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CREATURE DEL LAGO VERDE
Una strana trasvolata dell'Anaconda
di Michele Crispino

Il nostro amico anaconda, prima osserva attentamente e poi vistosi guardato con meraviglia e stupore da tutti accentra il suo sguardo su di una giovane bagnante, che non si è accorta di lui intenta a dormire col capo sulla sabbia e con gli occhi rivolti in alto.
Che deve fare il nostro amico anaconda, stare lì ad ammirare? A crescere lo stupore e la meraviglia dei bagnanti? Non  è caso di compiere qualche azione audace di corteggiamento, tra le sue poderose spire la ragazza forse ci rimetterebbe la vita, ed allora il miglior partito è quello di tagliare la corda.
Gli piace di aver prodotto stupore agli abitanti della costa.
Se ne potrà parlare un altro giorno, quando avrà migliore estro e fantasia e soprattutto i bagnanti potranno accoglierlo e familiarizzare con lui. Con lieve sforzo si solleva in alto e virando prende a volare per rientrare alla base, che del resto non è molto lontana.
Le acque del Lago Verde non distano tanto e, come al solito, potranno accoglierlo ristorarlo e dargli felice ricovero, per la sua vita terrena o meglio acquea. C'è ancora altro da dire su di lui, ma ci riserviamo di riprendere il discorso quanto primo e chissà quante cose belle ne verranno fuori.
Per il momento conviene chiudere e lasciare un po' riposare la mente, se non vogliamo che ci giochi un qualche tiro birbone. La nostra creatura, il superbo Anaconda nato dalla fantasia di un mio gentile amico, il cui nome non è difficile trovare tra i frequentatori di questa estate alla ristretta corte di un vicentino, di un cinquantennio ma di origine lucana, anzi di Colobraro, ha compiuto una delle sue nuove imprese. Con un balzo, che ha del prodigioso, si è lanciato dagli spalti e bacini orientali del Lago Verde, portandosi con rapido volo e lambendo il corso inferiore del Sinni fino alla foce, per poi adagiarsi tranquillamente su una spiaggia del mare Jonio.

Qui, tra lo spavento dei molti bagnanti già intenti alle operazioni balneari, per arrostirsi il più possibile e poi far mostra della loro stupenda abbronzatura, si accoccola con le sue nodose spire, in prossimità di un gruppo di bagnanti.
Qui si può vedere di tutto: dal "Vu cumprà, bardato ai fianchi e sulle spalle della sua esotica merce, lui che è nord africano o giù di lì al biondo nordico svedese, alla matrona cinquantenne, romana o lucana che sia e che nella sua imponente mole occupa una larga fetta del lido sabbioso, al ragazzetto imberbe che  gioca al pallone infastidendo molti, alla signorinetta bionda che, poco coperta, vuole prendere tutto il sole possibile, ad altri ancora che piovuti qua da chissà dove, vogliono trascorrere in pace un giorno al mare.
E vi riescono, perché è proprio un bel giorno, caldo, afoso e prodigo di tutti i possibili benefici.
Il buon anaconda, piovuto al mare anche lui si bea tutto felice perché la spiaggia è popolata di tanti esseri strani poco coperti ed alcuni addirittura scoperti, con le solo "pudende" nascoste per non spaventare la gente pudica e rispettosa del decoro pubblico.
Che cos'é, che cosa non è, ma ecco che l'attenzione comune è destata da un essere tutto nudo che non  è il nostro anaconda, il quale per sua natura non ha nulla da nascondere ma esibisce tutto tranne il basso ventre, quello che si trascina sulla molle e pruriginosa sabbia.
È invece un uomo tutto nudo, che per effetto di un colpo di sole è improvvisamente impazzito e si dà a percorrere il litorale per esibire quello che madre natura gli ha dato.
Tutti lo guardano e l'ammirano, ma una guardia subito lo agguanta e se lo porta via per fargli scontare le sue improvvise pazzie, quelle che le pudibonde signore non vogliono vedere ma che i ragazzi e le ragazze inesperte guardano con tanta ammirazione, perché spettacoli simili non sono frequenti.
La spiaggia d'estate regala questo e il buon anaconda sornione se la ride.

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