logo_fen_mini.jpg (4384 byte) Pagina 35
CESARE G. DE MICHELIS L’AVANGUARDIA TRASVERSALE IL FUTURISMO TRA ITALIA E RUSSIA 2009
di Biagio Gugliotta
LA DESTRA NUOVA A CURA DI ALESSANDRO CAMPI E ANGELO MELLONE
di Biagio Gugliotta

 Dopo il Rinascimento, la creazione culturale italiana più originale ed importante è stata il futurismo: avanguardia di tutte le avanguardie del novecento, ha cambiato il modo di intendere l’arte ed il rapporto arte società da non molto la critica ha cominciato a riconoscere la forza dirompente di questo movimento che come si evince dal bel libro scritto da Cesare G. De Michelis dal titolo L’avanguardia trasversale edito dalla Casa editrice Marsilio di Venezia che tratta del rapporto tra futurismo italiano e russo, è nato sul limitare di due epoche è l’arte della crisi rivoluzionaria: Che cosa caratterizza il futurismo? Che cosa lo distingue fin nettamente fin dalla prima fase dalle altre correnti artistiche? La rivolta contro il vecchio contenuto e le vecchie forme, la distruzione della vecchia estetica.
 Fondamento dell’arte è l’emozione.
Questo movimento è la rivolta dell’emozione contro il vecchio genere di vita, contro quelle forme di vita quotidiana in cui essa trovava espressione sotto il segno della proprietà privata.
Esso è una rivolta contro il tipo di vita creato da essa, contro i suoi costume. Ecco perché la borghesia di tutti i paesi fugge come la peste il futurismo.
Questo movimento è anche la ribellione contro il vecchio modo di vita, è la ribellione contro il vecchio modo di vita, è la rivoluzione nel campo dell’arte, la bandiera rossa alzata su una delle cittadelle della borghesia.
Il futurismo italiano influenzò quello sovietico che stando alle sue parole è un movimento populista da intellgenciia rivoluzionaria nelle condizioni della reazione sociale.
Ideologicamente è ostile sia al futurismo europeo occidentale, ideologia estetica dell’impertialismo, sia al decadentismo russo, l’ideologia della borghesia, ma è altrettanto nemico della incipiente ideologia proletaria.
Uno dei maggiori capostipiti del futurismo Russo fu Majakovssky che ebbe vari contatti con Filippo Tommaso Martinetti capostipite del futurismo italiano.
Il libro scritto con un linguaggio chiaro e lineare nonché con scioltezza espressiva offre importanti piste di riflessione su due movimenti del novecento.
Inoltre l’autore del libro che è docente universitario dell’Università Tor Vergata di Roma ed è collaboratore de “la Repubblica” ha saputo cogliere gli aspetti più salienti di questo movimento.

In questo libro si suggerisce non tanto la nascita di una nuova famiglia o tradizione politica trattandosi di processi di lungo periodo che necessitano di sedimentazione per essere poi analizzati, quanto l,’affermazione all’interno del tradizionale campo delle destre europee occidentali, di una serie di innovazioni politiche organizzative e programmatiche che le qualificano in maniera nuova e inedita rispetto al passato e che dal nostro punto di vista difficilmente possono essere comprese all’interno dell’etichetta, per molti versi sommaria ed equivoca, di “populismo”.
Si tratta, appunto di una tendenza ancora poco analizzata in chiave sistematica proprio a causa della sua novità. In particolare in questo libro si fa una comparazione delle destre che hanno subito una metamorfosi rispetto al passato della Francia, della Gran Bretagna e della Svezia per non parlare dell’Italia dove la destra ha subito una metamorfosi passando dal vecchio MSI ad An rompendo con i residui del fascismo che propugnava uno stato dittatoriale nonché la soppressione di determinate libertà e soprattutto era antisemita nei confronti degli ebrei mentre Fini ha blandito ogni discriminazione razziale nei confronti degli ebrei.
Pertanto la comparsa sulla scena politico culturale di una destra “nuova” presuppone la presenza di una destra vecchia rispetto alla quale la prima presenta elementi di marcata originalità.
Lo schema di analisi che gli autori di questo libro si propongono di porre in essere è il seguente In ciascuna delle famiglie politiche europee, nei differenti momenti storici, idee, mentalità e stili politici che esercitano una funzione egemonica all’interno delle rispettive tradizioni politico ideologiche. Per quanto riguarda le destre si può affermare che, sino alla fine degli anni 70’, è il pensiero conservatore di stampo classico, nelle varianti britannica che svolge questa funzione di filo narrativo comune all’insegna di concetti guida come autorità , ordine sociale tradizionalismo dei valori, nazionalismo.
In sostanza le nuove destre nei vari paesi oggetto di trattazione del libro sono state pragmatiche e vicine ai problemi dei vari paesi oggetto di trattazione come il problema dell’immigrazione clandestina, l’ecologia, la criminalità organizzata .
L’attuale destra è stata definita dal presidente della Repubblica francese immaginativa, generosa, aperta sensibile all’ecologia ed al tema della cittadinanza.
Il libro scritto con scioltezza espressiva si propone di fornire al lettore utili piste di riflessione sul mutamento delle destre dei paesi citati.

pagina 34 sommario pagina 36