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TUTTI I SANTI
Il mondo dei cristiani
festeggia tutti i santi,
onore e gloria rende
a chi fu come noi,
a chi quaggiù in terra
portò la propria croce
e anche quella altrui,
qual bravo cireneo.
Vien fatto domandarsi
ma inver chi sono i Santi?
Son pochi, tanti o molti?
Son frati, preti e suore?
O son predestinati
dal loro sen materno,
come negli anni andati
qualcuno riteneva?
Ascolta cosa dice
Giovanni Evangelista:
"Vidi una folla immensa,
niuno contar potrà,
d'ogni nazione o razza,
popolo d'altro idioma,
tutti davanti al Trono
gridavano a gran voce:
"Per Dio che in trono
siede
e dell'Agnello i meriti
l'uomo vien fatto salvo,
a Lui sia gloria eterna".
La folla immensa ha
un volto,
un sol sigillo ha in fronte,
un sol vessillo sventola,
un sol linguaggio parla:
la lingua dell'amore,
l'amor che si fa dono,
che annienta sé per gli altri
a guisa del Maestro.
Miriadi di mamme,
o padri accorti e attenti
votaron l'esistenza
pel ben dei loro nati.
Chi affranto dal dolore
crogiola la sua vita
e cerca di dar senso
e al suo patir valore.
Chi anela ardentemente
a un mondo di giustizia,
chi opra nel silenzio
o è costruttor di pace.
Chi asconde nel suo
cuore
e non strombazza ai venti
il bene fatto agli altri.
Chi porge l'altra guancia
e sa accordar perdono.
Ecco la folla immensa
mirata dal Veggente.
Non è una fantasia!
E' realtà di vita
di un mondo che verrà.
E' Lui che te lo dice,
ascolta il Suo messaggio:
"Il cielo, il mar,
la terra
e il tutto passerà,
le mie parole invero
non passeranno mai".
IL 2 NOVEMBRE
La Chiesa militante
commemora i defunti,
e anche chi non crede
fa visita a chi fu.
La freccia per la
strada
addita "Cimitero",
che in lingua greca antica
vuol dire "dormitorio."
Varcando quel cancello
quasi che udissi voce
che da quei volti noti
rivolta fosse a me:
"Un volto umano io
ebbi
come quel che tu hai,
in un futuro avrai
quello che ora è in me"!
La Messa celebrando
ricordo a chi è presente
la sola cosa certa
comune a tutti noi:
la morte vien per
tutti!
Pel ricco ed il potente,
per l'ignorante e il colto,
pel buono ed il cattivo.
Tutti saremo innanzi
a un giudice imparziale
che a ognun dirà severo:
"Amasti me in fratello?"
Inizio il mesto giro
passando fra gli avelli,
i nomi scritti leggo
di molti visi noti,
non visti ormai da
tempo,
ed or li trovo qui.
Affiorano i ricordi
di quando ero bambino,
ai morti si portava
il pane con il vino,
su pietra sepolcrale
si spezzettava il pane
mescendo sopra il
vino.
Tal rito per millenni
di certo è andato avanti
ed ora, ne son certo,
del tutto è andato
via.
Il fiore che avvizzisce
si offre oggi ai morti
ad indicar la vita
che oggi è tutta in
fiore,
domani vien recisa
ed altri leggeranno:
"Qui giace il tal dei tali"!
Un grido lancinante
ascolto fra i cipressi,
v'è chi la verde età
d'un suo congiunto piange:
morì per overdose.
La vita è un gran mistero:
v'è chi mai porre fine
vorrebbe ai propri dì
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e chi con proprie
mani,
i sogni rincorrendo,
la sua esistenza stronca
spargendo lutti e guai.
Per chi non crede
in Dio
la vita è quasi un peso!
"Chi ha fede e speme in Me
pur morto lui vivrà".
Un tal messaggio schiude
nuovi orizzonti all'uomo,
gli svela il senso vero
di sua esistenza al mondo:
Dio è l'amore eterno
che crea per amore,
l'uomo dovrà nutrirsi
di questo Amore immenso.

Rosa
foto da Sprazzi. Sprizzi e Spruzzi
(Ed. Valsele 2003)
IN MEMORIA DI UN'AMICA
Era luglio,
da poco iniziato,
da te venni e portai un ricordo
pei cinquanta miei anni trascorsi
qual sacrato e votato al buon Dio.
Premurosa
e gentile, da sempre,
sotto il pruno frondoso sedemmo, ricordammo i tempi trascorsi,
del futuro mai cenno facesti.
Il tuo
aspetto, non più sorridente,
nascondeva qualcosa di strano,
fra me dissi: - lei soffre in silenzio-.
Mi dicesti: " verrò alla tua Messa,
dal fedele
bastone sorretta".
La funzione seguisti devota.
Ieri l'altro mi giunse notizia
del tuo transito verso l'Eterno.
Ora godi
la pace dei giusti,
le tue croci, qual seme fecondo,
del germoglio di vita eran pregne
nell'attesa di un mondo più bello.
Policoro,
9 dicembre 2003
A MICHELINA
Era Pasqua
e sfiorai con la mano
la tua guancia avvizzita e biancastra,
tu, distesa sul letto del duolo,
gli occhi apristi e abbozzasti un sorriso
quasi
a dirmi: "Ancora per poco …
questo corpo consunto dal male
sfolgorante di luce sarà".
Tu non sei fra i mortali da un mese,
ora godi
la Luce e la pace ,
giusto premio
al tuo lungo patire.
Su noi tutti il tuo spirito aleggia
e ci
sprona a seguire
la strada che,cosparsa
di spine e travagli,
mena a vita che mai finirà.
Policoro 18.05.2002
NATALE
Al popolo
vagante nelle tenebre
gran luce sfolgorante apparve in cielo,
dell'era nuova, da millenni attesa,
era di pace, amore e fratellanza,
il corso
aveva inizio lentamente.
L'eterno Verbo ch'era in seno a Do
per riportare l'uomo al creatore
assunse le fattezze di bambino,
dell'esperienza
umana Lui percorse
le varie tappe e le vicissitudini.
Sicché la creatura non può dire
in molte circostanze della vita,
nel duolo,
nell'affanno e nel lavoro,
sotto calura, freddo e nel bisogno,
nell'emigrare in cerca di fatica:
"Dov'eri tu, o divo Nazareno?"
"Come
te e accanto a te soffrivo anch'io.
Da nuove invenzioni hai tu conforto
ed io camminavo a piedi nudi
come i fratelli di quel terzo mondo,
che dopo
di esser stati derubati
dei beni che natura loro diede,
ribelli o terroristi li chiamate.
Io dissi a chi mi fece tradimento:
I poveri
con voi sempre li avrete,
e chi mie veci fa su questa terra,
con accorato appello dice ai Grandi:
"Polveriera del mondo i disperati !"
La tua
dimora poni in caldi alloggi,
per te io venni al freddo e senza casa.
Vi è chi
ostenta ricchezze in gozzoviglie,
divertimenti ed immoralità,
Chi sé e gli altri ammazza con la droga.
Qualcuno tresca con compagni pari
e con l'usura strozza il bisognoso,
o con tangenti succhia il sangue altrui
a danno di quei veri amici miei.
Di certo non è questo il mio Natale,
tu sciogli le catene ai prigionieri,
dividi il pane tuo con chi ha fame
conforta chi nel duolo giace affranto.
Così preparerai i tempi nuovi
e arriverà per te e il mondo intero
un'era di giustizia e carità.

NATALE
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