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INTRODUZIONE DELL'AUTORE PER LA
RACCOLTA DI FAVOLE |
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Il presente lavoro arriva dopo un lungo periodo di stasi dal primo libro di
favole da me scritte, che sono quelle della "Montagna Verde" Edite
da L'ellade Editrice", nel 1994. Questa nuova raccolta ha un suo filo conduttore che va dal reale all'immaginario; infatti nascono da quel discusso evento del maggio 2005 e cioè dal fatto che un Anaconda capitato chissà come nell'invaso ha afferrato due pecore, in 2 successivi momenti, trascinandosele nelle acque della Diga di Monte Cotugno in agro di Senise (Potenza). L'idea di elaborare una raccolta di favole di sapore esotico è invitante e nasce così la prima favola dal titolo "Il racconto del biologo russo". Visto poi che l'argomento lo hanno trattato nelle scuole della zona, l'interesse si accende maggiormente e si fa largo in me lo stmolo di inbastire una trama intrigante e se volete, appassionata di figure trasformato di animali quasi sconosciute all'uomo; ed ecco che arrivano i primi nomi: Kraken, Celacanto, Manta birostris, Mucca, Cinghiali eccetera, tutti mirati a sfidare il coraggio e la volontà dell'uomo. Le forze del bene e del male invece stanno ad indicare la credulità del facile del lucroso senza fatica, ossia vivere l'attimo fuggente della vita ormai appagata di tutti quei servizi e comodità che le precedenti generazioni hanno forse solo sognati. Quindi la raccolta non si limita soltanto a stuzzicare la fantasia dei bambini ma li invoglia anche alla ricerca e alla conoscenza del mondo animale sia marino che terrestre. Le creature della raccolta scelte a dominare la scena, infatti, sono di entrambi i regni e tutte dotate di un fascino unico e particolare, soprattutto per la capacità di mutare aspetto a secondo del bisogno. Nella serie precedente non ho voluto introdurre il lettore ad individuare da subito lo spirito delle |
fiabe, sottoposte alla
lettura, e, soprattutto alla sua intelligenza di chi legge. Oggi, in questa nuova ritengo di sollecitare il lettore, bambino o adulto che sia, a riflettere sul tempo che viviamo sui valori perduti. Le fiabe sono, a mio avviso, lo strumento più idoneo a farli rivivere ed assaporarne il gusto. Visto il degrado della società contemporanea, desidero dire che la cultura non è una merce che si compra al mercato, ma la si conquista a scuola, impegnandosi anche autodidatticamente. A quest' ultima maniera è durissimo l'acquisire; una volta però raggiunto un buon grado di cultura, questa ti spinge sempre più a migliorarla per la continus sete del sapere. Poiché io stesso nutro tanto desiderio di sapere, ho ideato, la presente rivista che vuole essere un aiuto a quanti tentano di intraprendere la strada della conoscenza. Eccoci qui a parlare di fiabe, che ripropongono soprattutto i valori perduti. La fiaba dunque deve essere vista come il mezzo che rifulge nell' animo del lettore, giacché questo è prima di ogni altra cosa uomo, cittadino e componente della società in cui viviamo, perciò autore, opportunamente ed individualmente rapportato al suo comportamento di essere umano. A questo mirano le favole da me raccolte le prime presso le persone anziane e trascritte per le generazioni che verranno, proprio con lo stesso spirito di chi le ha conservate nella propria memoria, limitandomi ad immettervi solo qualche espressione più attuale e scaricandole di quelle tipiche dialettali proprie dei veri narratori che le hanno affidato a me per divulgarle, affinché ne beneficiassero tutti quanti ne sono attratti. Queste ultime invece sono delle fantasie mie scaturite da un evento insolito quello della comparse di un animale esotico nelle nostre acque. |