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Il nostro amico anaconda, prima osserva attentamente e poi
vistosi guardato con meraviglia e stupore da tutti accentra il suo sguardo
su di una giovane bagnante, che non si è accorta di lui intenta a dormire
col capo sulla sabbia e con gli occhi rivolti in alto.
Che deve fare il nostro amico anaconda, stare lì ad ammirare? A crescere lo
stupore e la meraviglia dei bagnanti? Non è caso di compiere qualche
azione audace di corteggiamento, tra le sue poderose spire la ragazza forse
ci rimetterebbe la vita, ed allora il miglior partito è quello di tagliare
la corda.
Gli piace di aver prodotto stupore agli abitanti della costa.
Se ne potrà parlare un altro giorno, quando avrà migliore estro e fantasia
e soprattutto i bagnanti potranno accoglierlo e familiarizzare con lui. Con lieve sforzo si solleva in alto e virando prende a volare per rientrare
alla base, che del resto non è molto lontana.
Le acque del Lago Verde non distano tanto e, come al solito, potranno
accoglierlo ristorarlo e dargli felice ricovero, per la sua vita terrena o
meglio acquea. C'è ancora altro da dire su di lui, ma ci riserviamo di riprendere il
discorso quanto primo e chissà quante cose belle ne verranno fuori.
Per il momento conviene chiudere e lasciare un po' riposare la mente, se non
vogliamo che ci giochi un qualche tiro birbone. La nostra creatura, il superbo Anaconda nato dalla
fantasia di un mio gentile amico, il cui nome non è difficile trovare tra i
frequentatori di questa estate alla ristretta corte di un vicentino, di un
cinquantennio ma di origine lucana, anzi di Colobraro, ha compiuto una delle
sue nuove imprese. Con un balzo, che ha del prodigioso, si è lanciato dagli spalti e bacini
orientali del Lago Verde, portandosi con rapido volo e lambendo il corso
inferiore del Sinni fino alla foce, per poi adagiarsi tranquillamente su una
spiaggia del mare Jonio.
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Qui, tra lo spavento dei molti bagnanti già intenti alle operazioni
balneari, per arrostirsi il più possibile e poi far mostra della loro
stupenda abbronzatura, si accoccola con le sue nodose spire, in prossimità
di un gruppo di bagnanti.
Qui si può vedere di tutto: dal "Vu cumprà, bardato ai fianchi e sulle
spalle della sua esotica merce, lui che è nord africano o giù di lì al
biondo nordico svedese, alla matrona cinquantenne, romana o lucana che sia e che nella sua imponente
mole occupa una larga fetta del lido sabbioso, al ragazzetto imberbe
che gioca al pallone infastidendo molti, alla signorinetta bionda che,
poco coperta, vuole prendere tutto il sole possibile, ad altri ancora che
piovuti qua da chissà dove, vogliono trascorrere in pace un giorno al mare.
E vi riescono, perché è proprio un bel giorno, caldo, afoso e prodigo di
tutti i possibili benefici.
Il buon anaconda, piovuto al mare anche lui si bea tutto felice perché la
spiaggia è popolata di tanti esseri strani poco coperti ed alcuni
addirittura scoperti, con le solo "pudende" nascoste per non
spaventare la gente pudica e rispettosa del decoro pubblico.
Che cos'é, che cosa non è, ma ecco che l'attenzione comune è destata da un
essere tutto nudo che non è il nostro anaconda, il quale per sua
natura non ha nulla da nascondere ma esibisce tutto tranne il basso ventre,
quello che si trascina sulla molle e pruriginosa sabbia.
È invece un uomo tutto nudo, che per effetto di un colpo di sole è
improvvisamente impazzito e si dà a percorrere il litorale per esibire
quello che madre natura gli ha dato.
Tutti lo guardano e l'ammirano, ma una guardia subito lo agguanta e se lo
porta via per fargli scontare le sue improvvise pazzie, quelle che le pudibonde signore non vogliono vedere ma che i ragazzi e le ragazze
inesperte guardano con tanta ammirazione, perché spettacoli simili non sono
frequenti.
La spiaggia d'estate regala questo e il buon anaconda sornione se la ride. |