali contrapposizioni, ma si parcellizza sempre di più, creando fenomeni per cui mentre si fa più esteso ed omogeneo il plafond culturale della popolazione, diventano più effervescenti e diversificati i bisogni, gli orientamenti, i gusti e le rivendicazioni di ciascuno?
Le repliche, della storia hanno smentito il marxismo classico.
A mio modesto parere non ha più nulla da dire.
Il fondatore è realmente morto, come finti sembrano i nipotini di fragile costituzione dottrinale e forse altresì numerica … Appartengono al passato, non più al presente.

(*)
Aldo Viviano Parroco della Parrocchia di San Luca Abate Carbone (PZ)

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