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Tra le tante foto che il biologo russo scattò vi è
una del tutto simile a quella di Kraken il mostro di Midaros.
Questo mostro è stato descritto minuziosamente ed enfatizzato da molti
scrittori; il racconto più incredibile è quello del Vescovo di Midaros
Pontoppidan di Bergen in Norvegia, del 1775, il quale asseriva che le
isole vaganti sono dei Kraken, ma noi prima di raccontarvi questo episodio
preferiamo mostrarvi il disegno che il nostro vescovo fece produrre da un
artista per mostrare ai fedeli la straordinaria avventura e l'animale
dalla stazza unica al mondo.
Il prelato descrive così bene il soggetto che il Kraken divenne il mostro
del vescovo di Midaros. 
KRAKEN L'abbaglio più grosso o se volete la bugia più grande a riguardo
delle dimensioni di Kraken è certamente quella detta dal vescovo
Pontoppidan nel racconto della sua passeggiata e della celebrazione della
Santa messa sulla spiaggia, ove trovò un Kraken così grande che pensò
che fosse una grande roccia tanta da istallarci il suo altare portatile e
quindi da celebrarci la Santa messsa nonchè capace di contenere il pur
esigue gruppetto che lo accompagnava, detto fatto, v'istallò
l'altare e celebrò la messa. |
L'animale che
aveva sopportato immobile il prelato e il suo gruppo di accompagnatori
fino al termine della celebrazione, si muove lentamente e poi si
immerge nelle acque del mare del Nord come se nulla fosse accaduto.
Queste evoluzioni sono tutte della nostra Anaconda' quindi bisogna pensare
che questo animale comparso nelle acque del nostro Lagoverde, abbia una
capacità evolutiva fantastica se si pensa ai tanti metamorfosi capace di
rappresentare a fior d'acqua col suo corpo immenso, bisogna anche pensare
che tale specie conserva una memoria antichissima se come abbiamo visto è
capace di impersonare persino un Celacanto che come sappiamo risale detta
specia a 400 milioni di anni fa.
Pensiamo a quello della Manta, del Cavalluccio Marino sproporzianatamente
enorme rispetto al sua vero corpo, al mostro di Loch Ness, al fusto
di lamiera pogiato al pilastro dell'invaso, al suo stesso corpo e tante
altre figure che non stiamo qui ad elencare.
Ma torniamo al nostro Kraken che l'anaconda ci ha fatto ricordare, il lago
che lo ospita pur essendo molto esteso non contiene alcuna roccia o
scoglio che sia, perciò il fotografo pensò subito ad una nuvola che si
specchiava nelle acque del Lagoverde, ma quando vide le teste dividersi in
un grande solco, si rese immediatamente conto che il mostro era in
movimento verso di lui, questa volta però aveva tutto il tempo e
l'obbiettivo giusto per riprenderlo e ad osservarne poi bene le fattezze.
Montò in macchina e si spostò sul punto più alto del promontorio del
lago da qui tentò di scorgere l'anaconda per riprenderla con la sua
macchina fotografica nel modo migliore possibile, ma della bestia non vi
era più alcuna traccia.
A questo punto iniziano a presentarsi interrogativi, tutti di paura come
quel mostro potrebbe attaccare l'uomo senza che questo si accorge di
nulla proprio per la inaspettata figura che l'anaconda è capace di
assumere.
Il russo a questo punto decide di abandonare le ricerche e ritornarsene
nella sua madre patria e studiare bene il materiale che aveva abilmente
raccolto. |