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ANTONIO CERVINO OLTRE IL TEMPO
Terza Edizione cartacea
riprodotta on line

continua da pag. 26

VALORE DI UN SORRISO

Un sorriso val molto e nulla costa,
fa ricco chi il riceve e chi lo dona,
esso dura un istante ma il ricordo
                       talvolta è eterno.

Nessuno è tanto ricco da ignorarlo,
sì povero neppure da non darlo;
distanti per cultura, il loro incontro
                       è nel sorriso.

In casa porta gioia e nel lavoro
ridona a stanche membra nuova lena,
coraggio infonde a proseguir per via
                        già intrapresa.

E' segno di perdono e d'amicizia,
antidoto efficace nel dolore,
sicuro lenimento a chi in tristezza
                       tuttora giace.

E' un bene che giammai potrai comprare,
rubare tu non puoi ma sol donare,
valore ha in quell'istante in cui lo doni,
                         non lo sciupare!

Se incontri chi il sorriso non sa dare,
non indugiare molto, dallo tu!
Nessuno ha più bisogno di sorriso
                            come costui.

Le lagrime che sgorgan dal visino
di un bimbo che ti tende le manine
col tuo sorriso asciugale ed avrai
                             la gioia immensa.

Detergi il pianto di Chi giace in Greppia,
fagli un sorriso, non girar lo sguardo,
sarà Natale vero di tua vita:
                             sarai felice.

Bel visino
Bel visino (Natale, 2004)
dagli scritti di P. Faber
versi saffici di don Antonio Cervino

foto da Sprazzi. Sprizzi e Spruzzi
(Ed. Valsele 2003
)

 AMORE DI MAMMA

Non v'è parola al mondo
nel dì più pronunziata
di quella della "mamma".
La chiama a più riprese

il bimbo per l'aiuto,
il giovin per le imprese,
l'adulto per consiglio,
l'anziano per conforto.

Per esile che sia
è indomita guerriera,
impavida ella sfida
chi ai nati arreca danno.

Dicendo "mamma mia"
le labbra per tre volte
si baciano fra loro,
quasi ella innanzi fosse,

per darle tanti baci
e stringerla sì forte
per dirle: "Ti amo tanto".
La mamma è gioia e vita,

è amor che mai sfiorisce,
per ogni figlio è segno
d'amor che si fa dono
di vita che si strugge.

Se i figli sono tanti
l'amore suo è indiviso,
il tutto è per ognuno,
com'è l'amor di Dio. C

hi mi die' vita disse:
"Il mondo girerai,
incontrerai persone,
qualcuna interessata

potrebbe dirti: "Ti amo
darei per te mia vita";
non creder facilmente
a simile espressione,

la mente e il cuor t'inganna
chi t'ama più di me".
Mie mani in sue tenendo,
dagli occhi suoi cerulei

scendevano le lacrime
bagnando mani strette:
col pianto sigillava
sì grande verità.

amordimamma.jpg
Amor di mamma
Policoro, 2 maggio 1999 FESTA DELLA MAMMA
foto da Sprazzi. Sprizzi e Spruzzi
(Ed. Valsele 2003)

SCOCCA IL 2000

Gran parte della vita l'ho trascorsa
nel secolo che ormai volge al tramonto,
sicché ben posso dirmi spettatore

e attore, sol per quanto mi compete,
di eventi tristi o lieti che hanno fatto
protagonista l'uomo col suo genio

sul grande palcoscenico del mondo:
siam tutti attori e spettatori insieme,
e tutti passeremo pel buratto.

Parigi conta i giorni al grande evento
dall'alta Eiffel le cifre vanno indietro,
così fan quasi tutte le metropoli.

Sarà una festa grande , ne son certo,
aspetteremo tutti mezzanotte,
si verseranno fiumi di champagne,

le discoteche fermeranno il ritmo,
che rende sordi e ciechi i frequentanti,
dall'alto delle torri campanarie

i bronzi a gran distesa suoneranno
si udrà dai porti il rauco suon di navi,
dai treni in corsa il fischio prolungato

e fuochi d'artificio a volontà.
I brindisi e gli auguri saran tanti,
il tutto durerà per poco tempo:

il treno della vita corre in fretta,
son brevi le fermate alle stazioni,
tra i passeggeri v'è chi sta seduto

e chi si regge in piedi e agogna il posto,
poi dolcemente il treno ferma il moto,
la corsa è terminata, amici miei!

capodanno2000.jpg
Capo d'Anno 2000
foto da Sprazzi. Sprizzi e Spruzzi
(Ed. Valsele 2003)

IL GIUBILEO

L'evento dai cristiani tanto atteso
è il grande Giubileo del duemila:
Anno di grazia e riconciliazione
con Dio misericorde e coi fratelli.

Milioni di credenti affluiranno
alla Città eterna, certamente,
ed a quei sacri templi stabiliti
dai Vescovi, pastori delle Diocesi.

Io spero ardentemente di lucrare
il tanto sospirato azzeramento
di pena temporale meritata
pei tanti falli che commisi in vita.

Di certo il Giubileo non cancella
la pena eterna della dannazione,
sol Cristo cancellar può colpa e pena
col sacramento della confessione.

se nel cuor mio ancora alberga il male,
nè molto faccio per allontanarlo
o spesso corro in cerca di occasioni,
inutile è per me il Giubileo.

Sarò fra i tanti, pellegrini così detti,
ma in realtà son veri perditempo,
gitanti allegri col vessillo al vento
che sol felici fanno i bottegai

o i venditori agli angoli di strada.
Si torna a casa con valige piene
di cianfrusaglie e ricordini vari
e l'anima rimane al buio pesto.

iubilaeum200.jpg
Iubilaeum 2000
Policoro, 1° maggio 2000
foto da Sprazzi. Sprizzi e Spruzzi
(Ed. Valsele 2003)

PIETRA MILIARE

Uno stuolo di preti e di frati,
eran forse seimila a dir poco,
provenienti dall'Orbe cristiano,
han lasciato il lavoro consueto

per poi stringersi intorno al Vegliardo
e far festa pe' i suoi ottant'anni.
Un vociare sommesso e devoto
negli idiomi svariati s'udiva

e nel volto di ognun si leggeva
una gioia che vien dal profondo
per l'onore di unirsi all'offerta
che all'Eterno fa Cristo di sé.

Il corteo dei bianco vestiti
lentamente e devoto avanzava
mentre Febo picchiava sì forte
quasi fosse canicola estiva.

dei cantorum la schola eseguiva
canti sacri, una lieta armonia
echeggiava avvolgendo il sacrato
e la piazza San Pietro compresa.

Un boato di gioia inconsueta
si elevava al cielo improvviso:
dalla porta del Tempio appariva
la ieratica e bianca figura

di Colui che a ragione è chiamato
il Gigante del tempo presente,
difensore dei poveri cristi,
degli oppressi l'indomito vindice,

messaggero volante di pace,
portatore di speme e d'amore.
Pur fiaccato nel corpo dal duolo
Lui difende la vita dell'uomo,

e non guarda il color della pelle,
religione diversa non conta,
n ogni uomo è presente l'Eterno
e fratelli viandanti noi siamo.

Al Pastore del gregge di Cristo
riverenti chiniamo la fronte
augurandogli ancora tanti anni
per diffonder la lieta Novella.

Roma, 20 maggio 2000

IL BUON NOME

Scrivendo al figlio Marco
diceva l'Arpinate:
"Curam habe, fili mi,
de bono nomine".

Tradotto in volgo suona:
"Del tuo buon nome, figlio,
abbine sempre cura."
La buona fama è data

da regole e principi
comuni a tutti gli uomini
se voglion stare insieme
e progredire in pace.

Del nome non ha cura
chi fonda la sua vita
su imbrogli e gomitate,
menzogne riluttanti,

ignobili ricatti,
calunnie diffamanti,
il vivere beato
sfruttando senza scrupoli

l'altrui sudato pane;
far piangere il fratello,
goder del male altrui
qual sadico ribaldo.

Aver suadente aspetto,
pronto a mostrar gli artigli
per dilaniar l'ingenuo
e poi menarne vanto.

Chi in cuor non ha ritegno,
né un po' di dignità
quel fango lancia ad altri
che in proprio volto ha.

Va blaterando ai venti:
"Siam proprio tutti uguali!
Il mal dovunque impera,
son tutti come me!"

uomoconbambino.jpg
Uomo con bambino
foto da Sprazzi. Sprizzi e Spruzzi
(Ed. Valsele 2003)

 IL PERDONO

La legge del taglione esiste ancora?
Se ognun di noi osserva attentamente
il mo' d'agire proprio e di tanti altri
amaramente deve constatare:
                     nulla è cambiato.

Quanto dice la gente è ancor di moda?
Tradotto sempre suona: "Tale e quale"?
Qualcuno che si atteggia a moralista
ti dice: "Fai come altri han fatto a te,
                   non è peccato".

Invano ci affanniamo a predicare,
è fiato sparso al vento o nel deserto,
la gente vuol veder fatti concreti.
Se preti, frati, suore e monsignori
                    stanno a far liti,

si guardano in cagnesco per quisquilie,
fra questi vi son io che batto il conio,
si può mai dire: "Amico mio perdona
così come il buon Dio perdona te?"
                   Non perder tempo!

"Te ipsum cura, medice", direbbe
chi offesa o danno dalla tracotanza
di gente senza scrupoli ebbe in cambio
di gesti o di parole mal capite,
                      o d'altro ancora .

Il frutto dell'amore è il perdono.
A lacrimante Maddalena il Cristo
disse, tra il farisaico stupore:
"Ha amato molto e molto è perdonato".
                    Questo è Vangelo.

Siam tutti debitori in questo mondo,
fruitori tutti siam di beni Altrui,
e Saulo ognor lo afferma: "Amico mio,
cos'hai quaggiù che tu non ricevesti?
                       perchè gloriarti?"

"Signor, rimetti a noi i nostri debiti
così come anche noi li rimettiamo
ai nostri debitori", che mendaci!
Anche alla Verità diciam menzogne,
                    siam poveretti!

Siam tutti pellegrini sulla terra,
il ricco, lo scienziato e il mendicante
lo stesso itinerario percorriamo,
non torna conto il litigar per via,
                        è forse errato?

Se tu pensassi quanta gioia in cuore
si prova nel perdono delle offese,
ti sembra d'esser padre e d'esser mamma
che sanno perdonare ai propri figli:
                       che nobiltà!

Perdon si può accordare in tanti modi:
E' bello se lo fai apertamente,
è pur perdono favellar per primo,
rivolgere il saluto od un sorriso,
                       aggiungi ancora:

non volgere lo sguardo all'altro lato,
 mostrarsi disponibile al confronto,
il far capir che il torto e la ragione
non sono l'appannaggio di una parte,
                       ma d'ambedue.

"Chi più capisce più sa perdonare",
più volte lo diceva la mia mamma
se tra fratelli succedevan liti,
sapienza popolare è sempre in auge
                     per stare in pace.

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