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IL PREMIO ALBEROANDRONICO 2009 VIENE PRESENTATO A ROMA IN UNA SERATA DI "MUSICA E PAROLE"
A CASTEL SANT'ANGELO
28 APRILE SAN VITALE
di Aldo Viviano (*)

La nostra cara amica Antonella Pagano è stata invitata, lo scorso anno, ad essere componente la Giuria del Premio di poesia e narrativa "alberoAndronico" - premio internazionale. L'hanno riconosciuta portatrice di un significativo vissuto sul piano poetico e la nostra Rivista lo sa bene, atteso che la Pagano vi scrive sin dalla fondazione. Inoltre, mi piace rendere noto che ci rappresenterà, rappresenterà la cultura lucana, molto degnamente con la sua performance: "L'abbraccio della poesia con … campanelli" nei giardini di Castel Sant'Angelo. So anche che avrebbe usato La fenice per invitarci e abbracciarci con l'affetto e la semplicità che la caratterizzano. Lo faccio io per lei. Così anche fermo alla storia della nostra Rivista il Comunicato stampa che il Presidente dell'Associazione omonima ci ha fatto pervenire. Nel numero precedente Antonella ha scritto una incantevole fiaba sull'Albero da cui prende il nome sia l'Associazione che il Premio e che sul piano simbolico è davvero molto significante.

 ALBEROANDRONICO 2009 … TUTTI POSSONO PARTECIPARECON POESIE, RACCONTI, LIBRI, DIALETTO E TESTI PER UNA CANZONE! IL PREMIO VIENE PRESENTATO IN UNA SERATA DI "MUSICA E PAROLE" A CASTEL SANT'ANGELO

Venerdì 19 giugno alle ore 20,30 l'Associazione Alberoandronico presenta la terza edizione del Premio di poesia e narrativa Alberoandronico. Una serata di "Musica e Parole" e di "Invito alla scrittura". Se ne … parla, se ne … canta, se ne... suona nell'ambito di "Letture d'estate lungo il fiume e tra gli alberi" I vincitori delle passate edizioni ed artisti importanti inviteranno il pubblico alla partecipazione. Claudio Sterpi in una minilezione su Castel Sant'Angelo condita dal Vissi d'arte della Tosca con il soprano Emanuela Quartullo accompagnata al pianoforte da Roberto Lorenzetti, Antonella Pagano con "L'Abbraccio della poesia con ...campanelli", le risate impertinenti del cabaret poetico di Donatella Mei, la giornalista Chiara Di Giambattista racconterà di quando le parole vanno oltre la musica con la testimonianza e il brano "L'Aquila 6 aprile 2009" della band abruzzese dei Maxiata: inno alla speranza e alla voglia di ricominciare! Simona Palmiero,Francesca Targa e Adelmo Togliani interpreteranno alcune poesie premiate. Saranno presenti,tra i giurati, Giorgio Battaglia, Marco Cardinale, Aldo Falivena, Marco Franzelli, Massimo Gianotta, Massimo Martelli, Mario Mazzantini, Nicoletta Oddo, Pino Scaccia e Patrizia Torlonia Da una piccola Associazione culturale, sociale e sportiva nata nel territorio del Municipio 19 di Roma "sotto il segno di un Albero", un successo che ha travalicato i confini nazionali. Concorrenti anche da Austria, Brasile, Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Perù, Repubblica del Congo, Romania, Senegal, Stati Uniti, Svizzera e Turchia. Un'iniziativa ben lontana da logiche editoriali e proposta essenzialmente per stimolare e valorizzare la lingua italiana, diventando un appuntamento per tutti coloro che si vogliono misurare in una gara improntata alla massima trasparenza che ha come obiettivi fare emergere le eccellenze e dare spazio e luce agli Autori. "Un evento – dichiara il Presidente dell'Associazione Alberoandronico, Pino Acquafredda – che si sta imponendo come vetrina culturale per talenti giovani e meno giovani che si esprimono attraverso la poesia, la narrativa ed ora anche mediante la proposizione di "testi per una canzone" Lo scorso anno la Giuria del Premio - altamente qualificata - ha scoperto, tra le tante Opere, delle vere e proprie "perle" a cui sono andati importanti riconoscimenti. Sicuramente lo stesso succederà quest'anno – continua il Presidente Acquafredda – visto il materiale che giorno dopo giorno sta pervenendo nella sede di Monte Mario e considerando l'energia e l'attesa che intorno al Premio si sta creando. Le migliori performance saranno raccolte in una Antologia. Opere in cui viene rappresentata un'Italia lontana da certi stereotipi in cui si dipinge un popolo che si allontana sempre di più dalla cultura letteraria ed in cui la passione per la scrittura è superata dagli sms e dalle chat. Questo Premio ci dimostra il contrario. Poesie, sillogi, racconti, libri, testi da musicare fanno centro. L'Italia ama raccontarsi. Non ci sono limiti di età, né di territorialità. La voglia di partecipazione è nazionale. Oggi viviamo in un'era in cui tutto sembra ridursi ad un numero, ad un dato, ad una statistica. Esprimersi attraverso la Parola scritta significa invece fare emergere e diffondere contenuti ed emozioni. *** L'Associazione culturale Alberoandronico nasce per iniziativa di un gruppo di persone con l'obiettivo di promuovere e tutelare la partecipazione dei cittadini alla vita culturale e sociale del territorio. Tra le attività che l'Associazione intende svolgere figurano la promozione della cultura in tutte le sue forme (tra cui quella letteraria, teatrale, musicale e cinematografica), iniziative rivolte anche alle fasce deboli, come anziani e disabili; la promozione e la pratica dello sport; l'organizzazione culturali, gite e visite guidate; la collaborazione con comitati di quartiere e organismi scolastici per la programmazione culturale sul territorio; la promozione di forme di assistenza sociale, di tutela civica dei diritti e di tutela ambientale. Il suo nome trae spunto da un Albero che doveva essere abbattuto ed è stato salvato dalla mobilitazione dei cittadini. L'Albero – un meraviglioso pioppo – si trova in Via Livio Andronico alla Balduina.
alberoandronico@libero.it www.alberoandronico.net

Vitale è associato a Agricola, di cui, secondo Sant'Ambrogio, sarebbe stato servo, come "martiri di Bologna".
Le testimonianze più antiche risalgono a Sant'Ambrogio nel 392, a San Paolino da Nola nel 403 e a Paolino da Milano nel 422.
Rapida fu la diffusione del culto in molte località d'Italia e della Francia con conseguente dispersione delle reliquie, il che fu fonte di confusione sulla loro identità di cui nulla si sa di preciso; una cosa è certa: il loro eroico martirio. Secondo Sant'Ambrogio, Vitale avrebbe per primo subito il martirio dopo orrendi supplizi, nel vano tentativo di farlo abiurare, vittima della persecuzione di Diocleziano.
Furono sepolti nel locale cimitero giudaico, ma ignoto è il motivo di questo fatto, che, unito ad altre considerazioni, fece avanzare l'ipotesi che fossero di origine ebraica. Nel sec. VI una leggendaria narrazione trasformò Vitale nel padre dei santi Gervasio e Protassio.
Secondo tali fonti Vitale era un miles consularis di Milano, che aveva dovuto accompagnare a Ravenna il giudice Paolino, in una delle sue missioni di sorveglianza. Vitale era cristiano, ma in segreto, data la sua posizione nell'esercito romano.
Scoppiò la persecuzione e Vitale assistette al supplizio cui venne sottoposto un cristiano, il medico ligure Ursicino, che non aveva voluto sacrificare agli dei.
Pieno di coraggio nei primi momenti, egli si perde d'animo di fronte all'ultimo supplizio. Allora Vitale lo incoraggiò a gran voce (essendo un'antica Passio gli gridò: "Medico, tu che hai dato a tanti la salute del corpo, bada a non perdere la tua di spirito") e lo assistette sino alla fine.
Ursicino fu decapitato e Vitale lo seppellì poi piamente. L'atteggiamento del coraggioso soldato non era, però, passato inosservato: così il suo superiore, ed un tempo amico, lo condannò a morte.
Dopo atroci tormenti, che non bastarono a farlo abiurare dalla sua fede, fu gettato a testa in giù dentro una fossa profondissima e poi ricoperto di terra.
Il suo martirio avvenne a Ravenna e la sua tomba divenne subito meta di pellegrinaggi e fonte di grazie. Alla moglie Valeria, che doveva riprendersi il corpo del marito e forse riportarlo a Milano, la cosa non fu concessa: anzi il suo ritorno nella città lombarda diventò occasione anche per lei di martirio.
Imbattutasi, con i suoi servi, in un gruppo di facinorosi che volevano costringerla a sacrificare agli dei. Valeria rifiutò e venne malmenata e bastonata a sangue.
I persecutori erano presumibilmente baccanti ed il ratto sembra essere avvenuto vicino all'odierna Lodi.
I suoi familiari la sottrassero semiviva alla furia omicida e la trasportarono a Milano, dove ella morì dopo tre giorni di agonia.

(*) Aldo Viviano Parroco della Parrocchia di San Luca Abate Carbone (PZ)

IN CENERE ETTARI DI SEMINATO A GRANO
di Pietro Giovanni Lucarelli

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Contrada Pieditursi

Colobraro - Il 15.06.2009,alle ore 16 e 40 circa si è sviluppato il primo incendio di vaste proporzioni ha messo a serio rischio un'azienda agricola di contrada Pieditursi, a Colobraro. Il rogo si è sviluppato nel pomeriggio di martedì, minacciando l'azienda agricola di Salvatore Fortunato, confinante con quella dei Crispino, nonché con la più grande aziende colobrarese, la "Finata" e altri ancora.
Un secondo incendio meno dannoso si è propagato in contrada Costa di Zigaro adiacente alla proprietà di Giuseppina Larocca che fa parte dell'azienda dell'Agriturismo "Antica Masseria Lucana" dell'Avv. Giulio Murano, l'intera area è alla periferia del paese, dunque simile a quella dello scorso anno.
Il fuoco è partito dai margini della nuova strada rotabile che collega il centro abitato alla superstrada Sinnica, ed ha bruciato qualche ettaro di campo seminato a grano, il quale era già in fase di maturazione e fra qualche giorno sarebbe stato pronto per essere mietuto.
Sono intervenuti i vigili del Fuoco di Policoro i volontari del comune di Colobraro con i vigili Urbani e i Carabinieri della locale Caserma; che indagano sugli eventi che tutti definiscono dolosi visto il punto di partenza, e sono pronti ad individuare il responsabile in qualche automobilista imprudente.
Se si esclude il campo seminato a grano non vi sono stati danni ingenti, solo tanta paura e fumo per le famiglie che abitano in quelle masserie e dell'Agriturismo.
Considerato che al primo vero caldo cominciano gli incendi persino in zone abitate cosa ci si può aspettare da questa stagione? Se non una pericolosa estate di fuoco, soprattutto per le nostre campagne che sono prevalentemente abbandonati a se stessi e senza la presenza dell'uomo.

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