|
continua da
pagina 32
SE PARLASSE IL SANTO
La gente, spesse volte,
va affermando
e con convincimento lo ripete
che i santi nascon tali dall’inizio,
quasi esseri prescelti dall’Eterno.
Attonito io resto e, sconcertato,
ed in cuor mio vo’ ripetendo irato:
perché tal dono a me non fu elargito?
In mente ascolto voce che ripete:
“Per loro volontà si
feron santi
passando per la porta molto angusta
e itinere seguendo della Croce,
se stessi rinnegarono con forza
ponendo il Cristo,
qual desiata meta,
in cima ai desideri di lor vita”.
San Gerardo Majella fu tra quelli
che, rinunziando ai cari di sua vita,
gioioso in seno accolse
il seme sparso
dal buon seminator , Cristo Signore.
Centuplicò il seme ricevuto.
araldo insigne fu tra la sua gente,
portatore di
pace e di speranza,
fu docile strumento in mano a Dio.
Pronto a lenir dolori, affanni e guai
di quanti a lui con fe’ facean ricorso.
Chi è distratto o pensa
al vil denaro
non percepisce quanto dice il Cristo:
“A Te sian rese grazie o Padre santo,
le cose belle Tu tenesti ascose
agli scienziati e ai
dotti della terra
e ai pargoli elargisti a piene mani”.
Capì Gerardo il senso del Vangelo
e fe’ di sua esistenza dono a Dio.
E’ qui il segreto di
sua santa vita,
per essere maturi per il cielo
bisogna farsi un “niente” innanzi a Dio.
Esempio luminoso all’uomo diede
la Vergine Maria che
ripeteva:
“Riempì di beni i parvi e i derelitti,
a mani vuote i ricchi mandò via”.
Questo è il segreto di Gerardo santo,
ai suoi concittadini
par che dica:
“Salvar volete l’alma, amici miei?
Lasciatevi guidar dalle orme mie.
I resti miei mortali son venuti
più volte fra di voi,
da Materdomini,
dal muto avello mio tutti ho guardato
e tutti ho benedetto ed incitato
a non seguir le strade del maligno.
Alcuni sono sordi ai
miei consigli,
da grande bramosia son travolti,
da fame smoderata di guadagno,
da sete di potere e di ricchezze,
tutto realizzar vogliono
in breve
come se esenti fossero da morte:
l’amor di Dio non alberga in voi.
Il senso del divino è in basso loco,
la Chiesa è fatta sol
per le parate
di prime comunioni e di nuziali,
di funerali e cerimonie varie:
son messe in vista solo le apparenze
e chi possiede poco
sta a guardare.
Il Verbo della Vita è abbandonato,
all’osso son ridotti i sacerdoti,
che seppelliti da quisquilie varie,
dicono che il viaggiare
è “apostolato”!
Sicché potremmo dire con certezza
che l’errante gitano è missionario!
Il tutto passa e molto si trasforma,
ma non tramonta mai
la Verità.
A tutti voi rivolgo caldo invito:
tornate a Cristo e troverete pace,
gioia profonda, amor, calore e vita”.

San Gerardo

OCLEMENS, O PIA,
=DULCIS VIRGO MARIA!
O Sacerdote
Se contempli le altezze dei cieli
sei più alto
Se tu miri la dolcezza la bellezzaq del sole
sei più bello
Al solo Creatore tu sei inferiore.
(S.Agostino)
O
SIGNORE
fa di
me uno stumento della tua pace
dove è odio fa ch'io porti l'Amore
dove è dubbio ch'io porti la Fede
dove è errore ch'io portila Gioia
dove è tristezza ch'io porti la Luce.
Don
Antonio Cervino Sacerdote Novello
ROCCANOVA
Sacra Ordinazione 12 luglio 1953
Prima Messa Solenne 16 luglio 1953.
INDIRIZZO AUGURALE
della Charitas Christi e Collegio Scuola
“Stella Maris” di Policoro letto
nella Cattedrale di Potenza il 12 luglio 2003.
50° DI SACERDOZIO
E’ da tempo ormai che
una dolce sinfonia che da lontano viene trasportata dal vento. Una dolce
melodia suonata col cuore, con note cariche di amore. Da cinquanta e
più anni il maestro continua incessante la sua opera. Ogni nota scritta
sul pentagramma della vita, grazie a lui, è cresciuta per diventare
sinfonia. Solo orecchio fine e ascolto intenso possono percepire qualche
stonatura. Non è necessario avere capacità musicali per suonare questa
sinfonia: amore, pazienza, passione, fede, intelligenza sono requisiti
necessari per diventare maestro. Ovviamente al mondo ve ne sono altri
più o meno bravi ma a nome di tutte le note, i bambini, che stanno crescendo
e sono cresciuti vorrei ringraziare e augurare a don Antonio che continui
la sinfonia più bella mai sentita: il sorriso di un bimbo. In queste
poche righe che vi leggo è racchiusa tutta la vita vissuta e che sarà.
“Le lacrime che sgorgano dal visino di un bimbo che ti tende le manine
col tuo sorriso asciugale ed avrai l’Eterno in te”. Grazie don Antonio
per quel che fate – GRAZIE. Questo indirizzo augurale, scritto su pergamena
, è stato composto e letto dal Maestro e Tenore di Musica classica Raffaele
Abete, assistente ed educatore volontario durante i turni di Colonia
estiva che ogni anno si svolgono a Policoro nella Struttura della “Charitas
Christi”, di proprietà dell’Arcidiocesi di Potenza.
-
LE VANITA’ DELL’AUTORE -
Tutti
sono contenti quando si parla bene di sè o si esprimono sentimenti di
lode, anche se dettati da circostanze o avvenimenti particolari. L’autore
di questo volumetto non appartiene alla corrente filosofica degli stoici
e ritiene opportuno riportare quanto si è scritto di lui sia sulla stampa
in occasione delle varie pubblicazioni che in occasione del 50° anniversario
di sacerdozio. Ringrazio il paziente lettore augurandogli tanta, ma
tanta felicità. La seconda edizione del libro di Antonio Cervino
TRA
SOGNO E REALTA’ SI CELEBRA IL PATRONO DELLA BASILICATA SAN GERARDO MAJELLA
di Aldo Viviano
L’autore,
cancelliere della Curia Metropolitana di Potenza-Muro e Marsico, ha
avuto buona fortuna con la pubblicazione sul santo di Muro Lucano, tanto
che s’è resa necessaria una ristampa, e per l’occasione la rilettura
dell’opera, che risulta leggermente ritoccata qua e là, è quindi redatta
in seconda stesura. Il testo è confortato da ben 27 riproduzioni fotografiche
e pittoriche a colori, inframezzate nei 43 capitoli in versione originale
di endecasillabi sciolti, una vera novità nel campo dell’agiografia;
oltre le due immagini di copertina che riproduce il santo con la mappa
geografica della Basilicata ed il santuario sorto in suo onore a Materdomini
in provincia di Avellino. Il testo riporta altresì il decreto pontificio
dell’elevazione del Majella a patrono della Provincia ecclesiastica
regionale della Lucania.
Narrare in poesia la vita di un personaggio non
è cosa semplice. Bisogna evitare di cadere in lodi sperticate e pertanto
gratuite, quindi poco sincere. E’ quanto il Cervino ha lodevolmente
compiuto, astenendosi da quella lode spontanea, ma talora superflua,
che fa di un servo di Dio
|
un soggetto speciale destinato a destare ammirazioni
più che riflessione. E su questa linea si svolgono una dopo l’altra
le pagine, tutte intessute di quel crisma di sincerità e soprattutto
attualità. Per cui le azioni esemplere di san Gerardo non sono riportate
come carismi personali di dote straordinaria, bensì quali mezzi ed occasioni
d’oro per riportare il prossimo a Dio, del quale il suo animo era pieno
e traboccante. Alcuni aspetti della sua vita risultano pertanto più
vicini alla moderna psicologia dell’uomo d’oggi. Titoli significativi
introducano quali chiavi opportune ad annunziare Dio che bussa alla
porta dell’anima intabarrata da molti problemi. Gli anni, le stagioni,
le ore sono i tempi di Dio lungo l’arco esistenziale dei giorni volti
alla vita per superare i grigiori lucidi di costumi sbagliati. Un’analisi
completa si stende negli insegnamenti morali derivanti dagli atti e
dalle vicende dei suoi brevi anni. La virtù della povertà invita a viverla
integralmente nello spirito della beatitudine evangelica. Il rispetto
per le istituzioni e la società invita ad essere cittadini degni del
nome cristiano da onorare in qualunque condizione di vita è dato inserirsi
La scelta religiosa è pure esempio di risposta al piano di Dio insito
nella stessa creazione sin dal momento della nascita. Le prove, i sacrifici
affrontati, le privazioni, le sofferenze, i dolori, le gioie, le conquiste
migliori dello spirito cosa sono se non un invito all’uomo di oggi a
rispondere alla volontà di Dio, ognuno nelle situazioni in cui la Provvidenza
s’è degnata di riporre presente e futuro delle creature? Una buona,
utile, proficua rassegna dunque di qualità e doti altamente presenti
nell’animo majellano, ma pur necessari, oggi in modo particolare della
famiglia contemporanea, piuttosto anemica, priva di quegli stimoli che
neppure la scuola ed altre componenti sociali finora han dimostrato
di esercitare a pro della sana antropologia e della cultura religiosa
contemporanea.
(Dal Quotidiano la Lucania del 03.11.2002)
A CUORE APERTO
Cinquant’anni trascorsi con Te!
Ho mangiato e bevuto al Tuo desco,
molte volte ti ho detto in segreto:
O Gesù sono un verme, un insetto.
Tu mi hai preso per mano ogni giorno,
ribellandomi, a volte, ho gridato:
sono adulto, ho la mia libertà!
Sussurrasti, pietoso, al mio orecchio:
“Non ricordi che hai vita da Me?
Per amore ti ho generato,
sei mio figlio, mio erede, mio tutto,
sei l’orgoglio di tutto il creato.
Son tuo Dio, mi chiamo :
Bontà, devi dire soltanto: perdonami!”
Mons. Antonio Cervino
Nel 50° ANNIVERSARIO
dell’Ordinazione Sacerdotale
Roccanova,12.07.1953
Potenza, 12.07.2003
(Pensierino scritto dietro il ricordino)

Gesù
LE VANITÁ
DELL'AUTORE
Tutti sono contenti
quando si parla bene di sé o si esprimono sentimenti di lode, anche
se detti da circostanze o avvenimenti particolari
L'autore di questo volumetto non appartiene alla corrente filosofica
degli storici e ritiene opportuno riportare quanto si è scritto di lui
sia sulla stampa in occasione delle varie pubblicazioni che nella ricorrenza
del 50° anniversario di sacerdozio.
Ringrazia il paziente lettore augurandogli tanta, ma tanta felicità.
L’OSSERVATORE ROMANO – 17.03.2004
Far tesoro dei doni di Dio
Potenza 50° di Mons. Antonio Cervino
Giunto al traguardo
del 50° di sacerdozio, mons. Antonio Cervino, Cancelliere della Curia
di Potenza, canonico onorario del Capitolo Cattedrale Metropolitano,
Direttore della Colonia e Collegio Scuola “Stella Maris” in Policoro
(MT) – un Istituto altamente benemerito nella cura della educazione
della infanzia, soprattutto lì dove è necessaria l’opera di supplenza
della Chiesa su tante gravi e dolorose carenze – ha saputo mettere a
servizio della Chiesa e del Vangelo una sua innata e nel corso degli
anni costantemente perfezionata "capacità imprenditoriale “. Anche questo
giova alla missione della Chiesa, che ha bisogno di mezzi per l’adempimento
della sua missione, soprattutto in vista del “culto divino, per le opere
di apostolato sacro e di carità, specialmente a servizio dei poveri”
( cfr can. 1254, pr. 2 del Codice di Diritto Canonico).
Rieletto ripetutamente Presidente del Collegio dei Revisori dei
Conti dell’Istituto Diocesano per il Sostentamento del Clero, oltre
che Membro per gli Affari Economici dell’Arcidiocesi di Potenza- Muro
Lucano- Marsico Nuovo, Mons. Antonio Cervino – nato ad Aliano (Mt),
il famoso paese del confino di Carlo Levi, il 21 maggio 1927, e ordinato
sacerdote a Roccanova (Pz) il 12 luglio 1953. Ha svolto nei primi anni
del suo sacerdozio anche una intensa attività pastorale a servizio della
Chiesa di Muro Lucano, prima della unificazione di questa con l’Arcidiocesi
di Potenza e Marsico, quale parroco della Parrocchia di S. Marco fino
al 1961 Cancelliere della Curia e Direttore del Convitto Vescovile,
con annessa Scuola Media e Ginnasio parificati. Segretario particolare
dell’indimenticabile Mons. Umberto Altomare, che governò dal 1962 al
1970), nominato anche Canonico Penitenziere nel 1961 e Segretario di
Sua Santità il 1° settembre del 1970. E’ soprattutto dal grande tesoro
del contatto costante e continuo con la gente che don Antonio trae cose
antiche e cose nuove (cfr Mt. 13,52). E’ questa esperienza a renderlo
un osservatore attento della realtà socio- culturale, interessata sempre
più da rapidi cambiamenti, ma soprattutto un saggio maestro di quanti
si affacciano alla vita, bisognosi di consiglio e di affetto.
A queste attività, nelle quali ha dimostrato capacità amministrative
non comuni, si affianca in questo più recente periodo della sua attività
anche una interessante ed originale capacità letteraria, essendo egli
autore di diversi testi di una poesia che potremmo definire di edificazione,
perché si prefigge lo scopo non tanto di accarezzare l’orecchio ma di
penetrare il cuore e di scuoterlo dall’intorpidimento spirituale.
Argomento prevalente di queste liriche è infatti l’avvertita
esigenza di una testimonianza cristiana più coerente e incisiva unitamente
a una vena satirica pungente ma benefica, nello smascherare i travestimenti
cui la malizia umana ricorre per dissimulare malcelate e segrete intenzioni.
Il tutto illuminato e rischiarato dal grande amore per il santo di Muro
Lucano, san Gerardo Majella, proclamato il 21 aprile 1994 Patrono della
Basilicata da Giovanni Paolo II. A lui dedicava una bella e intensa
raccolta di liriche, Sogno e realtà delle Edizioni Valsele di
Materdomini (Av), pose in versi gli avvenimenti più belli della vita
di questo grande innamorato di Gesù.
Nelle altre raccolte di liriche, Senectutis solatium delle edizioni
Olita di Potenza, Oltre il tempo e Sulle vie dell’uomo, Sprazzi,
Sprizzi e Spruzzi, tutte delle Edizioni Valsele, la riflessione
si fa arguta lettura delle contraddizioni della vita, indicando però
sempre una via di uscita nelle risorse della saggezza popolare, di cui
Mons. Cervino è geloso custode, nel sapere indagare con fanciullesco
stupore il mistero che si cela e si annunzia nei semplici spettacoli
della natura o nel grande repertorio del comportamento animale: le creature
irragionevoli, mosse dalla legge dell'istinto, ci aiutano paradossalmente
a comprendere la vera radice di tanti atteggiamenti radicati pertinacemente
e a comprendere quanto sia urgente quella opera di rinnegamento di sé
che è preludio alla novità della vita in Cristo, cui tanti sono chiamati
fin dal giorno del nostro battesimo.
Tesaurizzare è il vero carisma di Mons. Cervino, ma, senza rinnegare
quanto prima affermato, tale attività si estende dal più concreto versante
economico a quello umano e cristiano.
Far tesoro dei doni di Dio e infatti attività quanto mai necessaria
n tempi di incalzante impoverimento culturale e spirituale ed è altrettanto
necessario far parte agli altri delle risorse maturate in lunghi anni
e prolungati silenzi.
Il nobile programma del “contemplata aliis tradere” ispira la
poesia di Mons. Antonio Cervino, con il pregio aggiunto di un linguaggio
semplice e immediato, che rende a tutti accessibili i vetera et nova
usciti dallo scrigno del suo cuore.
Alessandro De Sortis
|