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LA SS. TRINITA’
Ripenso agli anni belli
di vita spensierata,
quando si andava a scuola
del detto “Catechismo”,
il prete domandava:
“Chi è Dio, sapete dirlo?”
Si ripeteva in coro:
“Di Dio ve n’è uno solo
distinto in tre persone:
il Padre, il santo Spirito
e il Figlio unigenito,
son tutti e tre increati,
eterni il Padre e il Figlio,
eterno il Santo Spirito”.
Ciò che dicevo allora
oggi ancor lo ripeto,
ben poco allor capivo,
or, forse, meno ancora:
o parva creatura
vuoi tu sondar mistero?
Se poco tu conosci
di stessa tua esistenza,
del modo tuo di agire,
di come in te si forma
la vita ed il pensiero,
vorresti tu conoscere
l’ascoso e gran mistero
di santa Trinità?
nell’uomo, sono certo,
la Trinità è segno
di comunion d’amore,
sigillo di unità,
segno di amor sublime
che in armonia si fonde
se l’uomo vive in altri,
condividendo appieno
gli affanni e le fatiche,
le gioie ed i dolori,
pronto a donar qualcosa
che dia serenità.
La ricompensa è certa,
ognor l’afferma il Cristo:
“Noi verremo a lui
e in lui dimoreremo”.
La Trinità è luce
che splende nel creato,
che in bimbo si rispecchia
e brilla in uomo retto,
in te è Sua presenza
nel quotidiano agire,
nell’ora della prova.
Quando la fin non vedi
del tunnel tenebroso
ritornerà a brillare
la luce sfolgorante
di santa Trinità.

Santa Trinità
IL CORPUS DOMINI
Per la Chiesa è una gran festa,
celebriam solennità
della Santa Eucarestia,
memoriale di Gesù.
Il Signore fra i mortali
è presente in tanti modi:
in color che in nome Suo
son riuniti in assemblea,
o nel verbo proclamato
contenuto in Sacra Bibbia,
in persona del ministro
celebrante i sacri riti,
in chi vede nel fratello,
bisognoso dell’aiuto,
Gesù il Cristo sofferente.
Nella santa Eucarestia
è presente in modo intero,
indiviso e sostanziale,
Dio e Uomo sempre uniti
Sua presenza è in mezzo a noi.
In natura la sostanza
resta sempre quel che è,
le apparenze mutan spesso.
Se tu vuoi esempio chiaro
poni mente a ciò che dico:
puoi tu il pane trasformare
in prodotti saporiti,
biscottato o lavorato
in tanti altri modi ancora:
la sostanza è sempre quella.
Il contrario avviene in Messa:
le apparenze restan tali,
pane e vino eran prima
del consacratorio rito,
anche dopo restan quelle,
cambia tutta la sostanza:
pane in Corpo è trasformato,
è mutato il vino in Sangue
di Gesù, qual mite agnello
che per tutti si è immolato.
In sì grande Sacramento
vi è l’autore della Grazia
che dà vita agli altri mezzi
che sostengono il fedele,
militante nel cammino,
verso patria sua beata.
Chiesa forma Eucaristia
e da Essa è trasformata,
del cristiano è vera vita
e di Chiesa universale,
centro e cuore di orazione
che trasforma l’uomo in Dio.
Alimento spirituale
è lo stesso Cristo Dio,
Lui trasforma il ricevente
nello stesso Ricevuto.
O Gesù, amore vero,
sei nascosto in Sacramento,
vero Uomo e sempre Dio,
fa’ che l’uom da Te redento
riconosca Te in fratelli,
sia artefice operoso
di gioiosa convivenza
per un mondo rinnovato.

Il Corpus Domini
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L'ASSUNTA
Maria è assunta in cielo
e seco porta il corpo
che avea nutrito il Verbo,
fratello e amico vero
d'ogni uom che porta impresso
nel corpo suo mortale
il segno incancellabile
dell'immortalità.
Per secoli i cristiani
han sempre professato
lor fede nell'Assunta,
a Lei han dedicato
i templi più sontuosi.
Gli artisti più famosi
han dato il meglio d'arte
per tramandare ai posteri
l'evento più glorioso
che onore rende a Lei
primizia della Chiesa
gloriosa e trionfante.
Ancor l'Assunta addita
all'uomo d'ogni tempo
la meta sua finale:
l'unione col Risorto.
Vivendo nell'attesa
di patria ognor desiata
è ben che l'uomo sappia
realizzar se stesso
curando il proprio corpo
e quello del fratello:
son ambo destinati
a vivere in eterno.
Maria risplende in cielo,
è stella del mattino
che annunzia il nuovo giorno
e addita ai naviganti
il porto più sicuro,
brilla quaggiù qual segno
di fede e di speranza
per nuova umanità.
A te sian rese grazie
o Madre del Signore
dirigi i nostri passi
verso il Tuo Figlio Dio,
fa' che il sudor dell'uomo
invan non venga sparso,
germogli in ogni cuore
speranza e carità.

L'Assunta
A PADRE PIO
Immagine vivente
del Dio fatto uomo
le piaghe porti impresse
nel corpo tuo mortale.
eguace fosti in terra
del divo san Francesco
ed annunziasti ai poveri
di Cristo la novella:
fiducia desti ai rei,
conforto ai disperati,
speranza ai derelitti,
perdono ai peccatori.
Il tuo costante assillo
fu volto ai sofferenti,
immagine vivente
di Cristo crocifisso,
perciò realizzasti
la Casa del Sollievo,
nel corpo tu portavi
i segni del patire.
Sol chi non prova in vita
l duolo lancinante
del maglio che l’opprime
comprender non potrà
le lacrime che versa
in letto solitario
chi a immagine fu fatto
del Cristo sofferente.
Per l’universo mondo
spargesti il seme aulente
dell’incessante prece
dei Gruppi di preghiera,
il Nazareno annuiva
avvalorando in segni
prati nel silenzio
di parva e angusta cella.
Per dieci lunghi lustri,
in zona aspra e forte
svolgesti il ministero
di consacrato a Dio.
Miriadi di popoli,
attratti dal profumo
di tue virtù eccelse,
lasciarono le case
e vennero al Convento
sol paghi di toccare
il lembo del tuo saio,
o Cappuccino santo.
Un tal pellegrinare
non si arrestò, ché anzi,
vieppiù si fe’ incalzante
con il passar degli anni.
Il dotto e il non credente,
il volgo e l’alto ceto,
le teste coronate,
i papi e i porporati,
per prender decisioni
ai piedi del Gargano
accolti furon sempre
dal tuo sorriso gaio.
Col cuor di gioia gonfio
seguirono i consigli
che tu lor davi sempre
per la salvezza eterna.
Anch’io, vestendo il saio
di un penitente muto,
mi reco, ormai da anni,
a visitar l’avello
che serra nel suo chiuso
l’umanità dolente
e addita ai cuori affranti
la Croce che è salvezza.
or che l’Empireo eterno
in seno a Dio tu godi
quaggiù tu guarda noi
con occhi di bontà.

Padre Pio
continua a
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