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 ANTONIO CERVINO OLTRE IL TEMPO
 Terza Edizione cartacea
 riprodotta on line

continua da pag. 24

IN LUI

Ogni giorno, aprendo gli occhi,
volgo a Te eterno Dio
il pensiero deferente
per il dono della vita.

Anche oggi mirar posso
le grandezze del creato,
gioia immensa desti in me.
Io contemplo estasiato

monti, cielo, fiumi e valli
da Te sparse sul cammino
del viandante verso Te:
Gloria a Te immenso Dio.

Il creato è un libro aperto,
è una scuola permanente,
tutti uguali siamo in essa,
uno solo è l'Insegnante

ed ha un solo desiderio
veder tutti uniti e dirGli:
siamo uniti, siam fratelli,
Tu in noi e tutti in Te.

PREGHIERA DEL FANCIULLO

O Signor ti ringrazio del bene
che hai Tu dato quest'oggi a me.
Tu sei grande per tutto il creato
e ti sento al di dentro di me.

Ti rivedo in chi bussa alla porta
ed è in cerca di pane e lavor,
in chi giace nel letto del duolo,
in chi spera in un mondo miglior.

Fa' Signor che io sia da grande
portatore di gioia e di amor,
non più guerre, miserie ed affanni,
ma fratelli tra noi ed in Te.

O Signor la mia mamma proteggi,
guida sempre il mio caro papà,
i parenti, gli amici e i lontani,
pace eterna a chi fu come me.

bimbo_in_preghiera.jpg
foto da Sprazzi, Sprizzi e Spruzzi
(Ed. Valsele 2003)

L'INNO EUROPEO DEL FANCIULLO

L'alba radiosa
per l'Europa nostra spuntò,
non più le guerre,
ma la pace sempre vi sarà.

Ritornello
Su cantiamo, esultiamo
e gioiamo tutti in cor:
pace nei secoli sovrana regnerà

L'odio fra i popoli
foriero è sol di povertà,
l'amore unisce e porta
a tutti la prosperità.

Ogni europeo
libero pensiero esprimerà,
la dittatura non più
accesso fra di noi avrà.

Moneta uica
pei popoli circolerà,
un sol vessillo
sui pennoni sventolerà.

Anche se bimbi
siam custodi dell'eredità,
trasmetteremo ai posteri
il gran ben dell'unità.

N:B L'inno composto da mons. Antonio Cervino è cantato dai bimbi della Struttura educativo – assistenziale della Charitas Christi di Policoro durante l'alzabandiera. Il motivo musicale è quello dell'inno europeo preso dall'Inno alla Gioia di Beethoven.

stellamaris.jpg

stellamaris1.jpg
Collegio "Stella Maris" Policoro
Sprazzi, Sprizzi e Spruzzi
(Ed. Valsele 2003)

 FRA LE MIE BRACCIA

Avevo allor dieci anni e la mia mamma
da mesi era allettata ed era grave,
Il medico ci disse: "Ha pochi giorni".

Mi fece cenno di sederle accanto,
con voce, quasi tremula, mi disse:
"Non ti dimenticar della tua mamma.


dall'altro mondo io vi seguirò".
Dopo due giorni fra le braccia mie
spirò il fratellino di tre mesi:

Luigino fu chiamato al sacro Fonte.
Per qualche istante il bimbo senza vita
lo volle mamma per l'estremo addio.

Coprì il corpicino coi capelli,
lo strinse a sé, quasi per dargli vita
e affranta ripeteva singhiozzando:

"Fra poco accanto a te sarò per sempre,
la ninna nanna, amore della mamma,
a te io canterò nell'altro mondo ".

IL VOTO

La mamma inferma ed io con l'asinello
verso "Marchese" dirigevo i passi;
il sol Leone quasi mi stordiva.

Fra sterpi arsi e spine luccicava
qualcosa che attirò la mia attenzione:
era un quadretto dalla forma ovale

raffigurante la Vergin di Pompei.
Le diedi tanti baci e ripetevo:
"Fammi guarire mamma e ti fo' voto:


A Te io porterò …, fra me dicevo,
io non ho niente, che cosa offrirò?
Una candela in voto accenderò!"

Le preci accorate di un bambino
la Madre di Gesù le ascolta sempre.
La mamma guarì ed io non accesi

quel cero che promesso avevo in voto.
Passaron tanti anni nell'oblio,
non ricordavo più il voto fatto.

Fatalità della vita o altro fu?
Il primo anno del mio sacerdozio
nel sacro Santuario di Pompei,

nel Seminario e nelle varie Opere
trascorsi di mia vita il più bell'anno!
Per un cero promesso e mai acceso

in cambio tanta luce ebbi in dono:
le vie del buon Dio non son le nostre,
è sol misericordia il metro Suo.

madonnadipompei.jpg
Vergin di Pompei Palermo – Ucciardone 1962
foto da Sprazzi. Sprizzi e Spruzzi
(Ed. Valsele 2003)

LE DUE VIE

Nella vita di ognuno di noi
forze alterne son sempre schierate,
da una parte vi è il bene che invita
a seguire la strada sassosa

e dall'altra vi è il male in agguato,
dall'aspetto suadente, che induce
ad azioni non certo conformi
alla legge che diede natura.

Se si ascolta la voce del bene
ecco i frutti che vengono a luce:
pace interna e gran gioia beata,
viver lieto ed in sana armonia,

Paradiso vien fatta la terra.
Ed i frutti non solo son questi,
vi è un riflesso e un risvolto sociale:
il progresso diventa ricerca,

non si guarda il color della pelle,
quel che unisce soltanto è desiato
pegno certo di vita più degna
per il singolo e i popoli interi.

Strada larga, spianata e diritta
è stagliata dinanzi allo sguardo
di chi segue la voce del male
seminando delitti ed inganni.

Sono inganni: il parlare non schietto,
il servirsi del doppio binario,
il carpire con fini secondi
la bontà della povera gente.

Oprar male è: togliere ad altri
il sudore di tanti risparmi,
venir meno agli impegni già presi,
gravar gli altri del proprio fardello;

porre fine ad altrui esistenza
con ferocia belluina e mostruosa,
il sopprimere in seno materno
una vita che voce non ha;

il far piangere il proprio fratello,
quasi vita durasse in eterno,
l'esser biechi e spietati usurai
che si beano all'urlo del duolo.

Stupratori, violenti e furfanti,
o malvagi, impudichi e invidiosi
furon sempre l'ostacolo immane
al progresso e alla pace nel mondo.

CONOSCI TE STESSO

La massima da tutti conosciuta,
invero da non molti praticata,
è quella che il buon Socrate inventò:
"Conosci te stesso".

Se ognun di noi prendesse buona usanza
di fare introspezione spesse volte,
di certo scoprirebbe molti falli
e a volte gravi.

Pietoso velo sulle nostre colpe
stendiamo a più riprese ripetendo:
"Le avverse circostanze della vita
ne furon causa".

Se appare sui giornali o alla TV
notizia bomba su persone note
chiosiamo e critichiamo con gli amici:
Vatti a fidare!"

"Ab uno disce omnes ,che marmaglia,
è gente cui va messo intorno al collo
capestro grosso dalla lunga corda
per soffocarla!"

Siam pronti a consegnare agli aguzzini
chi ancora non è stato giudicato
ma per sentito dire condanniamo
a cuor leggero.

Se al posto di quel Tizio fossi io
vorrei la comprensione e griderei:
"Per carità di Dio non mi sbattete
la porta in faccia!"

"Ad altro tu non far quel che non vuoi
che l'altro faccia a te, amico mio".
La frase del Maestro Nazareno
che ancor ripete:

"Ipocrita è colui che in occhio altrui
pagliuzza scorge, pur essendo orbo,
per grossa trave in occhio proprio posta".
Che assurdità!

Chi poi presume d'esser senza nei,
e chi sicuro è in questo mondo?
Prendendo la rincorsa "scagli pure
la prima pietra".

LA PRESUNZIONE

Molta gente non guarda lo specchio
per vedere il suo volto riflesso,
è per tema che scopra difetti
che conosce e non vuole vedere.

In compenso vi sono taluni
che di specchi ne hanno pur tanti
e da mane al tramonto, i Narcisi,
sono tronfi di loro beltà.

Sono questi che fanno paura,
abituati a specchiare i lor corpi,
pensan forse che il proprio di dentro
corrisponda all'immagine esterna.

Presunzione è alimento di vita,
lor persona, con "Io" sempre innanzi,
sempre mettono avanti al discorso
quasi fossero grandi scienziati.

Abituati a inventare menzogne,
e a narrarle più volte nel giorno,
son convinti che il loro racconto
corrisponda alla pura realtà.

Anche innanzi all'Altissimo Dio,
che nel cuore di tutti Egli legge
e neppure il respiro gli sfugge,
pettoruti sciorinano alteri

quanto oprato secondo la legge.
Le minuzie finanche hanno in conto,
che davvero son nulla di fatto,
ignorando quant'è carità.

son giganti le opere proprie,
quelle altrui son veri pigmei,
farisei di pessima razza
pubblicani essi mettono in calo.

Per fortuna ch'esiste il buon Dio
che sa legger nel cuore di tutti
e può dar la mercede desiata
o il castigo a chi mal perpetrò.

innocenza.jpg
Innocenza
foto da Sprazzi. Sprizzi e Spruzzi
(Ed. Valsele 2003)

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