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IL VIAGGIO DEL PAPA IN GERMANIA
Sacralità e intellettualità 
di  Alberto  Virgilio  

La visita di Benedetto XVI a Colonia per la Giornata della Gioventù e per le altre manifestazioni previste dal programma ha offerto lo stesso spettacolo di fascino che più volte si é ripetuto durante i viaggi di Karol Wojtyla, con qualche particolare diverso dovuto alla personalità del nuovo Pontefice.
Ratzinger possiede infatti tutte le doti superlative del suo predecessore, con in più il carisma derivante dalla sua spiccata intellettualità e dalla sua vasta cultura filosofica e religiosa.
Questi peculiari aspetti si sono rivelati nel caloroso incontro con i giovani, caratterizzato da un entusiasmo intenso ma contenuto nei gesti, quasi con quel senso di pudore e di umiltà connaturale all'uomo di pensiero e alla sua vocazione per le profonde riflessioni sulla fede.
Il contatto di Ratzinger con l'enorme massa di giovani di tutte le parti del mondo é stato tuttavia emozionante e proficuo, raggiungendo il fulcro nell'invito "a spalancare i cuori a Dio", rivolto a tutti indistintamente, anche a quanti ancora non conoscono Cristo o non si riconoscono nella Chiesa.
In questa esortazione si coglie tutta la caratura teologica di Ratzinger, il quale già in passato, quando era prefetto della sacra congregazione per la dottrina della fede, sotto il pontificato di Wojtyla, aveva parlato di ortoprassi e ortodossia , nel presupposto che la fede é il bene più prezioso della vita e che il buon comportamento e l'amore per il prossimo (appunto l'ortoprassi) non possono essere svincolati dalla ortodossia, cioé dal modo di intendere rettamente il fenomeno religioso.
Nella veste di Pontefice egli conferma la

 

stessa linea concettuale, adattandola alle relazioni che il successore di Pietro deve intrattenere con le altre confessioni religiose e con le diverse popolazioni sul piano mondiale.
In tale prospettiva Benedetto XVI si é recato nella Sinagoga di Colonia per un incontro con gli esponenti della Comunità ebraica, e < in tale occasione ha condannato severamente la shoah, auspicando nuovi rapporti con gli ebrei, mentre incontrerà anche gli esponenti di altre confessioni, in un clima di concordia e di reciproco rispetto.
Nella sostanza egli si muove sul medesimo tracciato di Papa Wojtyla, ossia allacciando e allargando il discorso con tutti gli interlocutori, pur nella fermezza sui dogmi del cattolicesimo, ma nello stesso tempo con spirito di comprensione per le altre espressioni di fede.
Il Pontificato di Benedetto XVI é appena all'inizio, ma a giudicare dalla simpatia e dall'entusiasmo che egli suscita in ogni incontro di massa può fondatamente presumersi che il suo ministero pastorale sarà pienamente degno dell'eredità di Papa Wojtyla, nella guida del mondo cattolico e cristiano nell'attuale delicata situazione morale e spirituale.
La storia é fatta di eventi alterni dipendenti da molteplici fattori di carattere obiettivo, ma é frutto anche dell'attività di uomini che al vertice delle istituzioni guidano i destini dei popoli.
Uno di questi vertici é senza dubbio il Papato, per cui la presenza sul soglio di Pietro di Ratzinger é motivo di speranza e di fiducia per tutti, e non soltanto sotto il profilo della spiritualità.
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