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(in lingua inglese)

The Audacity of hope
di Robert Rowley
Obama and the Cynics At the
beginning of June in Egypt, President Obama addressed the people of
the Middle East.
His goal was to extend a hand of friendship to the Muslim world, and
to convince followers of Islam that the United States was not an enemy
of that great religion.
His purpose, too, was to propose a resolution to the ongoing conflict
between Israel and Palestine, a commonsensical approach that asked both
parties to take a broader view of the struggle, suggesting that each
party try to see the antagonism from the other's point-of-view.
Moderates who heard Obama's courageous speech hailed it as a new beginning
in American foreign policy in the Middle East, a sensitive tone that
recognized the contributions of the ancient cultures of the region.
But extremists on either side immediately attacked Obama's proposal,
accusing him of not blaming their opponents sufficiently for their part
in the conflict.
Nor did it take long for critics from the political right in America
to criticize the president for being naïve in trying to broach the subject
of peace in a region perpetually engaged in warfare.
These right-wing cynics view the people of the Middle East as uncivilized,
incapable of acting in accordance with the superior morality of the
Western world.
The very extreme right-wing believes these "foreigners" should be exterminated,
and any American president who attempts diplomacy with them is either
seriously deranged or an enemy of the people.
Sadly, the cynical view of American foreign policy prevailed over the
last eight years of the previous administration; and it will take many
more years to accomplish small measures in the rehabilitation of American
standing in the world.
What many moderate and progressive Americans on the political left find
discouraging is the attempt by the right to demonize Obama or to characterize
him as politically naïve.
When not criticizing him for being a part of the Muslim world, they
simply suggest that his is a childish view of how to deal with foreign
governments and terrorists.
To these cynics, people unlike themselves are always "bad," and nothing
can be done to change their behavior.
Because Obama is a leader who sees things differently, he cannot be
taken seriously.
But even extreme factions in the Middle East recognize what kind of
world leader they are dealing with in President Obama.
They have already referred to him as a "Wise Enemy," crediting him with
greater wisdom and power than the American right is willing to acknowledge.
A cynic is a person who, upon meeting ten people during the day—nine
of whom greet him with friendship, but the tenth does not—determines
that all people are unfriendly.
This is the attitude that has characterized American foreign policy
for too long, and it is one that is easy to maintain.
It is always easier to suspect the motives of others, to cast aspersions
on their behavior.
The opposite path—to have the courage to act with positive conviction
despite recognizing the foibles of human nature—is much more difficult
and frightening to people.
"What if I act properly and my actions are not reciprocated?" they ask.
In other words, "What if I am nice to people and they are mean to me?"
As simple as this fear seems, it is one that governs much of human behavior.
Before being elected president, Barack Obama wrote a book called "The
Audacity of Hope," whose message is elementary: in the cynical world
in which we live, it will take humankind a certain amount of courage
(audacity) to hope to forge a better future for our children and their
children's children.
He will ask all citizens of the world to get in touch with their better
angels, to act altruistically for the common good.
In the meantime, he will step forth into the current political quagmire
keeping in mind the West African proverb another great American president,
Theodore Roosevelt, was fond of quoting: "Speak softly and carry a
big stick; you will go far.
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(in lingua italiana)
Traduzione del prof. Gianni Latronico

L'audacia
opera virtuale di Gianni Latronico
Obama e i cinici
All'inizio di giugno, in Egitto, il Presidente Obama ha parlato alla
gente del Medio Oriente.
Il suo obiettivo era di tendere una mano di amicizia al mondo mussulmano
e di convincere i seguaci dell'Islam che gli Stati Uniti non erano nemici
di quella grande religione. Il suo scopo era anche di proporre una risoluzione
al conflitto continuo fra Israele e la Palestina, con un metodo di buonsenso
che chiedeva ad entrambi i partiti di avere una veduta più ampia della
lotta, suggerendo che ogni schieramento cercasse di vedere l'antagonismo
dall'altrui punto di vista.
I Moderati, che hanno sentito il coraggioso discorso di Obama, lo hanno
giudicato come il nuovo inizio nella politica estera americana in Medio
Oriente, con un tono sensibile, che ha riconosciuto i contributi delle
culture antiche della regione. Ma gli estremisti di ogni lato immediatamente
hanno attaccato la proposta di Obama, accusandolo di non biasimare abbastanza
i loro avversari per la loro parte nel conflitto.
Né c'è voluto molto per i critici dei diritti politici in America di
criticare il presidente per essere un ingenuo nel cercare di toccare
l'argomento della pace in una regione impegnata continuamente nella
guerra.
Questi cinici di destra considerano la gente del Medio Oriente incivile
ed incapace di comportarsi in conformità della superiore moralità del
mondo occidentale. L'ala più estrema della destra crede che questi
"stranieri"
dovrebbero essere sterminati e che qualsiasi presidente americano, che
tenta seriamente la diplomazia con loro, o è fuori di testa o è un nemico
della gente. Purtroppo, il punto di vista dei cinici della politica
estera americana è prevalso negli ultimi otto anni della precedente
amministrazione; e ci vorranno ancora molti altri anni, per compiere
piccoli passi nella riabilitazione della reputazione americana nel mondo.
Ciò che molti Americani moderati e progressisti della sinistra politica
trovano scoraggiante è il tentativo dalla destra di demonizzare Obama
o di caratterizzarlo politicamente come ingenuo.
Invece di criticarlo come appartenente al mondo mussulmano, suggeriscono
semplicemente che la sua sia una visione puerile nel trattare con i
governi stranieri ed i terroristi. Per questi cinici, la gente, che
non la pensa come loro, è sempre "malvagia" e non c'è niente da fare,
per cambiare il loro comportamento.
Poiché Obama è un capo, che vede le cose diversamente, non può essere
preso seriamente. Ma persino le fazioni estreme del Medio Oriente riconoscono
con quale tipo di capo del mondo stanno trattando nei confronti del
presidente Obama.
Già si sono riferiti a lui come ad un "nemico saggio", attribuendogli
maggiori poteri e saggezza, di quanto la destra americana sia disposta
a riconoscergli. Cinico è uno che, se incontra dieci persone durante
il giorno - nove di loro lo salutano con amicizia, ma la decima non
lo fa - dichiara che tutta la gente è ostile.
Questo è l'atteggiamento, che ha caratterizzato per troppo tempo la
politica estera americana e che è fin troppo facile da mantenere.
È sempre più facile mettere sotto accusa i motivi degli altri, per disapprovarne
il comportamento. Il percorso opposto - di avere il coraggio di comportarsi
con la convinzione positiva, malgrado il riconoscimento dei punti deboli
della natura umana - è molto più difficile e spaventoso per la gente.
"Che cosa succede se mi comporto correttamente e le mie azioni non vengono
ricambiate?" si chiedono. Cioè "Che cosa succede, se sono gentile con
la gente e questa è vile con me?" Semplice com'è, questo timore influenza
molto il comportamento umano.
Prima dell'elezione a presidente, Barack Obama ha scritto un libro dal
titolo "L'audacia della speranza", il cui messaggio è elementare: nel
mondo cinico, in cui viviamo, all' umanità ci vorrà una certa dose di
coraggio (audacia) per sperare di forgiare un futuro migliore per i
nostri figli e per i figli dei loro figli.
Chiederà a tutti i cittadini del mondo di mettersi in contatto con i
loro migliori angeli e di comportarsi altruisticamente per il bene comune.
Nel frattempo, farà un passo avanti nel pantano politico corrente, che
tiene presente il proverbio di un altro grande presidente americano
dell'Africa Occidentale, Theodore Roosevelt, che era solito dire:
"Parlate
sottovoce e portate un grosso bastone; così andrete lontano".
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