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CREATURE DEL LAGO VERDE |
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Altra avventura dell'amico anaconda è l'affannosa ricerca di una sua
compagna di vita. Egli ha tutti gli istinti propri dell'individuo naturalmente dotato, anzitutto quello di perpetuare la sua specie, quello di dotarsi di una famiglia naturale e continuare così a vivere attraverso le sue creature. Lo spazio acqueo che lo circonda è enorme o almeno tale da consentirgli vita e varietà della stessa finché vuole. È un animale oviparo, pluricellulare longevo, e perciò aperto a tutte le possibilità della specie. Come vi sono degli esseri che si riproducono con l'intervento altrui, così ve ne sono quelli che lo fanno senza bisogno degli altri. Siamo un po' alle favolose cavalle di cui parlano i poeti antichi, le quali diventano gravide con l'azione del vento quando si abbandonano a qualche irresistibile fuga. Un giorno il nostro anaconda si accorge di avere i fianchi gonfi, le mammelle enormemente dilatate e quindi era prossimo un lieto evento; cerca all'ora un anfratto e qui crea il suo nido per dare origine ad una nuova vita. Ben presto si ritrova, oviparo qual é, con due, anzi tre anacondini, che la natura ha dotato di rapidi movimenti. Un evento del genere è il primo, che spaventa la stessa genitrice la quale mai immaginava di poter dare vita ad una figliolanza propria. Oh che immensa gioia veder due o tre animaletti, si fa per dire, perché anche le sue creature hanno una certa dimensione proporzionata alla stirpe, che si muovono e guizzano tutto intorno ricreando una certa agitazione perché vogliono tutti afferrarsi ai capezzoli per succhiare il latte della vita. Come avviene per certa specie animale, basta un giorno o due, a dare una statura ed un |
movimento proprio della specie adulta. Povera genitrice che non
sa che quelle creature non sono più sue, ma soltanto nuovi figli del Lago
Verde, il quale è destinato ad alimentare nuovi esseri, ognuno dotato di una
vita propria, indipendente e già pienamente sviluppata! Di questo passo la specie animale vivente nel seno del lago e quella vagante in superficie ben presto non si potranno più contare, tanto è grande il numero. Ma il Lago Verde ha il potere di accogliere una infinità di esseri, i quali si possono nutrire a sufficienza senza attendere una selezione naturale che per il momento è lontana dal verificarsi. In seguito essa potrà avvenire e la natura allora imporrà le sue leggi, che sono quelle a cui si assoggettano tutti i viventi, esseri animali o vegetali che siano. La natura fa il suo corso, detta le sue leggi ed impone i suoi limiti perché il numero non abbia a crescere a dismisura e provocare in tal modo delle pericolose conseguenze dovute ad un eccesso di nascite, come è per molte specie viventi che si danno una misura se vogliono sopravvivere e continuare. La natura di per sé è provvida, autosufficiente e perciò bastante a se stessa, chi venisse in soccorso potrebbe provocare inutili guasti. Si sa che, quando un certo numero di viventi supera il giusto bisogno, va incontro ad una naturale limitazione che avviene spesso con la morte dei più. La natura madre quindi vigila, ha le risorse ed all'occorrenza interviene per mantenere il suo nomale equilibrio e il proprio ritmo e corso. In conclusione, la natura è madre e sa provvedere ai suoi bisogni, dotata com'è di strumenti propri di vita e, se vogliamo, anche di morte. |