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CREATURE DEL LAGO VERDE
Kraken
di Pietro Giovanni Lucarelli

Tra le tante foto che il biologo russo scattò vi è una del tutto simile a quella di Kraken il mostro di Midaros.
Questo mostro è stato descritto minuziosamente ed enfatizzato da molti scrittori; il racconto più incredibile è quello del Vescovo di Midaros Pontoppidan di Bergen in Norvegia, del 1775, il quale asseriva che le isole vaganti sono dei Kraken, ma noi prima di raccontarvi questo episodio preferiamo mostrarvi il disegno che il nostro vescovo fece produrre da un artista per mostrare ai fedeli la straordinaria avventura e l'animale dalla stazza unica al mondo.
Il prelato descrive così bene il soggetto che il Kraken divenne il mostro del vescovo di Midaros. 


KRAKEN

L'abbaglio più grosso  o se volete la bugia più grande a riguardo delle dimensioni di Kraken è certamente quella detta dal vescovo Pontoppidan nel racconto della sua passeggiata e della celebrazione della Santa messa sulla spiaggia, ove trovò un Kraken così grande che pensò che fosse una grande roccia tanta da istallarci il suo altare portatile e quindi da celebrarci la Santa messsa nonchè capace di contenere il pur esigue gruppetto che lo accompagnava, detto fatto, v'istallò l'altare  e celebrò la messa.

L'animale che aveva sopportato immobile il prelato e il suo gruppo di accompagnatori fino al termine  della celebrazione, si muove lentamente e poi si immerge nelle acque  del mare del Nord come se nulla fosse accaduto.
Queste evoluzioni sono tutte della nostra Anaconda' quindi bisogna pensare che questo animale comparso nelle acque del nostro Lagoverde, abbia una capacità evolutiva fantastica se si pensa ai tanti metamorfosi capace di rappresentare a fior d'acqua col suo corpo immenso, bisogna anche pensare che tale specie conserva una memoria antichissima se come abbiamo visto è capace di impersonare persino un Celacanto che come sappiamo risale detta specia a 400 milioni di anni fa.
Pensiamo a quello della Manta, del Cavalluccio Marino sproporzianatamente enorme  rispetto al sua vero corpo, al mostro di Loch Ness, al fusto di lamiera pogiato al pilastro dell'invaso, al suo stesso corpo e tante altre figure che non stiamo qui ad elencare.
Ma torniamo al nostro Kraken che l'anaconda ci ha fatto ricordare, il lago che lo ospita pur essendo molto esteso non contiene alcuna roccia o scoglio che sia, perciò il fotografo pensò subito ad una nuvola che si specchiava nelle acque del Lagoverde, ma quando vide le teste dividersi in un grande solco, si rese immediatamente conto che il mostro era in movimento verso di lui, questa volta però aveva tutto il tempo e l'obbiettivo giusto per riprenderlo e ad osservarne poi bene le fattezze.
Montò in macchina e si spostò sul punto più alto del promontorio del lago da qui tentò di scorgere l'anaconda per riprenderla con la sua macchina fotografica nel modo migliore possibile, ma della bestia non vi era più alcuna traccia.
A questo punto iniziano a presentarsi interrogativi, tutti di paura come quel mostro potrebbe attaccare l'uomo senza che questo si accorge di nulla proprio per la inaspettata figura che l'anaconda è capace di assumere.
Il russo a questo punto decide di abandonare le ricerche e ritornarsene nella sua madre patria e studiare bene il materiale che aveva abilmente raccolto.  

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