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 CREATURE DEL LAGO VERDE
Anche una mucca pasto dell'anaconda

di Pietro Giovanni Lucarelli

Un mattino, un vaccaro della zona conduce al pascolo le mucche del signor Mun.
La zona era prossima alle sponde del Lago Verde, il cielo era lucido e si specchiava tutto sulle acque facendoci brillare come tante perline dorate.
L'atmosfera era già calda perché il sole d'agosto dominava da ore sull'intera superficie del lago.
Antonio, il vaccaro, prima di rientrare col bestiame alle stalle, pensa bene di condurre la mandria ad abbeverarla sulle sponde dell'invaso, accogliente e tutto rivolto a soddisfare ogni più lieta promessa.
Addentratesi nelle acque basse, soddisfano la loro sete in piena sazietà fino a ristorarsi pienamente dell'arsura già prodottasi, siamo in piena estate e il caldo già faceva sentire i suoi effetti di arsura e di bisogno di ristorarsi pienamente.
Ma prima che la mandria esca dalle acque, emerge improvvisamente in superficie il mostro che si accinge al suo pantagruèlico pasto, sottraendo in tal modo alla mandria una mucca allattante.
A fare le spese è la gonfia di latte mammella della mucca inghiottito totalmente in un sol boccone dall'affamato Anaconda, che naturalmente non si lascia sfuggire una così ghiotta occasione.
La mucca colta da lacinante dolore reagisce muggendo orribilmente, ma l'anaconda non desiste dal suo orrendo pasto.

La fine della mucca diventa inevitabile ed il mostro ha un buon pasto con conseguente riserva di cibo per i giorni avvenire; infatti la mucca cade in acqua annegando dando così al mostro la possibilità di trascinarla nelle profondità delle acque per alimentare la sua fame di volta in volta.
Tale spettacolo produce uno spiegabile shoc sul volto del guardiano delle vacche che non credeva quasi ai suoi stessi occhi a quella strana vista.
Antonio ritorna col resto della mandria a casa e racconta l'accaduto al padroine delle vacche e così cominciano le ricerche della mucca.
Dopo alcuni giorni di ricerca si rinviene la carcassa dell'animale senza le parti molli evidentemente inghiottite nei pasti pantagruèlici dell'orribile mostro.
La carcassa era coperta da una sostanza gelatinosa, che la proteggeva dalle acque per una  opportuna conservazione nel bisogno successivo .
Questa conclusione induce gli studiosi a studiare le cause della conservazione di cibo da parte degli animali esotici, come l'anaconda; infatti si sono tenuti nelle cittadine della zona frequenti incontri per discutere il fenomeno ed arrivare ad una qualche spiegazione di tutti questi eventi, sfuggenti ed affascinanti al tempo stesso.
Resta comunque inspiegabile la provenienza dell'anaconda in questa zona, ed in tal caso fioriscono le più diverse e strane supposizioni.
Quella vera quale può essere?

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