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IL MIRACOLO DELLE CAVALLETTE A COLOBRARO
di Pietro Giovanni Lucarelli

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Processione in salita al Calvario

Come ogni comune ha le sue tradizioni e i suoi ricordi che sono radicati nell'animo di tutti i cittadini e specialmente di quegli emigrati, vuoi per ragioni di lavoro o per altro. Nel nostro comune uno dei ricordi più sentiti riguarda il miracolo delle cavallette che si tramanda di generazione in generazione.
Sul monte Calvario alto circa 8OO metri sul livello del mare, a ridosso dell'abitato, la data precisa della venuta di San Francesco di Paola non si conosce, ma sicuramente prima del 17 maggio 1474, data in cui il movimento del taumaturgo ottiene l'approvazione pontificia assumendo il nome di "Congregazione eremitica paolana di San Francesco d'Assisi".
Sul Calvario fu situata una croce ferrea a memoria e celebrazione dell'evento miracoloso. La tradizione vuole che nel lontano passato il paese fosse stato funestato con l'invasione appunto delle cavallette.
Queste giunte dalla lontana Africa inondarono tutta la zona arrecando gravi danni non soltanto alla vegetazione ma anche agli uomini con i loro dolorosi morsi. Ne subirono le conseguenze soprattutto gli anziani e i bambini che non erano in grado di difendersi dai quei morsi di migliaia e migliaia di questa specie di grilli che nel levarsi in volo oscuravano il cielo.
La popolazione si trovò in uno stato di disperazione e invocò l'aiuto del taumaturgo Francesco da Paola, il quale accolse la supplica del signore del posto, del parroco del tempo e del priore francescano del luogo. Il Santo si recò sul posto e condusse il Crocifisso sulle sommità dei tre monti che circondano il centro abitato di Colobraro.
Sulla cima del Calvario, la più elevata, levò in alto la Santa Croce e ordinò alle cavallette di allontanarsi dai luoghi che avevano invaso.

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Processione di ritorno in paese

Si narra che da quell'istante un forte vento spinse le locuste nelle acque del fiume Sinni dove trovarono la morte.
In memoria di tutto questo ogni anno, e precisamente il 23 maggio, si snoda una processione per riportare il Crocifisso sulla sommità del monte Calvario e rendere omaggio alla Croce colà situata a ricordo del prodigio.
Il giorno successivo la processione percorre le vie del centro per ringraziare il Crocifisso per il miracolo concesso concludendosi col bacio della Reliquia della Santa Croce.
Anche quest'anno la gente del posto è accorsa numerosa.
Il buon Don Giovanni Lippolis ha guidato la processione fin sul Calvario ed ha tenuto una predica salendo sul poggio della Croce posta proprio sul cocuzzolo del Monte.
Quest'anno non ha fatto menzione del miracolo e la gente lo ha notato, ma la bella giornata ha distratto anche coloro che la storia la ricordano attraverso i racconti degli anziani. Anche qualche anno fa, come è noto, si è verificata in misura ridotta una invasione di cavallette sia nel nostro Comune che altrove.
Questo particolare è servito alla nostra gente, specialmente agli emigranti, a rammentare e commemorare con maggiore fervore e devozione il miracolo compiuto da San Francesco di Paola.
La salita sul monte permette anche di ammirare i panorami tutt'intorno, ma purtroppo alcune pale eoliche hanno deturpato il luogo e lo stesso simbolo sacro.
Per dovere di cronaca abbiamo voluto riportare lo stato d'animo dei colobraresi, residenti ed emigrati, saliti fin sul monte perché molti di essi hanno chiaramente manifestato il loro rammarico nel vedere quei "giganti" della tecnologia ruotare in quel luogo sacro.

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