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| ANTONIO CERVINO
OLTRE IL TEMPO Terza Edizione cartacea riprodotta on line |
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Il 17 u.s. mi telefonava
a Policoro il caro amico e stimatissimo notaio dott. Mimmo Zotta dicendomi
che il dott. Aprea, atteso il mio vivo desiderio, lo pregava di presentare
il lavoretto dal titolo “Oltre il tempo”. Il notaio mi diceva: “Caro
Don Antonio io non sono un uomo di lettere, pur tuttavia farò la presentazione”.
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La seconda edizione del libro di Don
Antonio Cervino, cancelliere della Curia L’autore, cancelliere
della Curia Metropolitana di Potenza- Marsico- Muro Lucano, ha avuto
buona fortuna con la precedente pubblicazione sul santo di Muro Lucano,
tanto che s’è resa necessaria una ristampa, e per l’occasione la rilettura
dell’opera che risulta leggermente ritoccata, qua e là, e quindi redatta
in seconda stesura. Il testo è confortato da ben 27riproduzioni fotografiche
e pittoriche a colori, inframezzate nei 42 capitoli in versione originale
di endecasillabi sciolti, una vera novità nel campo dell’agiografia;
oltre le due immagini di copertina che riproduce il santo con la mappa
geografica della Basilicata ed il santuario sorto in suo onore a Materdomini
in provincia di Avellino. Il testo riporta altresì il decreto pontificio
dell’elevazione del Maiella a patrono della Provincia ecclesiastica
regionale della Lucania. Narrare in poesia la vita di un personaggio
non è cosa semplice. Bisogna evitare di cadere in lodi sperticate e
pertanto gratuite, quindi poco sincere.E’ quanto il Cervino ha lodevolmente
compiuto, astenendosi da quella lode spontanea, ma talora superflua,
che fa di un servo di Dio un soggetto speciale destinato a destare ammirazione
più che riflessione. E su questa linea si svolgono una dopo l’altra
le pagine, tutte intessute di quel crisma di sincerità e soprattutto
attualità. Per cui le azioni esemplari di san Gerardo non sono riportate
come carismi personali di dote straordinaria, bensì quali mezzi ed occasioni
d’oro per riportare il prossimo a Dio, del quale il suo animo era pieno
e traboccante. Alcuni aspetti della sua vita risultano pertanto più
vicini alla moderna psicologia dell’uomo d’oggi. Titoli significativi
introducono quali chiave opportune ad annunziare Dio che bussa alla
porte dell’anima intabarrata da mille problemi. Gli anni, le stagioni,
le ore, sono i tempi di Dio lungo l’arco esistenziale dei giorni volti
alla vita per superare i grigiori lucidi di costumi sbagliati. Un’analisi
completa si stende negli insegnamenti morali derivanti dagli atti e
dalle vicende dei suoi brevi anni. La virtù della povertà invita a viverla
integralmente nello spirito della beatitudine evangelica. Il rispetto
per le istituzioni e la società invita ad essere cittadini degni del
nome cristiano da onorare in qualunque condizione di vita è dato inserirsi.
La scelta religiosa è pure esempio di risposta al piano di Dio insito
nella stessa creazione sin dal momento della nascita. Le prove, i sacrifici
affrontati, le privazioni, le sofferenze, i dolori, le gioie, le conquiste
migliori dello spirito, cosa sono se non invito agli uomini di oggi
a rispondere alla volontà di Dio, ognuno nelle situazioni in cui la
Provvidenza s’è degnata di riporre presente e futuro delle creature?
Una buona, utile, proficua rassegna dunque di qualità e doti altamente
presenti nell’animo macellano, ma pur necessari, oggi in modo particolare,
negli attuali frangenti spirituali, in modo particolare della famiglia
contemporanea, piuttosto anemica, priva di quegli stimoli che neppure
la scuola ed altre componenti sociali finora han dimostrato di esercitare
a pro della sana antropologia e della cultura religiosa contemporanea.
Recensione pubblicata dal quotidiano “Lucania” Favorevole eco di successo sta riscuotendo la lirica spirituale di
Mons. Antonio Cervino cancelliere di curia a arcivescovile metropolitana
della diocesi di Potenza- Muro Lucano- Marsico. Su questo autore che
già larghi consensi ha riscosso nella collaborazione giornalistica di
“Basilicata sette” sul quotidiano “ Avvenire”, è d’obbligo ritornare
per la qualità del suo verso, ma soprattutto per la natura dei temi
squisitamente interiori. Trasponendo il pensiero del bucolico-georgico
pagano e precristiano agli aspetti del tutto nuovi, perenni, completi
della letteratura biblico- evangelica, possiamo chiamare il Virgilio
dei giorni nostri. Delicato e sensibile nel riporto delle grandi conquiste
umane, offre ai lettori la pubblicazione d’una trilogia di opere incentrate
sul patrono della Lucania San Gerardo Macella di Muro Lucano, sulla
morale sociale, sui vari stadi esistenziali della persona a confronto
con la realtà circostante vicina o lontana che sia. Dal primo s’è scritto
e parlato molto; però riportare la sua vita in versi, dalla nascita
alla morte, non è impresa facile. La prosa, si sa, lascia il tempo che
trova, e relega subito il libro o in biblioteca oppure nel cassetto.
L’opera in versi è di altro stampo: è suscettibile di consegnare alla
memoria parole ed immagini, specie se arricchite da rima o comunque
accostate tra di loro in un immaginifico di osservazioni destinate a
colorire la figura del santo, anziché renderla sbiadita dalla pura analisi
e sintesi documentaristica. Citiamo soltanto alcuni titoli della sua
ampia panoramica di particolari; hanno già il sapore dell’eloquenza
celebrativa e non solo formale: “ Chi bussa a quest’ora? povero fra
poveri- il santo ed il fisco- il segreto (anche Petrarca ci cimentò
col Secretum o de contemptu mundi, ma di altra valenza terrena) – fra
chi non ha voce- i bisogni nello spirito – la notte dell’anima ( che
ci richiama un po’ alla mistica spagnola dell’Avila e di S. Giovanni
della Croce) – segno di Dio – il buio- l’innocenza- l’artista in erba-
sembianze mutate- come te stesso”. C’è però in Cervino la cura attenta
per le cose in chiaro riferimento a particolari che le determinano nei
diversi aspetti fugaci delle ore o dei colori, dei sapori e degli impatti
nella psiche, dei riflessi nel comportamento, dei modi nell’essere.
Egli non ha bisogno di chiedere in prestito la vasta gamma del ventaglio
osservazionale dei giorni: gli basta l’impatto cadenzato sul calendario;
non quello murale asfittico e freddo, bensì il modo come è tradotto
nella dinamica dei risvolti caratteriali del singolo, dei gruppi o del
volgo. Sintomatici sono alcuni anticipi: “ Il linguaggio di Dio – Se
parlasse il santo- Dal telegiornale di oggi- Alle adolescenti della
colonia- La scommessa- La clonazione- I mostri- La nullità- Il profilattico
nella scuola…- I miei settant’anni –La tassa sulla pioggia- Ucraini
in colonia –Ma chi m’ha fatta fa”. Una teoria di argomenti presi quasi
con le pinze dal quotidiano e rivalutati nella identità autentica della
retta interpretazione , pesati e soppesati alla luce d’una caratura
che non è placca o rivestimento verboso ad accurato effetto, quanto
soprattutto intervento positivo per curare le sinuosità e dare ridondanza
efficace ai valori della memoria. Una specie di alto tribunale della
coscienza che non si ripiega su se stessa per accusare o condannare,
niente di tutto questo. Un interrogatorio sublime concepito alla luca
del bello che ancora si annida nel cuore dell’uomo e lo riscatta dalle
frequenti infedeltà attestate sul passivo pesante delle colpe irredente.
Ciò spiega a nostro avviso il favore incontrato dal Cervino nella felice
diffusione delle sue pubblicazioni, date alle stampe non per saturare
il mercato popoloso dei dilettanti allo sbaraglio, ma per segnare in
perfetta libertà di iniziativa spontanea le certezze acquisizionali
di ogni singolo individuo , a qualunque appartenenza possa fare capo,
in grado sempre e comunque di rivisitare se stesso ed interrogarsi per
gli altri. |