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ANTONIO
CERVINO

Statua del Cristo di Maratea
OLTRE IL TEMPO
Terza edizione cartacea marzo 2004
Prima Edizione La fenice on line
luglio-agosto 2009
Seconda pagina della copertina
PERCORSO CULTURALE SULLA POESIA DELLA RELIGIOSITA' DI ANTONIO CERVINO
del prof. Mario Santoro.
La poesia di Antonio Cervino si può definire prevalentemente di tipo
religioso e questo segna un percorso che di per sé è scelta consapevole
di vita ed impegno, sicché l'uomo, il sacerdote, il poeta finiscono
col coincidere e costituiscono un tutt'uno che impiacevolisce e sorprende
ad un tempo nella modestia e cordialità della persona. In ogni caso
possiamo individuare nel percorso poetico alcuni riferimenti precisi
e puntuali che vanno dalla memoria al sogno, attraverso il canto, l'elegia,
la preghiera, l'ironia, la satira con l'uso del giambo. … C'è un chiaro
segnale guida, scrive Aldo Viviano sul quotidiano "La Lucania" del 03.11.2002,
di tipo didascalico educativo ... amministrato con operoso "calcolo",
in costrutto di attento riverbero, gratificante accoglimento, congeniale
lettura"
(Da "La MEMORIA E L'IDENTITA' – Antologia di poeti e scrittori lucani
pubblicata dal Consiglio Regionale di Basilicata – marzo 2004).
PREFAZIONE ALLA TERZA EDIZIONE
Il successo
di questo volumetto, giunto alla terza ristampa , penso che sia legato
all'intima esigenza di ascoltare e approfondire le conoscenze di carattere
etico e religioso che vanno "Oltre il Tempo" concesso ai mortali. Il
desiderio insopprimibile dell'uomo è vivere anche dopo la morte. Il
Signore Gesù indica la strada: "Chi vive e crede in me non morirà in
eterno". Le parole di Gesù trovano la loro spiegazione nel fatto che
esse rivelano nel tempo il mistero di Dio e fanno visibile, a noi viandanti
nel tempo, l'invisibile volto del Padre. L'affermazione del Risorto
si attuerà appieno nella contemplazione dell'Eterno e Invisibile Dio,
che tutti i buoni sono chiamati a fruire nella vita del mondo che verrà.
L'autore
IL CREATO PARLA
DI TE
L'universo nel quale vive l'uomo
è segno o Dio dell'immenso amore
che hai per chi creasti a tua sembianza:
è raggio di Tua luce senza fine.
Ti specchi nel sorriso gaio
e schietto
dei bimbi che a Te tendon le manine
per ottenere aiuto e sicurezza.
Ma la tua luce brilla più possente
nel povero che giace abbandonato
e in questa società protesa al lucro
non trova ascolto, eppure grida a tutti:
"Anch'io son portatore di messaggi,
qualcosa posso dar gratuitamente,
a gioia di un sorriso che val tanto,
un grazie che di cuor nessun ti disse".
Vi è spesso chi il sopruso mette innanzi
e pensa di abitare nella giungla.
E' proprio ver che vinca il prepotente?
Gli ingordi son seguaci di tal norma,
color, che chiusi in egoismo bieco,
non sanno dare senso a propria vita,
ignorano che cosa voglia dire
la gioia immensa di un sorriso gaio,
l'acre sapor di lacrime versate.
"Venite a me voi che affannati siete,
troverete ristoro a stanche membra".
Del divo Nazareno è un tal messaggio
e, qual pietoso padre a braccia aperte,
accoglie quanti in Lui san confidare
ed a sicuro porto condurrà.
Mille miliardi di astri sparsi in cielo
giammai potranno trattenere in grembo
l'immenso amor che Dio, il Creatore,
ha per la creatura tanto amata,
redenta dalla vita di suo Figlio,
e a lui ritornerà smagliante e bella.
Tien ferma la mia mano, o immenso Dio,
dirigi i passi miei verso la vita,
che io segua Te luce e speranza mia,
e i giorni miei invan non passeranno.
LA FEDE
Il dono che vien fatto
ad ogni battezzato
il giorno del suo ingresso
in Chiesa militante
è quello della Fede.
E' un seme non visibile,
sarà il possessore,
che mosso dalla Grazia,
a germogliar farà,
lo innaffierà con opere,
talvolta con il pianto
che sgorga dal dolore,
a volte con il sangue
di vita data in dono
a pro di chi non conta
in nostra società.
Il seme cresce in fretta
se affonda le radici
in ubertosa terra,
nascosto ed in silenzio,
diventa annoso ulivo
ognora verdeggiante
e i turbini impetuosi
saran solo carezze.
Ad ogni ramo è impressa,
è scritta una parola:
Speranza, leggo in uno,
in altro Carità,
in altri è scritto ancora:
Giustizia e amor di pace,
Fortezza nell'oprare,
Modestia in apparire,
nel viver Temperanza.
Fra chioma sempre verde
o negli anfratti interni
sicuro v'è rifugio
per svolazzanti uccelli.
Le olive frantumate
e poste sotto presse,
fragrante olio danno
che dà sapore al cibo,
è balsamo alle piaghe,
è luce a buia dimora,
l'atleta irrobustisce.
La Fede è il fondamento
di tutte le virtù.
La Fede è abbandonarsi
fra braccia dell'Artista,
lasciarsi modellare
da mani Sue sapienti,
il mettersi all'ascolto
del verbo proclamato
o chiudersi in silenzio
ed ascoltar Sua voce.
A ognun di noi Lui dice:
"O figlio mio, se vuoi,
l'aiuto mio ti porgo:
la sorte di tua vita
sia lieta oppure ria
dipende sol da te".
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IL TEMPO E L'ETERNO
Chi governa il creato
è il buon Dio,
in Lui solo esiste l'eterno.
Ai mortali, benigno, concesse
uno spazio scandito dal Tempo.
Noi contiamo sia gli
anni che i mesi,
nonché i giorni, le ore e i minuti.
Quasi atleti impegnati sul campo
corriam tutti, protesi alla meta,
che, angustiati, chiamo:
La morte.
Mette a tutti tristezza e paura,
in eterno vorremmo campare,
ora il tempo concesso è scaduto,
nello stadio la corsa
è finita.
Come un fiume, dal mar generato,
attraversa pianure e dirupi,
forma laghi, cascate e disseta
ed in fine ritorna al
suo mare,
così è l'uomo su questo Pianeta:
nasce, vive, gioisce e dolora,
scopre, inventa, lavora in progresso,
a continua ricerca è proteso,
le sue opere duran millenni,
passa ad altri la propria esperienza,
all'Eterno per sempre ritorna.

foto da Sprazzi, Sprizzi e Spruzzi
(Ed. Valsele 2003)
DIO
PARLA ANCORA ?
Chi dirige una struttura
per minori da istruire
ha problemi quando piove
come far giocare i bimbi.
Vi è, di certo, la palestra,
biliardini e attrezzi vari,
sempre il calcio è preferito.
Son passati quarant'anni
ed allora dirigevo
un Collegio in quel di Muro.
Ogni giorno col pallone
qualche vetro era in frantumi.
Non mancavano i richiami …
era fiato al vento sparso;
mi toccava molto spesso
far le veci del vetraio.
Un dì un bimbo, molto
buono,
ruppe un vetro e … giù le lacrime!
I compagni, stretti intorno:
"Ora senti … don Antonio!"
Vado in classe e, sol
per caso,
chiamo lui e, serio, dico:
"Chi ha creato l'Universo?"
Singhiozzando dice: "Io …
e mai più lo rifarò":
Le risate dei compagni
posson solo immaginarsi!
A distanza di tanti anni
torna a mente la risposta
di quel bimbo … che carino!
Fu profeta l'innocente?
Se il creato noi miriamo
come l'uomo l'ha ridotto,
senza dir le cattiverie,
guerre, odi, frodi e inganni …
rifarebbe Dio il creato?
Io, da prete, dico: sì,
tutto è frutto dell'amore.
Io varrei che Dio parlasse,
ma nell'intimo a me dico:
-Non è vero che ha parlato
col Vangelo di Suo Figlio,
coi profeti e molti santi,
le persone a Lui votate?
Ogni giorno, piante e
fiori,
valli, piani ed alti monti,
fiumi, laghi e mari immensi,
sole, luna e stelle in cielo,
quanto pulsa in Universo
è megafono di Dio.
Benda gli occhi e tura orecchie
solo chi non vuol capire.

foto da Sprazzi. Sprizzi e Spruzzi
(Ed. Valsele 2003)
IL PASSATO
Sono giorni di vento
e di pioggia,
son costretto a starmene in casa,
legna secca scoppietta e scintilla
e il tepore invita a poltrire.
La memoria è la sola
compagna,
testimone dei tempi passati
del futuro sicuro computer.
Solo ad essa non puoi tu mentire,
né inventare scusanti
a tuo pro.
E' lo specchio del tuo passato,
di coscienza è la voce fedele.
Molte volte diciamo, conviti:
se tornassi nel tempo
passato,
cambierei il mio modo di agire.
Restan sempre le azioni compiute,
sia il male che il bene operati.
Per chi crede, il bene
è per vita
ed il male è per morte sicura.
Sarò, forse, fra quelli che vivono
o fra chi mai la Vita vedrà?
Una voce sussurra al
mio orecchio:
"Non ricordi che hai vita da me?
Per amore ti ho generato
e non voglio che
vada perduto.
Sei l'orgoglio
di tutto il creato,
sei mio figlio, mio erede, mio tutto!
Son tuo Dio, mi chiamo: Bontà.
Devi dire soltanto; perdonami!

foto da Sprazzi,
Sprizzi e Spruzzi
(Ed. Valsele 2003)
continua a
pag. 25
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