logo_fen_mini.jpg (4384 byte) Pagina 4
L'IMMENSITÁ DELL'AMORE DI DIO
"Il tesoro della giovinezza ricevuto in dono" Mons. Antonio Cervino
di Pietro Giovanni Lucarelli

gerardo.jpg
Foto copertina

L'insegnamento al popolo di Dio di Don Antonio Cervino è il far nascere e crescere nei giovani la volontà di voler colmare il vuoto di amore e di libertà, di giustizia e di pace, camminando con Dio.
Per far questo prende in esame la vita del Santo di Muro Lucano, San Gerardo Majella, Patrono della Basilicata, e ne stende la storia per la terza volta, dotandola di documenti anche inediti e lo fa nel modo più antico per raccontarne la storia, cioè in versi, creando così un vero poema come si evince dal componimento stesso che introduce il lavoro poetico formato da quarantadue canti sapientemente intrecciati tra la vita terrena e quella santificata di Gerardo Majella.
Infatti questa terza Edizione 2009 è intitolata "Sogno e realtà"; Lavoro finito di stampare nell'Aprile ultimo scorso, presso Grafica Sud – Policoro (Mt).
Chi bussa a quest'ora?
"La notte è fonda e piove a catinelle, / sibila il vento e mi par di sentire / spirti inquieti di corpi trapassati / che tetri aleggian per la casa mia. / Il fulmine balena e segue il tuono / che roboante scuote l'edificio. / La luce all'improvviso è andata via, / del batacchio il rumor è forte e cupo, / un brivido mi passa per la pelle, / con voce quasi tremula domando: / - chi è ?... chi è ?... la voce fa' sentire!- / "Sono Gerardo, tu non mi conosci?"/ Penso che sia un caro amico mio, / apro l'uscio con molta ritrosia, / gli punto in viso la voltaica pila. / Mi appare una figura allucinante: / un uomo vecchio dalla barba incolta, / un logoro mantello sulle spalle, / bastone nocchieruto per appoggio, / il copricapo dalla foggia antica, / calzari d'altri tempi e rattoppati, / d'acqua inzuppato e dappertutto gronda, / infreddolito trema come canna. / "Per carità di Dio dammi ricetto, / accoglimi, giammai ti pentirai". / Traspare dal suo volto arcana gioia; /

- Entri in casa Signore -, gli dico in fretta, / chiudendo l'uscio, arriva la corrente. / Beato … il lampadario in alto mira / quell'ospite inatteso e sconosciuto. / Con far del tutto insolito mi dice: / "Ė bello stare qui, o mio signore." / Dicendo tale frase la mia casa / è tutta invasa da un odor di fresie, / il viso del vegliardo si trasforma, / intensa luce avvolge tutto il corpo, / con un filo di voce mi sussurra: / Gerardo Majella son io qui da te". / Sì dolce ventura in sorte mi tocca / in casa mia ospitare un Santo sì caro. / Mi parla di sé, dei tempi trascorsi / nel pago di Muro di tanti anni fa / ed or mi accingo a raccontare in versi, / ahimè, non più di moda al mondo d'oggi".
 Don Antonio nel suo sogno fa parlare lo stesso Santo Patrono della Lucania e ricorda alla nostra gente come saluta la mamma nel partire per santificarsi e come tutti i patimenti della vita lo spronavano sempre più nella sua ferma volontà di seguire l'esempio di Cristo.
Questo ci deve spingere tutti, davvero, a voler farci santi. È questa la strada che ogni cristiano deve desiderare fortemente senza fallire la meta.
Il racconto in versi fatto con citazioni storiche della vita terrena del Santo si snoda attraverso il sentire forte, nel cuore di don Antonio, quella che è la "forza che muove il mondo", cioè Dio, suffragata da documenti e fatti realmente accaduti. Con questo volume prende vita lo storico, nella persona di mons. Cervino, come notaio degli eventi religiosi della nostra Regione e delle mete raggiunte dal Santo nella vita terrena; descrive anche la vita comune di tutti i giorni di noi peccatori ed anche di coloro che si aggirano intorno alla "Cattedral" non certo per pregare ma per battere "gran cassa".
Mons. Cervino non trascura la sua vena pungente di critico nei confronti di tutti ed anche della sua vita che lo ha visto lottare per arrivare all'oggi come direttore del Collegio Stella Maris di Policoro (Mt).
Così scrive Agostino Superbo, Arcivescovo Metropolita di Potenza – Muro – Marsico, in prefazione: " La figura eccelsa del giovane santo di Muro Lucano si arricchisce di una mediazione poetica, che ci fa comprendere come la spiritualità sia molto vicina a noi". Don Antonio è proprio questo: un formatore di coscienze che progetta ed attua quella pedagogia della santità.
Difatti i suoi testi poetici sono una dolce sinfonia suonata col cuore gonfio d'amore per Dio … Possiamo perciò concludere dicendo che è meglio curare "quello che si ha", e non trascurarlo, in attesa di avere "quello che non si ha" ...

pagina 3 sommario pagina 5