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Processione in salita al
Calvario
Come ogni comune ha le sue tradizioni
e i suoi ricordi che sono radicati nell'animo di tutti i cittadini e
specialmente di quegli emigrati, vuoi per ragioni di lavoro o per altro.
Nel nostro comune uno dei ricordi più sentiti riguarda il miracolo delle
cavallette che si tramanda di generazione in generazione.
Sul monte Calvario alto circa 8OO metri sul livello del mare, a ridosso
dell'abitato, la data precisa della venuta di San Francesco di Paola
non si conosce, ma sicuramente prima del 17 maggio 1474, data in cui
il movimento del taumaturgo ottiene l'approvazione pontificia assumendo
il nome di "Congregazione eremitica paolana di San Francesco d'Assisi".
Sul Calvario fu situata una croce ferrea a memoria e celebrazione dell'evento
miracoloso. La tradizione vuole che nel lontano passato il paese fosse
stato funestato con l'invasione appunto delle cavallette.
Queste giunte dalla lontana Africa inondarono tutta la zona arrecando
gravi danni non soltanto alla vegetazione ma anche agli uomini con i
loro dolorosi morsi. Ne subirono le conseguenze soprattutto gli anziani
e i bambini che non erano in grado di difendersi dai quei morsi di migliaia
e migliaia di questa specie di grilli che nel levarsi in volo oscuravano
il cielo.
La popolazione si trovò in uno stato di disperazione e invocò l'aiuto
del taumaturgo Francesco da Paola, il quale accolse la supplica del
signore del posto, del parroco del tempo e del priore francescano del
luogo. Il Santo si recò sul posto e condusse il Crocifisso sulle sommità
dei tre monti che circondano il centro abitato di Colobraro.
Sulla cima del Calvario, la più elevata, levò in alto la Santa Croce
e ordinò alle cavallette di allontanarsi dai luoghi che avevano invaso.
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Processione di ritorno in paese
Si narra che da quell'istante
un forte vento spinse le locuste nelle acque del fiume Sinni dove trovarono
la morte.
In memoria di tutto questo ogni anno, e precisamente il 23 maggio, si
snoda una processione per riportare il Crocifisso sulla sommità del
monte Calvario e rendere omaggio alla Croce colà situata a ricordo del
prodigio.
Il giorno successivo la processione percorre le vie del centro per ringraziare
il Crocifisso per il miracolo concesso concludendosi col bacio della
Reliquia della Santa Croce.
Anche quest'anno la gente del posto è accorsa numerosa.
Il buon Don Giovanni Lippolis ha guidato la processione fin sul Calvario
ed ha tenuto una predica salendo sul poggio della Croce posta proprio
sul cocuzzolo del Monte.
Quest'anno non ha fatto menzione del miracolo e la gente lo ha notato,
ma la bella giornata ha distratto anche coloro che la storia la ricordano
attraverso i racconti degli anziani. Anche qualche anno fa, come è noto,
si è verificata in misura ridotta una invasione di cavallette sia nel
nostro Comune che altrove.
Questo particolare è servito alla nostra gente, specialmente agli emigranti,
a rammentare e commemorare con maggiore fervore e devozione il miracolo
compiuto da San Francesco di Paola.
La salita sul monte permette anche di ammirare i panorami tutt'intorno,
ma purtroppo alcune pale eoliche hanno deturpato il luogo e lo stesso
simbolo sacro.
Per dovere di cronaca abbiamo voluto riportare lo stato d'animo dei
colobraresi, residenti ed emigrati, saliti fin sul monte perché molti
di essi hanno chiaramente manifestato il loro rammarico nel vedere quei
"giganti" della tecnologia ruotare in quel luogo sacro.
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